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Monte Sodadura - 2.010 m s.l.m.

Trekking Orobie

Localita' di partenza: Pizzino (Valle Taleggio)
Dislivello: 1.080 m
Tempo di salita: 4 ore
Difficolta': escursionisti
Acqua sul percorso: ai Piani di Artavaggio

Cima piramidale che sorge a nord/est dei Piani di Artavaggio, il Monte Sodadura campeggia tra il Monte Aralalta, la Cima di Piazzo e lo Zuccone dei Campelli. Viene frequentemente salito dai Rifugi dei Piani di Artavaggio e un po' meno dalla Val Taleggio in quanto itinerario abbastanza lungo, ma bello ed assai interessante per i gruppi di case rustiche che si incontrano lungo il percorso.

Cartina Sodadura Piani di Artavaggio

SALITA: dal piazzaletto di Pizzino (930 m - Val Taleggio) si prende la mulattiera segnalata che passa al di sopra del Santuario della Madonna di Salzana e dopo aver attraversato un prato si dirige alla frazione di Fraggio (992 m) con rustica e caratteristica chiesetta e poche case ormai disabitate e in stato fatiscente. Il sentiero prosegue in piano per 500 metri poi attraversa il torrente e risale nel bosco della sponda opposta (direzione sud) fino quasi alla Valle dello Zucco. Con una brusca giravolta risale allora alla Baita Rocca e prosegue in salita per pascoli fino a sbucare nella vasta conca prativa delle case di Cantoldo (1.226 m). Proseguendo verso nord il sentiero segue una costa ed entra in una valletta erbosa che risale; si lasciano a destra le case di Traversino, ci si abbassa di qualche metro e si continua per sentiero in mezzo ad un rado boschetto finche' si vedono le case e gli alberghi dei Piani di Artavaggio.

DISCESA: dalla vetta del Monte Sodadura si ridiscende alla chiesetta dei Piani di Artavaggio, poi si prosegue direttamente nel vallone sottostante (segnalazioni gialle), si attraversa un valloncello e si raggiunge sul versante opposto la Baita Scannagallo Alta (1.576 m). Proseguendo in discesa per prati e boschi (il sentiero non sempre e' visibile !) si raggiunge il Baitone Scannagallo (1.431 m), poi si deve fare attenzione perche' si entra nel bosco e il sentiero scompare. Proseguendo comunque verso sud/est ci si abbassa verso la Valle di Sulzano, si attraversa il torrente e si riafferra il sentiero che conduce alle case di Bonetto (1.126 m). Per sentiero si ritorna al Fraggio (bivio di destra) e per la strada fatta in salita si ridiscende a Pizzino. Ore 3 circa di Discesa.


Reportages del Monte Sodadura dal Forum della Valle Brembana

- I Piani di Artavaggio e Monte Sodadura
Sono anche chiamati "Pian de la Questiun", a causa dei diversi Comuni che se ne contendono la proprietà. Ai tempi, quando la piana appartiene al ducato di Milano e confinava con la Serenissima. Tra i Piani di Artavaggio e i Piani di Bobbio si ergono le numerose Cime del gruppo Campelli, precedute dal Monte Sodadura e dalla Cima Piazzo con la sottostante Alpe Piazzo, probabilmente così denominate per la loro struttura pianeggiante. Il gruppo dei Campelli comprende la Conca medesima e quella del Pratorotondo abbracciando tutti i pascoli dell'Alto Vallone.

- Quindicina - Rifugio Gherardi - Monte Sodadura
Saliamo in Val Taleggio con in mente un itinerario ancora un po' incerto. Lasciata l'auto a Quindicina seguiamo il sentiero CAI 120 e raggiungiamo il Rifugio Gherardi. Il tempo è molto variabile e non sappiamo cosa fare. Ridiscendere verso Cà de la Foppa o preseguire? Continuiamo a salire almeno fino alla Bocchetta di Regadur per poi decidere il da farsi. Qui giunte constatiamo che la nebbia nella quale ci troviamo ci impedisce di ammirare il panorama ma non dovrebbe portare a precipitazioni immediate. Allora proseguiamo lungo il sentiero 101 fino ad abbandonarlo per raggiungere la cima del Monte Sodadura e ridiscerne da altro versante in direzione del Rifugio Cazzaniga-Merlini.

