Valle Brembana
Il Museo della Valle di Zogno presenta:

Lo Sviluppo economico ed idroelettrico
in Valle Brembana tra il XIX e il XX secolo

a cura del Dr. Giuseppe Pesenti

Sabato 25 novembre 2006 ore 15.00
Sala Conferenze - Via Mazzini 3

Il ventennio compreso tra il 1895 e il 1915 è uno dei più importanti nella storia della Valle Brembana per lo sviluppo economico e sociale che si registrò in quegli anni. Tale sviluppo derivò dalla collaborazione tra l’iniziativa di alcuni imprenditori, di origini non brembane, e il coraggio delle comunità locali che, non senza sacrifici, acquisirono, interpretarono e misero a frutto le idee portate dai nuovi tempi.

Fu così che si sviluppò in maniera grandiosa il linificio Carugati a Villa d’Almè, il setificio Beaux trasformato in iutificio a S.Pellegrino, la Società delle Acque e delle Terme sempre a S.Pellegrino, la Fonte Bracca, la cementeria Radici-Previtali ancora a Villa d’Almè, la Manifattura di Valle Brembana della famiglia Polli a Zogno, la cartiera Cima a S.Giovanni Bianco e lo stabilimento delle acciaierie Falck di Sesto S.Giovanni sempre a Zogno. Contemporaneamente giungeva in Valle Bremabana la ferrovia a trazione elettrica che, oltre a fornire un nuovo mezzo di trasporto delle merci alle industrie citate, spalancò nuovi orizzonti agli abitanti di questa valle mettendoli più facilmente in contatto con un mondo diverso, il mondo della città sempre in movimento, irrequieto e in genere più proiettato verso il futuro con le tante problematiche legate alla convivenza di una grande moltitudine di persone. Una testimonianza di queste nuove esigenze sociali è costituita dalla realizzazione dell’acquedotto civico da Algua, in Valle Serina, a Bergamo.


Mentre si sviluppavano questi centri industriali, nella nostra valle trovavano le loro prime applicazioni le nuove tecnologie legate alla produzione, alla distribuzione e all’utilizzo dell’energia elettrica. Sorsero così numerose le centrali idroelettriche a Clanezzo, a Paladina, a Zogno, a S. Pellegrino, in Valle Taleggio, a S.Pietro d’Orzio e poco più tardi in alta valle, con lo scopo di alimentare le recenti industrie locali ma anche le grandi industrie della cintura milanese. La Valle Brembana divenne un’importante esportatrice di energia idroelettrica grazie all’abbondanza delle sue acque che furono definite per alcuni decenni “oro bianco brembano”.

Per soddisfare le esigenze di trasporto delle nuove industrie e per realizzare le centrali si costruirono nuove strade o nuovi importanti tratti. Queste opere insieme agli insediamenti industriali, le centrali, i grandiosi canali, gli sbarramenti sul Brembo, le poderose dighe, le gallerie, i ponti della ferrovia e i viadotti-canali cambiarono in modo definitivo anche il paesaggio della Valle Brembana.

Quelli furono anni di grande fermento. Ogni uomo, di qualunque classe sociale fosse, sentiva una gran voglia di fare, di provare, di scoprire, di rischiare per migliorare, ciascuno con le proprie forze, le condizioni di vita proprie e degli altri. La prima guerra mondiale, la crisi del periodo fascista e la particolare evoluzione economica successiva alla seconda guerra mondiale, basata sullo sfruttamento di una nuova fonte di energia, il petrolio, limitarono non poco le conseguenze positive di questi grandi avvenimenti. Nonostante tutto le strutture economiche portanti della Valle Brembana ancora oggi si basano sulle impostazioni di fondo di quegli anni a testimonianza della bontà di quelle scelte strategiche.



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