Murales in Valle Brembana
Murales su edificio in via Don Pietro Rigoli a Dossena

 

I Muri di Chiese, Cappelle ed antiche abitazioni conservano le tracce piu' o meno leggibili di dipinti che fin dal medioevo hanno accompagnato le manifestazioni della Pieta' Popolare.
Dalle umili "santelle" erette ai crocicchi delle mulattiere per invitarei viandanti a una pausa di preghiera e riflessione sul proprio destino ultimo, ai muri esterni ed interni delle chiese, decorate con vasti cicli pittorici che esaltano i misteri dela fede cristiana, gli affreschi hanno rappresentato per secoli il naturale punto di riferimento della gente. Da qualche anno e' in corso un intenso programma di recupero che ha messo in luce alcuni cicli di grande interesse. Si tratta di affreschi spesso ben conservati, finora studiati solo in maniera, settoriale, ma che meriterebbero di essere ammirati in particolare i cicli di alcune chiese di epoca quattrocentesca. Tra tutte spiccano, per bellezza e varieta' dei soggetti e per il buono stato di conservazione , la chiesa del Corpus Domini di Pagliaro (ALGUA) la Chiesa del Cornello dei Tasso e l'antica parrocchiale di Santa Brigida, i cui affreschi sono in parte attribuiti ad Angelo Baschenis.
Murales in Valle Brembana
Ma sono molti altri gli edifici decorati con cicli importanti: la vecchia parrocchiale di Ascensione, il porticato di San Bernardino a Serina, le chiese di Cornalita e Pianca nel  territorio di San Giovanni Bianco, la Parrocchiale di Averara, sul cui porticato e' effiggiata la famosa "Torre della Sapienza" , l'oratorio di Sant'Antonio a Valtorta, quello di San Giovanni Battista a Cusio, la sagrestea della parrocchiale di Ornica. 
Tra tante raffigurazioni sacre spiccano alcuni soggetti di carattere profano ed in particolare gli affreschi della casa dell'Arlecchino a Oneta di San Giovanni Bianco, attualmente nella casa parrocchiale: si tratta di una grande scena allegorica di battaglia e di 2 armigeri risalenti alla fine del Cinquecento al pari degli affreschi di carattere sacro che completavano il ciclo, ora nella  Sagrestia di San Giovanni Bianco. Notevole infine la seicentesca danza macabra della Casa Milesi di Cassiglio.






 

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