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Rifugio Curò al Rifugio Albani - Clicca QUI

Si lascia il rifugio Curò e si percorre per un breve tratto in senso inverso la mulattiera di accesso al ri­fugio proveniente da Valbondione. A una curva a gomito un cartello per il rifugio Albani indica di deviare a sinistra e di seguire il sentiero che si dirige verso i verdi pendii del monte Cimone e del monte Pomolo. Proseguendo a mezza costa e scavalcando alcuni canali, la traccia inizia una breve salita al termine della quale sbuca al colle delle Miniere (1.920 m). Oltre il passo una ripida discesa consente di raggiungere il fondo della valle nei pressi della baita Passevra. Attraversato il torrente si rico­mincia a salire restando ai piedi dei pendii del monte Crostaro: una volta superata la baita omonima e i ruderi della baita di Fles si raggiunge in breve l’ampio valico della Manina. Dal passo il sentiero attraversa a mezza costa le pendici del Pizzul, si porta alla base del monte Sponda Vaga e, procedendo con qualche zig zag, supera la sella dell’Asta. Proseguendo oltre, con andamento Sud-Est si attraversa il fianco meridionale del monte Barbarossa fino alla caratteristica conca che si stende tra il monte Barbarossa e il pizzo di Petto e che viene delimitata sulla sinistra da una marcata costola che il pizzo di Petto protende verso Nord-Ovest. Il sentiero, aggirando questo sperone alla sua base, conduce all’imbocco di un canalino roccioso attrezzato con catene e che sbuca al colletto tra le due vette del pizzo di Petto. Dall’intaglio, scendendo leggermente verso destra, si costeggiano le falde orientali del monte Vigna Vaga e si raggiunge il non distante passo di Fontana Mora. Si attaccano i successivi pendii calcarei appena sotto alla vetta omonima fino al loro culmine, per poi divallare sul versante scalvino che qui si adagia presso la bocchetta nord del monte Fer­rante. Proseguendo ora su terreno pianeggiante, si va a raggiungere una bella cengia proprio alla base del versante Est del Ferrante e che permette di contornare le verticali pareti di questa montagna. Si percorre la cengia sino a incrociare la cresta sud presso la vicina bocchetta meridionale. Per pascoli e sfasciumi il sentiero scende regolarmente sull’ampio crestone e arriva da ultimo al marcato intaglio del passo dello Scagnello, da cui si gode uno splendido colpo d’occhio sullo spigolo Nord-Ovest della Presolana. Calando per gli erbosi pendii orientali, il sentiero conduce infine al rifugio Albani, nelle immediate vicinanze di alcune gallerie scavate in passato per l’estrazione della fluorite.

Cassiglio al Rifugio Lecco Piani di Bobbio - Rifugio Lecco - Piani di Bobbio al Rifugio Benigni

Rifugio Cesare Benigni al Passo San Marco - Passo San Marco a Foppolo

Foppolo al Rifugio Longo - Rifugio Longo al Rifugio Calvi

Valcanale al Rifugio Alpe Corte - Rifugio Alpe Corte al Rifugio Laghi Gemelli

Rifugio Laghi Gemelli al Rifugio Calvi - Rifugio F.lli Calvi al Rifugio Baroni

Brunone al Rifugio Coca - Rifugio Coca al Rifugio Curo'

Rifugio Curò al Rifugio Albani - Rifugio Albani al Passo della Presolana - Home page Sentiero Orobie

Ambiente e Natura sulle Orobie - A quote piu' elevate si inseriscono le conofere, dapprima in associazione con faggetti e betulleti, quindi in forma escusiva, con predominio di abeti rossi, laricie, in subordine, abeti bianchi, pini neri e pini silvestri. Piu' in alto, in corrispondenza dei pascoli alpini, le fustaie lasciano il posto alla vegetazione erbacea frammista ad arbusti quali i ginepri, i pini mughi, gli ontani e i rododendri.

Il Sentiero delle Orobie si sviluppa lungo i monti della Provincia di Bergamo, permette di immergersi nel cuore e nelle zone più selvagge di queste Alpi, offrendo scorci veramente suggestivi dell'ambiente quanto indimenticabili occasioni per ammirare la flora e la fauna (marmotte, camosci, l'aquila e ormai numerosi branchi di stambecchi. Il Sentiero, se percorso in estate o comunque in assenza di neve, non presenta difficoltà ed è accessibile a tutti purché allenati (il tratto che comprende il "sentiero della Porta", via ferrata per escursionisti esperti, può essere evitato con la discesa a valle). Il sentiero si sviluppa a quote mediamente intorno ai 2000 m, ma tocca alcuni valichi anche ad altitudini maggiori.

Sentiero dei fiori - Sentiero dei Fiori perché, attraversando il massiccio del Pizzo Arera (2515 m) nell’abbagliante candore delle sue rocce calcareo dolomitiche, segna quello che botanicamente viene chiamata "zona di rifugio" per quelle Specie che hanno superato indenni gli sconvolgimenti glaciali, ma che noi potremmo definire in modo più comprensibile un vivaio naturale di fiori tra i più belli e più rari che si possano trovare, non solo nella Regione Insubrica delle Alpi Meridionali Calcaree.