- Quindicina di Pizzino - Monte Sodadura
Così decido di salire al comodo rifugio Gherardi e poi proseguire alla Bocchetta di Regadur ed alla cima del monte Sodadura. Fino alla bocchetta presenti traccie di discesa, ma poi è tutta da tracciare anche se davanti c'è uno scialpinista! Neve marciotta già dal primo mattino, ma meteo davvero eccezionale con cielo terso e temperatura mite. Impagabile il momento di sosta pranzo nel silenzio assoluto alla Baita Regina!

- Tramonto d'equinozio dalla vetta del Monte Sodadura
Visto le bellissime giornate che quest'ultima settimana d'estate ci sta regalando e considerando che il fine settimana che sta arrivando pare ancora una volta perturbato, in compagnia di Matu e Fabio non possiamo farci scappare un tramonto in quota. Così dopo il lavoro partiamo a razzo con destinazione Pizzino e da lì sparata fino in vetta al Monte Sodadura. In cima vento e freddo ci accolgono insieme ad un panorama come sempre spettacolare anche se con foschia densa a bassa quota. Qualche foto e poi giù ancora di buona lena fino alla macchina!

- Pizzino - Bocchetta di Regadur - Sodadura
Oggi il menù escursionistico prevede una bella salita al monte Sodadura, magari inventandoci qualcosa di nuovo La temperatura è a dire poco gelida, ma non ci lasciamo spaventare e caricato il Panda WRC partiamo per Pizzino. Le strade sono belle fino al paese, ma per salire fino a Quindicina la strada è ghiacciata e innevata e si rischia di dover fare un bel pezzo di camminata in più ...per fortuna il bolide non fa una piega e ci porta senza problemi in cima alla strada dove parcheggiamo e, ai primi colori dell'alba, ci incamminiamo verso il rifugio Gherardi. La giornata è stupenda senza nemmeno una nuvola e la neve tiene abbastanza bene. Piccola pausa al rifugio poi su dritti a "buligare" tra i pini mughi che si trovano per raggiungere la Bocchetta di regadur.

- Alba all'Alben: l'impero del Sole in Val Taleggio
Ebbene si, questa volta il Gino ce l'ha fatta a farmi svegliare presto! All'inizio ero un pò scettico, invece poi al ritorno ho capito cosa spinge i nostri fotografi a svegliarsi ad orari assurdi (4.15 di mattina questa volta!) per andare a vedere le albe. Spettacolo straordinario. Il titolo del reportage dice tutto, lascio quindi spazio alle immagini della straordinaria Alba ai Piani dell'Alben, coronata dall'ascesa al Sodadura da parte mia e di Mosé..su neve sicura in quanto siamo saliti di primissimo mattino, ma senza foto di vetta in quanto il nostro Moxer si è incredibilmente dimenticato la fotocamera...

- Gherardi - Sodadura - Artavaggio - Fraggio (invernale)
Scambiate 4 chiacchere abbiamo ripreso il cammino portandoci ai piedi del Sodadura. Spogliate le ciaspole per sicurezza siamo saliti su neve fantastica e abbiamo raggiunto la cima dove la madonnina è totalmente coperta e della croce si vede solo la parte alta. A questo punto abbiamo deciso di scendere dalla cresta sud/ ovest che non avevo mai fatto per andare ai piani di Artavaggio. Qui meritata pausa panini per poi ridiscendere per il sentiero verso Pizzino dove avevo la macchina. Per la discesa abbiamo percorso la nuova strada, ma devo dire che non è molto sicura per i ripidi pendii che la costeggiano ed è infinitamente lunga!