Pietro Noris

Figlio di Gilio ed Emilia, nacque ad Alzano Sopra il 22 luglio 1922 in un vecchio stabile di proprietà della famiglia in via S. Giuliano n. 7, ove visse stabilmente fino all’età di nove anni. Cilio (Gilio) originario di Rigosa, subito dopo la prima guerra mondiale sposò Emilia e si stabilì in Alzano Sopra paese di residenza della moglie. La famiglia del piccolo Pietro viveva di agricoltura e svolgeva la propria attività in un podere alle pendici del Monte Frontale, un’attività cui lo stesso Pietro sarebbe stato destinato, se non fosse che all’età di nove anni vi fu un incontro speciale con un frate cercatore, che raccontò al piccolo Pietro di un convento di padri passionisti a Basella di Urgnano. La chiamata del Signore fu talmente travolgente che spinse Pietro, a rispondere immediatamente con entusiasmo, nonostante il padre fosse totalmente contrario. Dopo un anno di resistenze il padre, che vedeva in Pietro una valida mano nei campi per mantenere la famiglia, cedette alle suppliche del figlio, anche grazie all’intercessione di Don Adami. Fu così che il piccolo Pietro entrò nel convento dei padri passionisti, ove affrontò gli studi che lo portarono all’ordinazione sacerdotale l’1.03.1947 all’età di 25 anni.

Padre Pietro Noris iniziò così il suo apostolato, ricoprendo per due anni il ruolo di direttore dei padri passionisti ove aveva affrontato gli studi, per poi trasferirsi, su sua richiesta, a Messico City, dove stava nascendo un seminario per giovani messicani. Durante tale esperienza padre Pietro fu subito impressionato dalla grande quantità di bambini messicani che vivevano per strada senza scuola e fu così che con grande impegno si dedicò alla loro alfabetizzazione, fondando un Istituto (oggi tra i più fiorenti e migliori della capitale) del quale Padre Pietro ne fu per tutta la vita Direttore e Preside. Durante tali anni Padre Pietro trovò pure il tempo per conseguire diversi diplomi e laurea in filosofia, in matematica e in lingue straniere. Nonostante il fisico debilitato dall’incessante lavoro, dagli stenti patiti e dalle tante lacrime versate, l’amore verso quei figli di Dio che attendevano il suo aiuto, lo portò a diventare anche parroco di due parrocchie della periferia. In missione nulla è semplice e ancor più nelle periferie delle grandi metropoli.

Miseria, droga, e abbandono erano la normalità, e qui Padre Pietro riuscì, con grande fatica e con l’aiuto di alcuni volontari, ad aprire un centro di accoglienza per gli anziani abbandonati dando loro un pasto caldo e ore di serenità. In collaborazione con un altro Padre aprì una clinica per i poveri, assicurando loro le assistenze essenziali, e aprì la “città dei ragazzi” a S. Luis de la Paz, per i ragazzi di strada e i piccoli abbandonati dalle famiglie. Durante la sua missione in Messico subì le carestie e le sofferenze determinate dalle guerre e dai regimi politici, come la rivolta degli “Zapateros” capitanati da Marcos, nel Chiapas. Anche in quel caso seppe non far mancare la sua parola di pace e di speranza e nonostante un fisico fortemente fiaccato ed il parere contrario dei medici, si recò più volte nel Chiapas per portare aiuti e conforto alla popolazione sofferente. Proprio dopo il ritorno da uno di questi viaggi, morì improvvisamente il 9 gennaio 1994 a 72 anni. Come richiesto dalla stesso Padre Pietro Noris è stato sepolto nel cimitero di Alzano Sopra, dove riposa nell’orgoglio e nella dedizione dei suoi concittadini.