| VALTORTA deriva
il suo nome dalla conformazione geografica del territorio. Ha antiche origini
risalenti al mille fu legata religiosamente a Primaluna in Valsassina.
In sede di notariato e di preture: ancor oggi esiste una casa in
decadenza - detta "della pretura". Ai primi dell'ottocento una slavina
demoli' la contrada Torre causando 30 morti. Ancora nei primi decenni del
1900 vi si coltivavano miniere di ferro.
L'operosita' degli abitanti, che
alternavano ai lavori contadini lo sfruttamento dele miniere e la successiva
lavorazione del ferro dava un minimo di sicurezza alla comunita' che come
le altre vicine, dovette comunque fare i conti con ripetute carestie e
pestilenze. L'attuale riattivazione dimostrativa di mulini, magli e segherie
ad acqua, accanto alla testimonianza emblematica del museo Etnografico,
da' l'idea di come nessun espediente venisse trascurato nella povera, ma
variegata economia di montagna. Tanto bastava perche' si avesse la soddisfazione
e l'orgoglio di vedersi riconosciuta l'autorita' di propri statuti, con
una precisa identita' da difendere e tutelare anche nei frangenti delle
avversita' economiche che spesso costringevano all'emigrazione. Tra i piu'
illustri discendenti di emigranti locali approdati a Venezia si ricorda
con orgoglio la figura di Girolamo Ragazzoni, che fu vescovo di Bergamo
e nunzio apostolico a Parigi, oltre ad essere stato attivo protagonista
del Concilio di Trento. Attualmente Valtorta mira ad essere un centro montano
capace di arrestare il fenomeno dello spopolamento con interventi di qualificazione
dei prodotti tipici caseari e con proposte di integrazione turistica che
abbinano ai valori ambientali l'approfondimento delle testimonianze etnografiche.
Dispone anche di moderni impianti sciistici con collegamento alla valsassina
(Piani di BOBBIO). |
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