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Foppolo al rifugio F.lli Longo - clicca QUI

Da Foppolo fino alla casera dei Dossi si deve seguire l’itinerario precedente. Dalla casera, una volta raggiunta la sterrata che dal lago del Prato conduce al Rifugio Fratelli Longo, si percorre in salita su questa strada fino a raggiungere il rifugio Longo, a pochi minuti dal lago del Diavolo e dalla superba parete occidentale del monte Aga. Passata la notte al rifugio Longo si continua l’itinerario alla volta del rifugio Calvi e per farlo esistono due possibilità: un sentiero “basso”, veloce ma piuttosto monotono, e un sentiero “alto”, che qui descriviamo, molto panoramico ma più faticoso. Seguendo la mulattiera di servizio agli impianti idroelettrici, dal rifugio Longo si sale al sovrastante lago del Diavolo. Attraversata la piccola diga di sbarramento, si imbocca il sentiero ben segnalato che risale il versante sinistro della valle in direzione del passo della Selletta (2.372 m).

Cassiglio al Rifugio Lecco Piani di Bobbio - Rifugio Lecco - Piani di Bobbio al Rifugio Benigni

Rifugio Cesare Benigni al Passo San Marco - Passo San Marco a Foppolo

Foppolo al Rifugio Longo - Rifugio Longo al Rifugio Calvi

Valcanale al Rifugio Alpe Corte - Rifugio Alpe Corte al Rifugio Laghi Gemelli

Rifugio Laghi Gemelli al Rifugio Calvi - Rifugio F.lli Calvi al Rifugio Baroni

Brunone al Rifugio Coca - Rifugio Coca al Rifugio Curo'

Rifugio Curò al Rifugio Albani - Rifugio Albani al Passo della Presolana - Home page Sentiero Orobie

Sentiero delle Orobie Occidentali - Il sentiero si sviluppa a quote mediamente intorno ai 2000 m, ma tocca alcuni valichi anche ad altitudini maggiori. Si distinguono generalmente 8 tappe per il Sentiero delle Orobie Orientali che si sviluppa da Valcanale al Passo della Presolana in Valle Seriana e 6 tappe per il Sentiero delle Orobie Occidentali, da Cassiglio al Rifugio F.lli Longo in Val Brembana; sono comunque possibili numerose varianti a seconda dell'allenamento dell'escursionista e dei giorni a disposizione per il trekking.



Sentiero dei fiori - Sentiero dei Fiori perché, attraversando il massiccio del Pizzo Arera (2515 m) nell’abbagliante candore delle sue rocce calcareo dolomitiche, segna quello che botanicamente viene chiamata "zona di rifugio" per quelle Specie che hanno superato indenni gli sconvolgimenti glaciali, ma che noi potremmo definire in modo più comprensibile un vivaio naturale di fiori tra i più belli e più rari che si possano trovare, non solo nella Regione Insubrica delle Alpi Meridionali Calcaree.