Valle Brembana

MUSEO DEI TASSO E DELLA STORIA POSTALE CAMERATA CORNELLO

Giuseppe Cavagnis
(Fuipiano al Brembo 1791 – Bergamo 1860 ca.)

Album di viaggio dalla Valle Brembana ai Castelli della Svizzera
acquerelli 1828 – 1842

Gli acquerelli di don Giuseppe Cavagnis
in mostra al Cornello dal 25 al 31 Marzo 2008


Mostra realizzata nell'ambito della Decima Settimana Nazionale della Cultura Cornello dei Tasso - portici di Via Mercatorum 25-31 marzo 2008

Giuseppe Cavagnis, sacerdote e artista della prima metà dell'Ottocento di Wanda Taufer

Se si escludono una decina di dipinti apparsi recentemente in pubblicazioni locali, l'opera pittorica di Giuseppe Cavagnis, originario di Fuipiano al Brembo, sacerdote e studioso della prima metà dell'Ottocento, è quasi del tutto sconosciuta, malgrado l'indiscutibile valore artistico e il prezioso carattere documentario.


Album di viaggio dalla Valle Brembana ai Castelli della Svizzera
Abbazia benedettina di Engelberg acquerello di don Giuseppe Cavagnis del 1841 circa


Cenni biografici
Don Giuseppe Cavagnis, nacque a Fuipiano al Brembo il 3 agosto 1791 da Domenico Cavagnis e da Bernardina Milesi. La famiglia era una delle più note e autorevoli della Valle Brembana: il ramo di Fuipiano aveva preso origine da un'emigrazione di ritorno, in quanto nel 1783 Domenico, padre di Giuseppe, proveniente da Venezia dove i suoi avi erano emigrati nel Seicento, si era stabilito nella contrada Cabagino, avviando fortunate iniziative economiche basate sull’allevamento del baco da seta e proseguite dai suoi discendenti con la produzione di laterizi e poi con l’attività forense e notarile.

Una ricostruzione attendibile e sufficientemente documentata della vita del Cavagnis, relativa in particolare all'aspetto pastorale, è contenuta nell’opera del prof. Tarcisio Salvetti, San Giovanni Bianco e le sue contrade, a cui si fa qui riferimento. Ordinato sacerdote, svolse il suo ministero prima nella parrocchia di Sant'Alessandro in Colonna a Bergamo e poi il 28 agosto 1821, appena trentenne, fu nominato prevosto della parrocchia di San Giovanni Bianco, dove rimarrà per sedici anni. La sua fu una delle permanenze più brevi, rispetto ai parroci che lo avevano preceduto, e le notizie riguardanti la sua attività sono piuttosto scarse, non esistendo documentazione in archivio parrocchiale e non essendosi svolte visite pastorali durante quegli anni.


Album di viaggio dalla Valle Brembana ai Castelli della Svizzera
Cornello dei Tasso, acquerello di don Giuseppe Cavagnis del 1828


Sappiamo che ebbe una particolare predilezione per l'arte, in cui si cimentò con un certo successo, e per le ricerche storiche, egli fu infatti il primo che affrontò lo studio della storia della reliquia della Sacra Spina, basandosi su fonti documentarie. Alla reliquia dedicò una monografia pubblicata a Bergamo nel 1847 con il titolo Memorie storiche della Sacratissima Spina di N.S. Gesù Cristo che si venera nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Bianco.

Nel volumetto non troviamo solo preziose informazioni sulla storia della reliquia, ma anche alcuni interessanti spunti riguardanti storia del paese e di quelli vicini. In campo pastorale don Cavagnis godette di una buona reputazione negli ambienti della Curia e il vescovo gli assegnò spesso incarichi di fiducia, tra cui la nomina, nel 1837, a membro del capitolo della Cattedrale. Di lui sappiamo ancora che nel 1828 fu incaricato di verificare la validità della scelta relativa all'ubicazione della nuova chiesa di San Gallo, progettata dall’architetto Salvatore Lucchini di Bergamo su incarico del parroco monsignor Pietro Morali. Il 28 aprile dello stesso anno salì a San Gallo, delegato del vescovo, per la cerimonia di benedizione e posa della prima pietra del nuovo edificio. Ad opera ultimata, nel 1840, in qualità di canonico della Cattedrale, sarà di nuovo presente e ancora in veste di delegato del vescovo Gritti Morlacchi per l’inaugurazione della chiesa, lasciandocene testimonianza diretta con un acquerello che riproduce la nuova chiesa accanto a quella vecchia, poi abbattuta.


