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Così
sul bollettino parrocchiale L'Alta Val Brembana del 1912 Don Stefano Gervasoni
ricostruisce l'avvenimento:
"E' tradizione
orale che un viandante, cavalcando per l'antica strada che da Piazza metteva
ad Olmo, giunto sopra la Corna dei Campelli, mal reggendo i passi della
cavalcatura cadde nel sottostante precipizio, non riportando nocumento
di sorta. Il malcapitato, di cui non ci e' pervenuto il nome, attribuì
all'invocazione del Santo nome di Maria lo scampato pericolo di morte".
Il viaggiatore,
convinto che la sua salvezza fosse dovuta ad un miracolo, fece dipingere
sulla pietra posta sotto la scarpata l'immagine della Vergine col Bambino.
Attorno a quell'immagine si diffuse ben presto la devozione popolare, incoraggiata
dall'autorità religiosa che era allora impegnata, in piena Controriforma,
a diffondere il culto della Madonna e dei Santi. Piu' tardi sul posto venne
costruita una Cappelletta che divenne luogo di preghiera e meta di pellegrinaggi
da tutta l'Alta Valle. Fin qui la tradizione. Poi tra la fine del Seicento
e i primi anni del Settecento, venne eretto l'attuale Santuario. |