Valle Brembana
 
MOTOCLUB BREMBANA

PRESENTAZIONE DEL LIBRO
Sabato 20 Maggio - ore 15.00
PALASPORT SAN GIOVANNI BIANCO

1976 - 2006
IMERIO TESTORI
LA LEGGENDA CONTINUA

Ediz. promossa dal Motoclub Brembana con il patrocinio KTM Italia.
Ricerche, interviste, redazione testi e coordinamento: Tarcisio Bottani
Fotografie:  Mario Milanesi e Walter Arosio
Documentazione:  Walter Testori
Traduzione in tedesco: Johanna Cseh
Hanno collaborato:  Carlo A. Giani, Piero Redondi, Giambattista Rubis


Il 22 maggio 1976 moriva sulle strade di casa, vittima di un incidente di allenamento, Imerio Testori, il primo pilota italiano a diventare campione europeo di motoregolarità. Nel trentennale commemorativo della sua scomparsa, il Moto Club Brembana ha pensato di ricordarlo con la pubblicazione di un libro a lui dedicato, cercando di delineare un profilo di Imerio non solo come campione ma come persona, come uomo visto attraverso le testimonianze, talvolta drammatiche, talvolta comiche, di chi gli era vicino ed amico in quegli anni di gloria del motociclismo brembano. Sono pubblicate una serie di fotografie inedite in b/n e a colori, a conferma ancora una volta del suo stile di guida irruente e spettacolare. Vuole essere inoltre per noi appassionati di enduro uno stimolo per i giovani ragazzi e ragazze che si affacciano per la prima volta al fuoristrada perché capiscano quanto questo sport faticoso e duro sappia “prendere” ma anche “dare”. Nel 2004 il comune di San Giovanni Bianco, paese natale di Imerio, ha voluto dedicargli il Palazzetto dello sport apponendo una targa con scritto “Palasport Imerio Testori. In memoria di un grande campione dello sport, esempio per i nostri giovani” a dimostrazione di come ancora oggi sia vivo in tutti il suo ricordo, perché sappiamo che Imerio non c’è più, ma ha lasciato un grande insegnamento non solo a San Giovanni Bianco e ci auguriamo che i nostri giovani lo possano imitare.

Il Presidente del Moto Club Brembana Franco Contenti



A nome mio e dei miei familiari rivolgo un sincero grazie a tutti gli amici sportivi, simpatizzanti e conoscenti, che con la loro testimonianza hanno contribuito alla realizzazione di questo libro. Abbiamo raccolto e riportato le testimonianze spontanee e sincere di coloro che conoscevano Imerio e che hanno reso bello questo racconto della sua vita, dando modo a chi non l’aveva mai conosciuto di capirne la dimensione umana e sportiva. Per ragioni di spazio non è stato possibile inserire in questa pubblicazione i contributi di tanti altri amici che pure hanno inteso rendere il loro omaggio a Imerio, ce ne scusiamo, impegnandoci a tenerne conto per eventuali altre occasioni.

Personalmente sono rimasto legato al mondo dell’enduro, sia per passione e sia per la mia attività professionale, e posso garantire che ovunque io vada, in Italia o all’estero, avverto che il nome di Imerio Testori illumina ancora positivamente i ricordi dei piloti meno giovani, ma anche di quelli di nuova generazione e dei manager dei team motociclistici. A trent’anni anni dalla sua scomparsa, il “biondino delle valli bergamasche” continua a lasciare il segno nel cuore e nella mente di chi lo ha conosciuto e lo ha seguito negli anni della sua straordinaria carriera. Un grazie particolare all’amico Tarcisio Bottani che ha raccontato con professionalità e passione la storia di Imerio, interpretando e condividendo i sentimenti di tutti.  Grazie anche ad Angelo Crippa, dirigente della KTM Italia, per il sostegno all’iniziativa.

