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Santa Brigida, dalle
origini all'epoca feudale Il primo riferimento storico alla Valle Averara
risale all'anno 917. In un documento vi appare il nome di Abraria, indicata
come localita' di orgine del padre di un diavolo: "Benedictus diaconus
ordinarius de infra civitate Bergamo et filius quondam Giseverti de Abrara".
Questo nome e' la prima testimonianza in assoluto per quanto riguarda una
localita' della Valle Brembana, non e' riferito all'attuale comune di Averara,
bensi' all'intera Valle Averara con i comuni di: Averara, Santa Brigida,
Cusio, Ornica, Cassiglio, Olmo, Mezzoldo.
E' comunque certo che la
chiesa originaria di Santa Brigida, che e' l'attuale Santuario dell'Addolorata,
risale a prima del '200 ed era l'unica esistente in Valle Averara. Nel'400
subì un primo rifacimento delle strutture medioevali e fu consacrata
da San Carlo nel 1566. Il presbiterio, la navata e il portico esterno sono
tutti affrescati, con opere in parte anonime del '400- '500 e in parte
riconducibili alla stirpe dei Baschenis, originari della frazione Colla.
Sopra la cornice che riquadra S. Sigismondo affrescato su un pilastro del
portico, compare la firma di Petrus De Asenelis e una data incompleta,
comunque riconducibile alla prima meta' del '400. Per le bellezze naturali
e il valore dei riferimenti artistici Santa Brigida fu tra i primi centri
della valle a ricevere l'impulso dalla villeggiatura estiva, favorita sempre
piu' da una diversificata offerta di servizi ed occasioni d'intrattenimento
ricreativo e culturale. |
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Fotografie
di Santa Brigida
Anticamente Santa Brigida
dipendeva dalla plebania di PRIMALUNA nella Valsassina. Un tempo molto
fiorente era la fabbricazione dei chiodi da cavallo che si producevano
nelle cosidette "chioderie". Il ferro occorrente veniva prima preparato
nelle grandi fucine che si trovavano a CASSIGLIO. Molto diffuso era anche
il mestiere di carbonizzare la legna (far la carbonella), abbinato a quello
del boscaiolo. La tradizione vuole che il paese di Santa Brigida sia dedicato
alla badessa benedettina che qui esercito' il suo apostolato. |
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Ricerca:
Santa Brigida
Le imprese fiscali non vennero
alleviate, il controllo poliziesco fu addirittura intensificato e l'accentramento
burocratico tolse gran parte della discrezionalita' ai governi dei singoli
comuni. Nemeno la situazione socio-economica cambio' apprezzabilmente.
Alla penuria alimentare che aveva caratterizzato gli ultimi anni del periodo
francese si aggiunge negli anni 1816 e 1817 una grave epidemia di tifo
petecchiale che colpi' tutta la provincia e imperverso' anche in Valle
Averara e in primo luogo a Santa Brigida. In questi anni si acui' la crisi
del settore minerario e metallurgico.
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Cartoline
antiche di Santa Brigida
Santa Brigida conta
635 abitanti (Sambrigedesi) e ha una superficie di 14,2 chilometri quadrati
per una densità abitativa di 44,72 abitanti per chilometro quadrato.
Sorge a 805 metri sopra il livello del mare. Il municipio è sito
in Via Colla 2, tel. 0345-88031 fax. 0345-88695. Cenni anagrafici: Il comune
di Santa Brigida ha fatto registrare nel censimento del 1991 una
popolazione pari a 646 abitanti. |
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Cenni
Storici di Santa Brigida - Santa Brigida, dalle origini
all'epoca feudale
Il primo riferimento storico
alla Valle Averara risale all'anno 917. In un documento vi appare il nome
di Abraria, indicata come localita' di orgine del padre di un diavolo:
"Benedictus diaconus ordinarius de infra civitate Bergamo et filius quondam
Giseverti de Abrara". Questo nome e' la prima testimonianza in assoluto
per quanto riguarda una localita' della Valle Brembana, non e' riferito
all'attuale comune di Averara, bensi' all'intera Valle Averara con i comuni
di: Averara, Santa Brigida, Cusio, Ornica, Cassiglio, Olmo, Mezzoldo. |
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Santa
Brigida - Manifestazioni Estate
Anticamente Santa Brigida
dipendeva dalla plebania di PRIMALUNA nella Valsassina. Un tempo molto
fiorente era la fabbricazione dei chiodi da cavallo che si producevano
nelle cosidette "chioderie". Il ferro occorrente veniva prima preparato
nelle grandi fucine che si trovavano a CASSIGLIO. Molto diffuso era anche
il mestiere di carbonizzare la legna (far la carbonella), abbinato a quello
del boscaiolo. La tradizione vuole che il paese di Santa Brigida sia dedicato
alla badessa benedettina che qui esercito' il suo apostolato. |
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