Val Brembana Web

Rifugio F.lli Calvi al Rifugio Baroni - Clicca QUI

Dal rifugio Calvi si scende al lago Rotondo, si scavalca la chiusa presso il suo emissario e con una breve risalita ci si porta sul versante boscoso della valle sul fondo della quale scorre il Brembo. Il sentiero prosegue verso Est, poi scende sul greto del torrente e lo attraversa su grossi massi. In seguito ci si inerpica sul versante opposto della valle; continuando la marcia verso Nord-Est si costeggia una splendida cascata e si risale il successivo pendio di macereti. Giunti al suo termine, si sbuca in una bella radura occupata dal minuscolo laghetto di Valsecca. Poco oltre, il sentiero si dirige verso il pianoro di ghiaie che si stende fra le pareti settentrionali del monte Grabiasca, del pizzo Poris e del pizzo del Diavolo di Tenda e che conduce nel vallone del passo di Valsecca. Generalmente nella parte alta di questa conca c’è neve: in tal caso si preferisce attraversare il piano nevoso avvicinandosi ai pendii del Diavolino per incontrare nuovamente la traccia di sentiero ricavata nel minuto ghiaietto. Seguendo questa traccia, con alcune svolte si giunge infine al passo di Valsecca (2.496 m), importante valico che permette di passare in val Seriana. Dal passo si scende sul versante della Valsecca abbassandosi su roccette miste a erba e ci si avvicina alla costa erbosa che culmina più in basso nella cuspide del pizzo Tendina. Con alcune faticose svolte, si raggiunge il filo di questo crinale e dopo averlo percorso per un breve tratto in discesa, si guadagna il breve spiazzo sul quale è posto in bella evidenza il bivacco Aldo Frattini, dal caratteristico colore fendinebbia. Dal bivacco il sentiero scende ancora con qualche curva fino ai pascoli di Tenda, frequentati da alcuni pastori. Con mo­derata pendenza si prosegue in discesa e si perviene su una stretta cengia erbosa che porta sul fondo della valle del Salto. Al di là il sentiero si inerpica subito con moderata pendenza iniziando così la lunga risalita di 400 metri di dislivello verso il rifugio Brunone. Superato un breve passaggio che richiede attenzione si raggiunge la piana dove si incrocia il sentiero che sale da Fiumenero: seguendo questa nuova traccia si raggiunge presto il rifugio (2.295 m).

Cassiglio al Rifugio Lecco Piani di Bobbio - Rifugio Lecco - Piani di Bobbio al Rifugio Benigni

Rifugio Cesare Benigni al Passo San Marco - Passo San Marco a Foppolo

Foppolo al Rifugio Longo - Rifugio Longo al Rifugio Calvi

Valcanale al Rifugio Alpe Corte - Rifugio Alpe Corte al Rifugio Laghi Gemelli

Rifugio Laghi Gemelli al Rifugio Calvi - Rifugio Calvi al Rifugio Baroni

Brunone al Rifugio Coca - Rifugio Coca al Rifugio Curo'

Rifugio Curò al Rifugio Albani - Rifugio Albani al Passo della Presolana - Home page Sentiero Orobie

Ambiente e Natura sulle Orobie - A quote piu' elevate si inseriscono le conofere, dapprima in associazione con faggetti e betulleti, quindi in forma escusiva, con predominio di abeti rossi, laricie, in subordine, abeti bianchi, pini neri e pini silvestri. Piu' in alto, in corrispondenza dei pascoli alpini, le fustaie lasciano il posto alla vegetazione erbacea frammista ad arbusti quali i ginepri, i pini mughi, gli ontani e i rododendri.

Sentiero dei fiori - Sentiero dei Fiori perché, attraversando il massiccio del Pizzo Arera (2515 m) nell’abbagliante candore delle sue rocce calcareo dolomitiche, segna quello che botanicamente viene chiamata "zona di rifugio" per quelle Specie che hanno superato indenni gli sconvolgimenti glaciali, ma che noi potremmo definire in modo più comprensibile un vivaio naturale di fiori tra i più belli e più rari che si possano trovare, non solo nella Regione Insubrica delle Alpi Meridionali Calcaree.