Walter Testori


La carriera
Imerio Testori nasce il 19 dicembre 1950 a San Giovanni Bianco nella contrada Ronco Polacco, sulla strada per la Val Taleggio. Gli anni della fanciullezza e dell’adolescenza trascorrono senza particolari avvenimenti: Imerio è un ragazzo tranquillo, che frequenta regolarmente la scuola dell’obbligo e poi comincia a lavorare assieme al fratello maggiore Vincenzo nell’azienda paterna, un allevamento di trote abbinato all’attività di pesca sportiva e al commercio al dettaglio di prodotti ittici, effettuato quotidianamente nei mercati ambulanti della Valle Brembana. Legato a questa attività sarà il soprannome Tröta che lo accompagnerà per sempre, accanto a quello, altrettanto efficace, di Leù, a sottolineare le sue caratteristiche di irruenza, forza e coraggio.

Il suo primo approccio al mondo dello sport, a metà degli anni Sessanta, è nel ciclismo, affascinato dai successi del conterraneo Felice Gimondi, ma la famiglia non è d’accordo e lui deve rinunciare al vago progetto di dedicarsi al ciclismo agonistico. Ben presto Imerio comincia a frequentare un giro di amici, quasi tutti più grandi di lui, appassionati di motociclismo, che gli trasmettono la passione per la moto. Fanno parte del giro, tra gli altri, Gianni Pirola, che svolge il ruolo del direttore tecnico, il dottor Piero Redondi, Giorgio Rota, Aurelio Milesi, Ferruccio Papa, Piero ed Evaristo Zani, Mauro ed Ezio Musco, Matteo Tassi, Giancarlo Grataroli, Gianluigi Gozzi: un gruppo darà vita al Motoclub Alta Valle Brembana e che sarà per lui una seconda famiglia, accompagnandolo poi per tutta la carriera, condividendo le sue gioie e le sue delusioni. Appena ha un po’ di tempo libero, Imerio si occupa della sua moto, una Guzzi Stornello 125cc, avuta dall’amico Pirola, che usa per fare le consegne di pesce.

Ma la passione per le due ruote si fa sempre più pressante e finalmente Imerio riesce a comprarsi una vera moto da regolarità: una Gilera 175cc. a quattro tempi, una macchina fantastica per quei tempi, ma destinata presto a essere superata dalle nuove due tempi, studiate appositamente per la regolarità, con cambi a sette marce e sospensioni a molle elastiche. Con la Gilera partecipa alle prime gare di carattere locale, allestite dal suo Motoclub, ma non è soddisfatto delle pur notevoli capacità del mezzo, allora la porta all’officina dei fratelli Frigerio di Canonica d’Adda che ne elaborano il motore, portando la cilindrata a 206cc.

1970
Anche il fratello Vincenzo è un patito delle due ruote e ogni tanto partecipa a qualche gara di carattere provinciale in sella a una Ossa 250. Nel 1970 però parte per il servizio militare e lascia in “eredità” la Ossa a Imerio, il quale la usa in alternativa alla Gilera nelle prime gare a carattere ufficiale a cui partecipa in rappresentanza del suo Motoclub che intanto è diventato sezione staccata del Motoclub Bergamo. Affronta così per la prima volta la Valli Bergamasche, termina a zero penalità il primo giorno, ma si ritira al Magnolini il secondo giorno per noie alle puntine: non è un esperto meccanico. Non miglior esito ha la seconda gara, una prova selettiva per la Sei giorni in Spagna, a cui Testori partecipa con un look inedito: una curatissima barbetta. Saranno queste le ultime due gare con la Gilera.

1971
Svolge il servizio militare tra gli Alpini a Merano e nel poco tempo che gli viene concesso dalle licenze disputa qualche gara a livello locale in sella a una Bultaco “El montadero” 360. Con questa moto disputa un paio di prove provinciali, a Nembro e poi a Vertova, dove ottiene la prima vittoria, ex aequo con Bruno Ferrari.

