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Beni comunali e forestieri,
la societa'originaria dell'Olmo - Una delle antiche consuetudini dei nostri
paesi, e naturalmente anche di Olmo, era quella dell'esistenza dei "beni
comunali". Essi consistevano in boschi e prati di proprieta' collettiva
su cui la popolazione, in particolare quella piu' povera, esercitava gli
usi civili raccogliendo legna secca, strame, funghi, ghiande, tagliando
fieno da monte e facendo pascolare i propri animali. Tale consuetudine
non fu messa in discussione nemmeno da Venezia che al suo arrivo, se formalmente
si dichiaro' proprietaria di questi beni, tuttavia ne lascio' l'uso e la
gestione ai comuni. Nel corso del tempo tuttavia tale gestione da parte
dei comuni divenne sempre piu' complessa e difficile. Succedeva in sostanza
che alcuni privati, quasi sempre i maggiorenti del paese, occupavano le
terre migliori recintandole e sottraendole all'uso collettivo.
Cio' in forza di contratti
d'affitto o di atti stilati ad arte dai consigli comunali che erano quasi
sempre composti da membri delle famiglie piu' potenti. Questo fenomeno
delle usurpazioni era doppiamente negativo: da una parte sottraeva alla
popolazione piu' povera le risorse indispensabili alla sopravvivenza, dall'altra
faceva diminuire i profitti dei comuni derivanti dagli affitti e dai tagli
dei boschi, con conseguente aumento delle tassazioni a carico dei cittadini.
Un altro aspetto realtivo alla gestione dei beni comunali era quello della
divisione fra originari e forestieri, fonte di contrasti secolari, con
episodi anche di violenza. Per antica consuetudine infatti gli orininari,
cioe' le piu' antiche famiglie del paese, si erano riservate l'uso di quei
beni, vietandone il godimento ai forestieri, ossia a quanti erano venuti
ad abitare in paese da fuori. E per questo scopo che si era creato una
Societa' degli Originari, sorta quasi certamente in seguito all'acquisto
dei beni degli Olmo da parte di alcuni cittadini... |
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Ricerca:
Olmo al Brembo
Olmo nelle lotte tra guelfi
e ghibellini. Sotto il dominio dei Visconti, nella seconda meta' del '300
e agli inizi del '400, la Valle Brembana vive quello che e' probabilmente
da considerare il periodo piu' tragico della propria storia. L'alta Valle
Brembana, Olmo compresa, era quasi tutta ghibellina, probabilmente
in conseguenza della sia pur parziale autonomia garantita ad essa dai Visconti.
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Cartoline
antiche di Olmo al Brembo
Olmo al Brembo appartenne
dapprima ai Vescovi di Bergamo e, successivamente ai Visconti che accordarono
speciali statuti (1368) confermati dalla Repubblica Veneta nel 1431 e nel
1588. Fino al 1863 si chiamo' OLMO. La parte antica dell'abitato presenta
strade irregolari,con sottoportici e piazzette /cortile, che nonostante
la modesta architettura, rilevano pregevoli ambienti: notevoli un palazzetto
con loggia ad archi tribolati di influenza veneta ed una bella fontana
settecentesca. La moderna parrocchiale conserva una tela del CAVAGNA.
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Comune
di Olmo al Brembo - Manifestazioni Estate
La Madonna dei Campelli
- Il fatto miracoloso avvenne nella metà del Seicento e si svolse
nell'antico edificio che sorge ancora oggi circa un chilometro a valle
di Cugno, al limitare del verde pianoro che costeggia il Brembo, gia' allora
denominato Campelli, un toponimo piuttosto diffuso in Val Brembana a significare
la presenza di campicelli adatti ad essere coltivati per la loro favorevole
esposizione. |
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Le
Frazioni di Olmo al Brembo
Frola - Frazione
che domina il centro di Olmo al Brembo Si giunge tramite strada
carrozzabile dal centro del paese. Altitudine di circa 600 metri s.l.m.
- Acquacalda Piccola frazione sita a 1 km dal nucleo abitato di
Olmo al Brembo, sulla statale che porta a Mezzoldo / Passo Ca' San
Marco. Altitudine di circa 560 metri s.l.m. - Malpasso Dista 2 km
da Olmo al Brembo, sulla strada che porta a Mezzoldo / Passo Ca'
San Marco, appena dopo la frazione Acquacalda. Altitudine di circa 580
metri s.l.m. - Cugno Quasi in centro paese di Olmo, la frazione
si trova sulla statale verso l'alta valle Stabina (Valtorta). Altitudine
di circa 537 metri s.l.m. |
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Fotografie
di Olmo al Brembo
Il Santuario dei CAMPELLI,
in pittoresca posizione sul dosso montano, e' una costruzione del sec.
XVIII._Il nome di OLMO deriva da latino ULMUS, (pianta di) Olmo. Certamente
ricco dell'essenza arborea che sembra aver suggerito il nome della localita',
Olmo presidiava sulle rive del Brembo gli sbocchi ravvicinati della Valle
Stabina e della Val Averara, dove confluivano le strade che salivano ai
varchi prospicenti la Valsassina. videntireminiscenze di nobilta' ancor
oggi si notano nelle architetture e nelle decorazioni dei nuclei di Cugno,
Portici, Malpasso, Cigadola. |
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