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Mobilitazione: Per il futuro della Valle Brembana
a sostegno della piattaforma sindacale per il rilancio, lo sviluppo, la difesa dell’occupazione
e del tessuto socio economico della Valle Brembana.

CGIL CISL UIL HANNO DECISO UNA MANIFESTAZIONE CHE SI SVOLGERA’
NELLA GIORNATA DI MERCOLEDI’ 15 MARZO 2006 a PIAZZA BREMBANA


- ORE 19.00 CONCENTRAMENTO PRESSO IL QUADRIVIO – loc. Giardinetti
- ORE 19.15 CORTEO nel Centro del paese - Via Belotti, Via Tasso, Via Mamma Calvi
- ORE 20,00 SERATA PRESSO LA PALESTRA: Interventi RSU Aziende della Valle - Interventi Segretari Generali CGIL CISL UIL - Intrattenimento musicale con il gruppo “NOTER DE BERGHEM” di San Pellegrino

DURANTE LA SERATA SARANNO OFFERTI PRODOTTI LOCALI

TUTTI QUELLI CHE VOGLIONO SVILUPPO, OCCUPAZIONE e ATTENZIONE AL SOCIALE IN VAL BREMBANA SONO INVITATI A PARTECIPARE

GIOVEDI’ 16 febbraio l’attivo dei delegati CGIL CISL UIL della Valle Brembana ha approvato la piattaforma sindacale per il rilancio, lo sviluppo, la difesa dell’occupazione e del tessuto socio economico della valle che rappresenta la base per il confronto con tutti i soggetti istituzionali, politici, sociali del territorio:

*Mantenere gli insediamenti produttivi esistenti Il sindacato chiede che siano create le condizioni per mettere a disposizione aree in grado di ospitare l'espansione delle imprese che «tirano» e reggono il mercato. Chiede di sostenere l'innovazione e l'adeguamento tecnologico delle imprese. Di concretizzare interventi infrastrutturali sul territorio con un occhio di riguardo all'opzione treno, punto di valore per creare le condizioni di una mobilità alternativa e flessibile.

*Reinsediare e sostituire il manifatturiero che delocalizza Il sindacato chiede che siano conosciuti subito i destini (in termini di tempi e modi del reimpiego) dell'area Brembo che verrà libera a San Giovanni Bianco e sulla quale da tempo si parla di contatti in corso con il gruppo brembano Smi. Nel caso in cui si registrassero altre dismissioni produttive, i sindacati chiedono che i Comuni si impegnino nel non cambiare mai le destinazioni d'uso degli stessi lasciandoli, di conseguenza, al servizio dell'imprenditoria. La richiesta di una politica di incentivo alle attività di servizio alle imprese e alle produzioni innovative: come le attività tecnologiche e quelle legate all'informatica o alle produzioni di energie alternative.

*Progettare un sistema turistico della valle Per il sindacato occorre valorizzare il ruolo di San Pellegrino Terme, a partire dalle potenzialità del «marchio» stesso della località riqualificandone il sistema di accoglienza e valorizzando l'offerta turistica. Ma occorre anche progettare uno scenario di investimento sul comprensorio sciistico dell'alta valle superando stagionalità e povertà dell'offerta. Per Cgil, Cisl e Uil è necessario promuovere le attività collaterali: dall'agricoltura di nicchia all'agriturismo, dalle terme al casinò alle offerte culturali.

*Utilizzo degli ammortizzatori e politiche attive del lavoro A fronte della grande trasformazione, delle riconversioni e del processo di sostituzione delle attività del territorio, «processo molto dinamico e rapido», per Cgil, Cisl e Uil è necessario dare corso a iniziative di governo tutelando il diritto dei lavoratori anche attraverso la protezione sociale.Per il sindacato è necessario effettuare investimenti sull'istruzione e la formazione: per la ricollocazione del personale che fuoriesce dal ciclo produttivo, ma anche per la promozione del capitale umano che è una risorsa decisiva per il territorio.

*Una politica per le «infrastrutture sociali» Non solo economia, ma attenzione alle ricadute sociali dei problemi: la Valle, evidenzia un problema demografico (con una popolazione che invecchia), di spopolamento (la «delocalizzazione delle famiglie»), la delocalizzazione del Welfare (i presidi sanitari e assistenziali scompaiono e diminuisce la spesa pubblica in questi ambiti). Così come la Valle evidenzia una carenza di asili nido, di medici di famiglia presenti sul territorio con standard inferiori alla media. Ma anche enti locali senza informatica e possibilità di mettersi in rete per fornire servizi adeguati alla cittadinanza.