1972
Terminato il servizio militare, torna a dedicarsi con passione alla motoregolarità. 
Partecipa al Trofeo FMI che assegna il Campionato Italiano della categoria cadetti-junior, vincendo una serie di gare selettive provinciali e regionali.
In particolare si piazza al primo posto nel Trofeo Stoppani di Sarnico nella classe oltre 175cc. in sella alla Bultaco. Si aggiudica poi la vittoria, sempre nella oltre 175 nel Trofeo Tignale a Brescia, nel Trofeo Taiocchi ad Almé. Successivamente conquista il Trofeo Zanetti a Nembro.
A metà stagione arriva una novità destinata a dare una svolta alla sua carriera sportiva: Arnaldo Farioli, importatore della KTM, gli mette gli occhi addosso e capisce che il nostro giovane pilota ha i numeri per emergere, così comincia a fornirgli la moto. E con la KTM partecipa alla prova del Trofeo FMI di Riva del Garda, conclusiva del Campionato Italiano, vincendo il titolo nella classe oltre 175cc. e acquisendo il diritto al passaggio nella categoria assoluta. E’ in questa gara che Imerio è protagonista di un curioso episodio: arriva al traguardo con le piastre della forcella anteriore tenute assieme dalla cinghia dei pantaloni! Nel frattempo aveva corso una prova del Campionato Italiano assoluto di Bologna e poi aveva partecipato alla Valli Bergamasche, dove si era comportato con onore conquistando la medaglia di bronzo. La sua cilindrata è ormai la "oltre", gli piacciono le moto grosse: i cavalli da rodeo sono i più difficili da domare, così fa il suo debutto in una gara internazionale, nientemeno che la Sei giorni, in programma in Cecoslovacchia, selezionato nella formazione del Moto Club Bergamo. E qui, tra i mostri sacri del regolarismo internazionale, il giovane centauro sangiovannese conquista la medaglia d’oro individuale nella classe 175cc, avendo concluso la gara a zero penalità.

Nel corso dell’estate ha inoltre avuto modo di cimentarsi in altre discipline: nell’agosto primeggia davanti al fratello Vincenzo, nella gimcana di San Giovanni Bianco e poi si segnala, come primo dei bergamaschi, in una gara di trial, il Trofeo Cassera di Castione della Presolana, in sella a una Montesa 247cc.
La stagione si chiude con un una prova senza penalità nella Cavalcata delle Valli Orobiche, in coppia con Sergio Pesenti.

1973
Grazie ai successi dell’anno precedente Imerio diventa pilota ufficiale della KTM, inquadrato nel Team KTM Farioli che gli garantisce uno stipendio. Entra inoltre a far parte del Motoclub Italica Assicurazioni Careter di Nembro che rimarrà per sempre la sua società. Comincia la stagione alla grande vincendo la 24 ore di Montecampione nella classe oltre 175cc, in coppia con Emilio Capelli e piazzandosi al secondo posto nella classifica assoluta. Poi conquista la vittoria, in coppia con Ivan Saravesi, nella 12 ore della Franciacorta, ma il resto dell'annata non è eccezionale: giunge secondo nel Campionato Italiano dietro Augusto Taiocchi, poi partecipa alla durissima edizione della Valli Bergamasche, risultando uno dei pochissimi classificati, quinto di categoria. Disputa con un certo successo le prove di Campionato Europeo, segnalandosi in particolare a Barcellona e in Germania. Infine prende parte alla Sei giorni di Dalton (Massachussetts - USA), ma deve ritirarsi al terzo giorno, per la rottura della catena, quando era nin seconda posizione.

1974
E’ l’anno della sua definitiva consacrazione come uno dei più quotati piloti a livello internazionale.
Inizia con la vittoria nella 12 ore della Franciacorta, sempre con l’amico Saravesi, poi domina nella sua categoria al Motogiro di Sardegna. Nel frattempo partecipa alle prove del Campionato Italiano assoluto classe 250cc: vince la prima a Figline Valdarno e la seconda a Varese, sempre davanti a Taiocchi, poi giunge secondo, alle spalle di Taiocchi nelle altre due prove, a Bologna e a Camerino. Alla fine, per effetto degli scarti e somma delle penalità, il titolo va all’avversario e Imerio deve accontentarsi della piazza d’onore. Ma è nelle gare di Campionato Europeo che Testori compie il suo capolavoro. Comincia con un quarto posto nella prima prova in Spagna (29 e 30 aprile), seguito da un terzo posto in Cecoslovacchia (18 e 19 maggio). Poi è la volta della prova italiana, abbinata alla “Valli Bergamasche” (1 e 2 giugno), e qui il nostro campione sbaraglia il campo, vincendo la gara davanti al capoclassifica del Campionato, il cecoslovacco Zdenek Cespiva, uno dei più grandi interpreti di sempre del regolarismo motociclistico. La cavalcata di Testori verso il titolo europeo prosegue in Germania Occidentale (14 e 15 giugno), dove si piazza al secondo posto, alle spalle del tedesco Willamowsky, guadagnando punti preziosi su Cespiva. La prova conclusiva, a Szczyrk in Polonia sancisce il trionfo di Imerio che si impone in una magnifica prova speciale nella quale ottiene il miglior tempo assoluto e precede Cespiva, diventando Campione Europeo nella classe oltre 350cc.

