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La Sacra Spina di S. Giovanni Bianco S. Giovanni B.
Comune in vallebrembana Provincia di Bergamo

L’Amministrazione Comunale di San Giovanni Bianco, memore dell’ampio coinvolgimento popolare suscitato dagli eventi del 1932 ed interprete delle aspettative con cui ci si appresta a celebrare la prossima festa della S.Spina (13 marzo) e la successiva coincidenza del Venerdì Santo col giorno dell’Annunciazione nella data del 25 marzo, ha disposto l’organizzazione di una mostra d’arte che sarà allestita nella Chiesa di San Rocco. Il suo titolo, “RESURREXIT” – La Passione di Cristo agli occhi degli uomini, nella luce della fede, ieri ed oggi”, rivela che si vuole coniugare l’aspetto artistico con l’aspetto religioso e devozionale che motivò la riflessione delle generazioni passate ed ancora sollecita l’indagine contemporanea su un tema che è sempre attuale, come è attuale l’interrogativo che l’uomo si pone sul seno della propria esistenza, da solo e con gli altri. 

Ripercorrendo a ritroso le tracce della religiosità popolare da oggi fino al XV sec., rivisitando cioè l’arco di tempo che ci ha visto custodi della preziosa reliquia, si incontrano emblematicamente le opere di alcuni autori contemporanei cui è affidato il compito di introdurci ai grandi pittori che sul tema della Passione e della Resurrezione di Cristo decorano le chiese bergamasche del XVI-XVIII sec.: Palma il Giovane, Cavagna, Salmeggia e il nostro Ceresa. Come esempio delle contaminazioni culturali che influenzarono la nostra valle come terra di confine si esporrà una preziosa scultura lignea di scuola nordica conservata nella parrocchiale di Foppolo insieme alle tele del maestro veneziano C.Ridolfi, approdate a Dossena come voto dei nostri emigranti in terra lagunare. Il pezzo forte della mostra, anche per l’effetto emotivo che suscita la sua composizione plastica a grandezza naturale, sarà comunque il gruppo fantoniano del Compianto su Cristo morto, che la Comunità di Ardesio ci concede di esporre per testimoniare la sua condivisione di fede anche in segno di gratitudine per l’azione pastorale che don Giuseppe Minelli esercitò come loro parroco prima di essere assegnato con lo stesso incarico alla nostra parrocchia. Come le precedenti mostre del 1995 (Christi passio) e del 2000 (Ceresa-sacro) anche questa mostra d’arte sacra non trascura il fatto che alla base della committenza religiosa c’era una preminente funziona dottrinale. Così, rivivendo l’approccio originario che coniugava le opere d’arte alle comunità che eleggevano a testimonianza della propria fede, anche l’odierna lettura artistica, pur accentuando il valore dell’ispirazione creativa, non si esime dall’approfondire i presupposti che l’hanno motivata come esperienza conoscitiva del rapporto uomo-dio, riflesso nella persona di Cristo.





La casa di Arlecchino
This house, that according to an age-old tradition is Harlequin's, testifies an important cultural and historical heritage. It was built in the fifteenth century and was situated in a privileged position in the medieval suburb of Oneta, in this way every strategic control over movements in the ancient "Via Mercatorum" was possible. This fact made it extremely important for the whole fifteenth century at least, when, before the Priula road was created, there were no other ways of communication between Bergamo and the bottom of the valley. 


Carlo Ceresa
Nato a San Giovanni Bianco nel 1609 da Ambrogio Ceresa della Valsassina e Caterina Maurizio di Oltre il Colle, Carlo Ceresa a diciannove anni gia' dipingeva pale d'altare per le chiese dei monti  circostanti dimostrando subito una felice sensibilita' naturalistica sopratutto nei volti degli offerenti. Il Ceresa e' uno di quei pittori che va guardato e riguardato per comprenderne la singolare bellezza che eleva a valore universale i gesti, le fisionomie, i sentimenti, la vita del suo tempo e del suo luogo, San Giovanni Bianco, la Valle, la Lombardia.


Fotografie di San Giovanni Bianco
Anyway the great importance of the house was due to the fact that it was the original house of the powerful family of Gratarolis. Already in the XV century this family had great riches in Venice thank to its most eneterprising members who ha emigrated there to work as artists and craftsmen. The owners lived far away from the native suburb but the house in Oneta.


Cartoline antiche di San Giovanni Bianco
Le secentesche case porticate e stemmate delle vie Gratarolo, Corserola e Pretura vennero su lungo il percorso della Priula. Queste strade conservano quasi intatto il sapore d'antico, forse un po' più di silenzio non guasterebbe. Su di esse s'affacciavano fondaci e locande. In una di queste, nel 1609, pernottò Thomas Coryate, turista ante litteram. Inglese (naturalmente) viaggiava (a cavallo) alla volta della Valtellina, strategico corridoio tra i possedimenti asburgici.


Cenni Storici di S. Giovanni Bianco
Le fucine lungo il Brembo. Costoro, nell'establishment locale, rappresentavano il ceto imprenditoriale. Dislocate lungo il Brembo avevano alcune fucine ed erano proprietari di fondi rustici e case. La loro, debitamente fortificata, era posta alla Roncaglia-fuori, contrada all'imbocco della Valtaleggio. Se ne vedono ancora i resti. Da questo ceppo uscì il personaggio per merito del quale San Giovanni Bianco conserva e venera una reliquia che lo rende singolarmente famoso: la Sacra Spina.


Volontari del Soccorso Alpino San Giovanni Bianco
Salvaguardiamo il territorio con azioni di protezione civile e ricerca di superficie. L’associazione dei Volontari del Soccorso San Giovanni Bianco nasce a San Giovanni Bianco nel 1990 in seguito al verificarsi di una situazione di emergenza. E’ stata proprio questa situazione d’imprevisto a far prendere coscienza ai cittadini, che avrebbero dato in seguito vita a questa associazione, dell’importanza di poter disporre sollecitamente di persone del luogo, capaci di prestare soccorso in cooperazione con le autorità di soccorso competenti. 


Oneta, Borgo Antico
Un pugno di case antiche, alcune delle quali restaurate nel rispetto della struttura originaria, contribuiscono a dare alla contrada un’atmosfera d’altri tempi che si respira pienamente percorrendo le anguste vie porticate, sui cui si affacciano rustici portali in pietra, ballatoi in legno intagliato, strette finestre protette da inferriate. Interessante anche la chiesetta del Carmine, che custodisce alcune tele del Ceresa e vari affreschi: una deliziosa Madonna con Bambino collocata in sagrestia e altri soggetti effigiati sulle pareti dell’austero porticato, tra cui un San Giovanni Battista e un grande San Cristoforo, posto a protezione dei viandanti lungo la via Mercatorum.


Borgo di Grumo
Continuiamo il nostro viaggio alla ricerca dei Borghi antichi più suggestivi della Valle con una nuova piccola oasi di tranquillità: Grumo è raggiungibile con una comoda carreggiabile asfaltata di circa 3 km che si stacca, in corrispondenza di  San Pietro d'Orzio (frazione di San Giovanni Bianco), dalla strada intercomunale che sale da San Giovanni Bianco verso Dossena; questa è zona ricca di prati e pascoli, situati in un'area che fu oggetto in passato di intensi traffici. 


 

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