Val Brembana Web

Rifugio Albani al Passo della Presolana - Clicca QUI


Dal rifugio Albani si scende al sottostante piazzale delle miniere, si attraversa in alto la bella conca del lago del Polzone e ci si dirige al colle della Guaita. Scendendo leg­germente sull’altro versante, si prosegue su terreno ghiaioso avvici­nandosi alla parete sino a raggiungere il caratteristico canale roccioso ove parte la via ferrata (cartello indicatore). Si attaccano subito le prime scalette verticali che permettono di accedere alla parte centrale del canale. Traversandolo sul fondo ci si porta sul versante opposto dove un tratto più facile e altre scalette permettono di salire all’intaglio del passo della Porta. Qui però non inizia la discesa: piegando a destra una scala metallica vince un primo salto verticale, poi ulteriori tratti attrezzati con pioli e catene di ferro superano alcune placche insidiose e permettono di guadagnare quota. Procedendo su pendii in parte erbosi e in parte rocciosi, ma sempre molto esposti, si supera lo sbocco del cana­lone sfruttato nella prima parte del percorso e si sale a una bella selletta in vista dello spigolo Nord della Presolana: duecento metri più in basso le pareti di questo massiccio si inabissano nella suggestiva conca del Fupù, un profondis­simo circo spesso coperto di neve durante tutto l’anno. Con molta attenzione, usando le numerose catene infisse alla roccia, si scende su una placca coperta di pietrisco fino a raggiungere la base del circo. Proseguendo a mezza costa, il sentiero diventa ora più facile e permette di uscire dalla conca e di raggiungere senza alcuna difficoltà i vasti prati nei pressi della Corna delle Quattro Matte, curiosa cuspide che svetta al di là delle quattro guglie rocciose. Poco oltre si scavalca il crestone delle Pecore e ci si avvicina al canalone del Vallone: un ultimo breve tratto attrezzato permette di raggiungerne lo sbocco presso la sella tra il monte Visolo e la punta orientale della Presolana, dove ha ter­mine la via ferrata. Piegando a sinistra, si segue la bella traccia di sentiero e in breve si guadagna l’erbosa vetta del monte Visolo. Dal cima del monte Visolo non resta altro che una lunga discesa con un percorso di tutto riposo fino al sottostante passo della Presolana: dopo un breve tratto in cresta, il sentiero devia sul monotono e assolato versante meridionale della montagna e inizia a perdere quota. Scendendo sempre a pendenza costante si raggiunge così il punto d’appoggio della malga Cassinelli, nei pressi della quale passa il sentiero che collega il passo della Presolana al bivacco “Città di Clusone” e alla grotta dei Pagani. Imboccando questo sen­tiero in direzione del passo, si entra in un bellissimo bosco e dopo una mezz’oretta di piacevole camminata si esce fi­nalmente al punto di arrivo.

Cassiglio al Rifugio Lecco Piani di Bobbio - Rifugio Lecco - Piani di Bobbio al Rifugio Benigni

Rifugio Cesare Benigni al Passo San Marco - Passo San Marco a Foppolo

Foppolo al Rifugio Longo - Rifugio Longo al Rifugio Calvi

Valcanale al Rifugio Alpe Corte - Rifugio Alpe Corte al Rifugio Laghi Gemelli

Rifugio Laghi Gemelli al Rifugio Calvi - Rifugio F.lli Calvi al Rifugio Baroni

Brunone al Rifugio Coca - Rifugio Coca al Rifugio Curo'

Rifugio Curò al Rifugio Albani - Rifugio Albani al Passo della Presolana - Home page Sentiero Orobie


Salire al Rifugio Albani da Colere (1017 m.):
In frazione Carbonera (1043), seguendo un sentiero che si inoltra nel bosco subito dopo gli impianti delle piste da sci del Polzone. Nei pressi della cascina Frassinetto (1.239 m) si lascia sulla destra la mulattiera che sale alla Malga bassa di Polzone, si attraversa il torrente e si sale lungo il prato. Subito dopo il sentiero entra nel bosco e curva verso Sud; si incontra un tratto incassato e un po' difficile da superare per le presenze di massi scivolosi. Superato il successivo tratto erboso, il sentiero sale a serpentina sulle ghiaie ed i pascoli fino al piazzale delle vecchie miniere; una volta lasciati i ruderi sulla destra, si arriva al rifugio passando vicino ad un caratteristico pozzo intermittente (Fontanone) e ad una cappelletta a quota 1939 (sentiero 402, ore 3, E); da Colere (Carbonera) in seggiovia fino a 15 min dal Rifugio (sentiero 403); da Oltressenda Alta per la Baite Moschel (sentiero 311).

Ambiente e Natura sulle Orobie - A quote piu' elevate si inseriscono le conofere, dapprima in associazione con faggetti e betulleti, quindi in forma escusiva, con predominio di abeti rossi, laricie, in subordine, abeti bianchi, pini neri e pini silvestri. Piu' in alto, in corrispondenza dei pascoli alpini, le fustaie lasciano il posto alla vegetazione erbacea frammista ad arbusti quali i ginepri, i pini mughi, gli ontani e i rododendri.

Sentiero dei fiori - Sentiero dei Fiori perché, attraversando il massiccio del Pizzo Arera (2515 m) nell’abbagliante candore delle sue rocce calcareo dolomitiche, segna quello che botanicamente viene chiamata "zona di rifugio" per quelle Specie che hanno superato indenni gli sconvolgimenti glaciali, ma che noi potremmo definire in modo più comprensibile un vivaio naturale di fiori tra i più belli e più rari che si possano trovare, non solo nella Regione Insubrica delle Alpi Meridionali Calcaree.