Con questo straordinario successo, ottenuto a spese dei più grandi campioni dell’est, Testori diventa il primo pilota italiano a conquistare il titolo continentale e riesce a far breccia nello strapotere dei piloti delle marche dell’Europa Orientale, dove la motoregolarità è quasi uno sport nazionale: Jawa, MZ, Simson, Zundapp, Hercules, sono le marche delle moto vincenti, Uhlig, Witthoft, Brinkmann, Schmider, Masita, Fojtik, Mrazek, Stodulka, Willamowsky e Cespiva i piloti più titolati, provenienti da Germania Orientale, Polonia, Cecoslovacchia, Unione Sovietica.

Il successo europeo di Testori apre la strada a quella che sarà la stagione d’oro del motoregolarismo italiano, che si avviava con i vari Taiocchi, Gritti, Brissoni, Andreini, Andrioletti, Miele, Rottigni, Capelli, Perego e tanti altri a dominare a lungo la scena negli anni successivi. E con i campioni irrompono sulle scena le nuove moto: KTM, Puch, SWM, DKW, Gilera, Fantic, che si imporranno presto anche a livello commerciale. Non pago del successo europeo, Testori si cimenta lungo l’estate in gare di cross, vincendone due, a Brembate Sotto e a Erba e di trial, partecipando di nuovo al Trofeo Cassera di Castione. La straordinaria stagione del nostro centauro si conclude con la Sei giorni di Camerino, a cui partecipa nella squadra ufficiale per il Vaso d’argento. Ma sarà una prova sfortunata: nei primi due giorni si scatena e stabilisce i migliori tempi assoluti, poi però il terzo giorno un controllo malandrino gli costa i punti ed è costretto a lasciare strada libera ad Andrioletti, suo compagno di squadra che sarà vincitore nella classe oltre 350cc.

1975
Inizia l’anno con la ormai abituale affermazione nella 12 ore della Franciacorta, questa volta però in compagnia di Alessandro Gritti, con il quale trionfa anche nella 12 ore del Ciocco a Viareggio, risultando anche la prima coppia assoluta. Sempre quell’anno vince, in coppia con Emilio Capelli, la 12 ore di Varese; quindi si aggiudica il 1° Rally Motociclistico dei Fiori, gara nazionale disputata a Sanremo.

Nel frattempo però le cose non vanno molto bene nel Campionato Italiano dove deve cedere ancora il passo a Taiocchi, piazzandosi al secondo posto.  Anche nel Campionato Europeo le cose non vanno come dovrebbero e Imerio non riesce a confermare il titolo conquistato l’anno precedente. Con la KTM 420cc. nuovo prototipo austriaco sperimentale, non ancora a punto, ma portata al traguardo grazie alla sua tenacia, si piazza al terzo posto nella prova cecoslovacca e in quella francese e alla fine sarà solo vicecampione. Parte con intenzioni di rivincita alla Sei giorni dell’Isola di Man, inserito nella squadra ufficiale azzurra per il Trofeo Mondiale (assieme a Gritti, Andreini, Andrioletti, Taiocchi e Capelli): alla fine la squadra  sarà seconda alle spalle della Germania Occidentale. A conferma di una stagione non proprio esaltante Testori sarà “solo” secondo alle spalle di Taiocchi, nel Trofeo Italica Assicurazioni, organizzato dalla sua scuderia, a San Giovanni Bianco, proprio sulla pista della Portiera, sede dei suoi allenamenti.

