L'alpeggio è l'attività agro-zootecnica che si svolge nelle malghe di montagna durante i mesi estivi. Con il termine malga si fa riferimento all'insieme dei fattori produttivi fissi e mobili in cui avviene l'attività di monticazione: terreni, fabbricati, attrezzature, animali. L'alpeggio, che si svolge tra un'altitudine minima di 600 metri sul livello del mare e una massima di 2500-2700, inizia con la c.d. monticazione, cioè la salita sull'alpe, che avviene tra la fine di maggio e la metà di giugno e termina con la c.d. demonticazione, cioè la ridiscesa in pianura che avviena a fine settembre. L'alpeggio passa attraverso varie fasi (tramuti) che si identificano con pascoli e strutture poste a diversa altezza sulla stessa montagna.
L'alpeggio può avere forme economico-organizzative diverse in basa all'organizzazione amministrativa (privata, cooperativa, pubblica di tipo comunale, provinciale o statale, ecc.) e al sistema di conduzione (affitto, conduzione da parte di privati, cooperative, ecc.). L'alpeggio può distinguersi anche in base al tipo di bestiame ospitato: alpeggio per bovini (il più comune), per ovini, caprini, equini o per bestiame misto (compresi i suini e gli animali da cortile). Di solito i pascoli alpini e prealpini sono sfruttati prevalentemente da bovini (85% nel primo caso e circa 95% nel secondo) mentre quelli appenninici sono sfruttati esclusivamente dagli ovini. Per quel che riguarda le necessità animali, per l'intera durata dell'alpeggio occorrono 1,5-2 ettari per ogni bovino mentre un solo ettaro riesce a nutrire dai 4 ai 6 ovini. L'alpeggio ben fatto porta notevoli vantaggi agli animali da un punto di vista alimentare (maggiore valore nutritivo che si riflette sia sulla salute che sulla qualità dei prodotti zootecnici), da quello dell'attività fisica (sviluppo della muscolatura, aumento dell'attività circolatoria, respiratoria e della capacità polmonare dovuta alla rarefazione dell'aria e al maggiore sforzo fisico) e da fattori ambientali (qualità dell'aria respirata e aumento delle radiazioni attive con benefici influssi su cute, pelo, attività ghiandolare e metabolismo). L’alpeggio, rappresenta uno spaccato della cultura montanara; ogni estate, come in un rituale, il ‘caricatore d’alpe’ conduce la mandria ai pascoli in quota ricchi di erba fresca e di essenze. Pascolando in libertà il bestiame si rigenera, stimola le funzioni vitali e potenzia il sistema immunitario.
La malga, pertanto, è una vera e propria azienda agricola in quota, la cui particolare fisionomia, unita all’esperienza e all’operosità dei malghesi, permette l’ottenimento di un prodotto unico, particolare che ci rimanda a tempi passati: il latte. Ma il latte d’alpeggio del Parco non è un latte qualsiasi; i malghesi se da un lato hanno rinunciato ai volumi di produzione che possono vantare le aziende di pianura, dall’altro non hanno rinunciato al profumo, al sapore e al colore di queste piccole produzioni, preziosi giacimenti, frutto dell’esperienza e della passione delle genti di montagna. L'alpeggio è la residenza estiva del bestiame sull'alpe, cioè un'azienda agricola-zootecnica montana temporanea che riunisce sia terreni (prevalentemente, ma non esclusivamente, pascoli) che edifici (baite, stalle, ecc.). L'alpeggio, che si svolge tra un'altitudine minima di 900 metri sul livello del mare e una massima di 2500-2700, inizia con la c.d. monticazione, cioè la salita sull'alpe, che avviene tra la fine di maggio e la metà di giugno e termina con la c.d. demonticazione, cioè la ridiscesa in pianura che avviena a fine settembre. L'alpeggio passa attraverso varie fasi (tramuti) che si identificano con pascoli e strutture poste a diversa altezza sulla stessa montagna.