Album di viaggio dalla Valle Brembana ai Castelli della Svizzera
Scorcio di città svizzera, acquerello di don Giuseppe Cavagnis del 1841


Giuseppe Cavagnis artista
Relativamente all'arte pittorica, di lui ci sono rimasti numerosi acquerelli, buona parte dei quali sono conservati in collezioni private di San Giovanni Bianco. La tecnica si basa sull'uso generalizzato del color seppia con le sua varie sfumature; a volte i soggetti sono riprodotti con cura e con la descrizione minuziosa dei particolari, altre volte sono solo dei bozzetti di gusto impressionistico. Caratteristica quasi costante è la raffigurazione delle strade della Valle Brembana, su cui non mancano mai i viandanti, inseriti in un ambiente alquanto selvaggio e orrido, che attribuiscono al dipinto un gusto romantico caro soprattutto agli artisti tedeschi dell'epoca. I soggetti principali riguardano i paesi della media Valle Brembana: San Giovanni Bianco, San Gallo, Fuipiano al Brembo, Camerata Cornello. Altri soggetti relativi alla Valle Brembana sono i Ponti di Sedrina e altri ponti non facilmente identificabili, ci sono poi le figure di casolari sparsi e paesaggi privi di costruzioni.

Di alcune di queste località don Cavagnis ci ha lasciato varie rappresentazioni: in alcuni acquerelli del centro storico di San Giovanni Bianco, ad esempio, si notano distintamente gli opifici, mulini e fucine, distribuiti lungo il corso del Brembo, cosicché i dipinti assumono una importante connotazione di documento storico. Sotto questo aspetto è importante anche la raffigurazione dell’interno della vecchia parrocchiale di San Giovanni Bianco, rifatta completamente nella seconda metà del secolo, e questo dipinto è quindi un documento di eccezionale importanza. Lo stesso vale per il Cornello, di cui ci ha lasciato ben cinque acquerelli, e delle già citate chiese di San Gallo, e del convento dei Francescani, allora in territorio di San Gallo. Una sua caratteristica pittorica davvero interessante è la raffigurazione degli alberi, che appaiono sempre in primo piano rispetto agli edifici e sono molto curati, con la resa accurata del fogliame e la sapiente disposizione dei tronchi e dei rami che danno al dipinto un sapore quasi di documento naturalistico.

Il viaggio in Svizzera
Interessantissimo è un gruppo di disegni di viaggio: attorno al 1841 don Cavagnis compì un viaggio nella Svizzera, toccando la sponda orientale del lago di Lecco, la Valtellina, i Grigioni, Coira e diversi altri Cantoni elvetici. Di ogni località ci ha lasciato uno schizzo, tracciato su un semplice album da disegno: villaggi adagiati sul lago o allo sbocco di valli, chiese dai campanili a punta, castelli, strade, boschi, ruderi e quant'altro dovette colpire quotidianamente la sua fantasia. Ne è risultato un documento straordinario, che ha fissato per sempre l’immagine di un mondo antico e ormai pressoché scomparso, fornendoci l'opportunità di riscoprirlo, nel contesto dell'attuale tendenza a valorizzare le comuni testimonianze del passato come veicolo di rafforzamento delle relazioni internazionali.

(Rielaborazione del testo originale pubblicato su QUADERNI BREMBANI 4
Annuario del Centro Storico Culturale Valle Brembana – 2006)


* * * Le immagini esposte sono riproduzioni fotografiche di soggetti originali appartenenti alla collezione
di Don Virgilio Moioli di San Giovanni Bianco che li ha cortesemente messi a disposizione per la mostra.






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