Il mancato successo lascia l’amaro in bocca ai tanti appassionati che aspettavano questa occasione per vedere il loro campione esibirsi sulle strade di casa. Non vedevano l’ora di tributargli gli onori per essere stato il primo italiano a conquistare un titolo europeo e così fu in ogni punto del percorso, dove applausi e grida risuonavano forti al suo passaggio, mancò solo la vittoria a coronare questa eccezionale giornata. La pista della Portiera è voluta e tracciata dallo stesso Testori e da suoi amici brembani con i quali costituisce il Cross Team Testori, rilevando il Motoclub Alta Valle Brembana. Il team, affiliato al Motoclub Italica, conta una settantina di soci di cui una ventina sono conduttori e partecipano regolarmente alle gare, a riprova che i successi di Imerio hanno fatto proseliti. Intanto con i primi proventi della sua attività ha aperto a San Giovanni Bianco un negozio di moto e articoli sportivi, ma nel poco tempo libero che si ritrova continua a dare una mano nell’azienda ittica familiare.
 
Alla "12 ore" del Ciocco Viareggio,1975)
Prima prova di Campionato Italiano enduro 1976 a Carsoli
Alla prova di Campionato Europeo di Alano di Piave (1975)

1976
La stagione si apre con una serie di successi che lasciano presagire il ripetersi del fantastico 1974.
Inizia come al solito con l’affermazione, assoluta e di classe, nella 12 ore della Franciacorta, sempre abbinato ad Alessandro Gritti. Testori parte alla grande anche nel Campionato Italiano dominando la classifica assoluta e quella di categoria nella prima prova, disputatasi a Carsoli (L’Aquila). La seconda prova si disputa a Leffe in condizioni proibitive, al punto che solo 15 dei 139 partenti riescono a classificarsi. Imerio vince nella sua categoria, risultando addirittura l’unico classificato, e mette una grossa ipoteca sulla conquista del titolo italiano che gli è sempre sfuggito. Le cose si mettono bene anche nel Campionato Europeo dove ottiene il terzo posto nella prova d’esordio in Francia, poi si aggiudica la seconda prova (a Puerto de Novacerrada in Spagna) e anche la terza, in Cecoslovacchia, portandosi saldamente al comando della classifica.

Tornato a casa si prepara per la “Valli Bergamasche”, quarta e decisiva prova dell’Europeo, ma la mattina di sabato 22 maggio, perde la vita in un incidente mentre sta compiendo una seduta di allenamento. Alle 7.30 Imerio, in attesa di aprire il negozio di motocicli, si mette in sella alla sua KTM e si avvia verso la Portiera, ma poi cambia idea perché la pista è troppo bagnata. Si dirige quindi verso Pianca, lungo la strada sterrata che percorreva praticamente ogni giorno. Al termine del rettilineo in salita di Capatiglio la moto, lanciata a forte velocità, si impenna improvvisamente, per cause mai accertate. Il centauro perde il controllo del mezzo e finisce a terra, picchiando la testa sulla strada, il casco gli procura lesioni gravissime alle vertebre cervicali. E’ subito soccorso dalla gente della contrada e trasportato all’ospedale, ma vi muore poco dopo nonostante le cure dei sanitari.

Il 24 maggio, giorno dei funerali, la popolazione di San Giovanni Bianco e i tanti amici, colleghi e dirigenti, increduli e ammutoliti, lo accompagnano a piedi dalla sua abitazione fino alla parrocchiale, rendendogli l’estremo saluto. La sua moto, recuperata quasi intatta, viene esposta nel “parco chiuso” di Bratto il giorno 28 maggio, data di inizio della “Valli Bergamasche”. Gli amici della KTM sostituiscono l’insegna della marca col nome dello sfortunato collega, poi all’imbrunire, quando le punzonature si stanno esaurendo, ha luogo un’inattesa e sentita cerimonia: le rappresentative delle varie nazioni depongono corone di fiori davanti a quella moto numero 271 che è stata l’amica di tanti trionfi, ma anche strumento inconsapevole di un tragico destino. La storia di un campione finisce qui. Poi comincia la leggenda.

La Valle Brembana