![]() Presso chiesa Parrocchiale S. Bartolomeo apostolo Concerto d'organo di Daniele Rocchi nell'ambito della XV rassegna organistica su organi storici della bergamasca, organizzato dalla Provincia di Bergamo e dal Centro Rezzara. NOTIZIE STORICHE GABRIELE MEDOLAGO L'ORGANO DELLA CHIESA PARROCCHIALE DI SAN BARTOLOMEO IN CASSIGLIO Nella relazione per la Visita pastorale del 1858 il parroco affermò che l’organo era stato realizzato nel 1790 circa dai Serassi di Bergamo. Anche il parroco del 1906 scrisse che si credeva fosse del Serassi. La data è verosimile in quanto sappiamo che nel 1754 la chiesa non era dotata di organo. Inoltre in quel periodo i Serassi lavorarono agli organi di Averara e San Martino oltre la Goggia. Ma dal restauro avvenuto per opera della ditta Piccinelli di Ponteranica nel 2007 si è scoperta la scritta “J800” e “A. B.”sulle copertine del somiere, dunque la firma inequivocabile che l’organo è opera di Bossi datato 1800. La scritta “A. B.” potrebbe non riferirsi necessariamente ad Angelo Bossi quanto in nel 1800 non era ancora nato, ma di Carlo Bossi e successivamente riparato da Angelo (come nel caso dell’organo di Oltre il Colle). La prima notizia certa dell’esistenza di un organo nella parrocchiale risale al 1840, quindi possiamo con assoluta certezza circoscrivere l’epoca della sua costruzione fra 1754 e qualche tempo prima del 1840 e la datazione al 1790 circa potrebbe essere plausibile. Resta un progetto datato 13 febbraio 1840 della ditta Pellegrino, Girolamo ed Adeodato fratelli Bossi fabbricatori di organi, che descrive minutamente gli interventi da fare all’organo. Veniva previsto lo smontaggio totale ed il lavaggio di tutto tranne i contrabbassi e le altre canne di legno che sarebbero state ripulite, ripassate ed accordate sul luogo, secondo il bisogno, sarebbero stati anche restaurati e rimessi tutti i giochi e somieri addetti a tali canne. Si sarebbe minutamente osservato il somiere grande, ripulito e restaurato ove necessario, e ad esso si sarebbero rimesssi tutti i borsini di pelle, tutte le valvole inservibili e qualunque molla mancante o consumata. Ogni canna sia di piombo, sia di stagno, avrebbe dovuto essere ripassata e ripulita dalla polvere, intonata ed accordata al corista di Vienna ed a ciascuna sarebbero state tolte possibilmente le ammaccature che avessero potuto avere. Le canne inservibili perché rose dai topi o troppo schiacciate si sarebbero rimesse in modo da essere accompagnate od accordate alle altre. I mantici sarebbero stati visitati con diligenza e sarebbero stati ove necessario stuccati ed impellati ed allo stesso modo si sarebbe fatto con i condotti a vento. La tastiera sarebbe stata ripulita e ripassata, se possibile, come pure la pedaliera ed i tiratutti. Tutti i giochi sia di legno sia di ferro o di ottone sarebbero stati visitati, correggendo i buoni e sostituendo gli inservibili. L’organo sarebbe stato poi intonato ed accordato di nuovo portandolo alla miglior perfezione possibile. Il preventivo fu di 340 lire austriache con l’obbligo della fabbriceria di prestare il levamantici al momento dell’accordatura. Ignoriamo se l’opera sia stata realizzata. In data 1° maggio 1854 venne siglato un contratto fra l’organaro Giovanni Battista Carrara ed i fabbricieri Domenico Valcher, Giuseppe Beltramelli e Giuseppe Regazoni ed il parroco Don Antonio Allegrini. Il progetto prevedeva di lavare tutto l’organo, ripulire il somiere maggiore e gli altri somieri dei timballi e contrabbassi, esaminare tutti i ventilabrini interni ed esterni, cambiare le molle inservibili affinché si chiudessero perfettamente e l’organo non stonasse, pulire tutte le catenacciature: quella dell’organo, quella della registratura, contrabbassi e timballi e fare nuova quella della pedaliera, pulire e rendere agile nonché pronta la registratura e tutte le catenacciature. Si prevedeva anche di lavare i mantici, pulirli e coprirli di pelle dentro e fuori perché mantenessero il vento e ripulire tutti i loro rispettivi condotti; pulire tutte le canne, sostituire quelle che mancavano e rimetterle al proprio posto, intonarle ed accordare tutto l’organo. Si sarebbero dovuti anche ripulire gli strumenti a lancia, cambiare ed aggiustare le lance che ne avevano necessità affinché rendessero un suono più dolce possibilmente, realizzare un nuovo mantice a vapore da collocarsi vicino al somiere maggiore il più possibile, esaminare la pedaliera, ripulirla ed aggiustarla, ripulire, ripassare e rimettere la tastatura perché fosse agile e pronta, rendere l’organo completamente aggiustato ed intonato ed accordato perché suonasse bene e tutto e provarlo esaminandolo registro per registro. Tutta la spesa di pelli, bordione, eccetera, tranne le canne, sarebbe stata a carico della fabbriceria. Il Carrara si impegnò a fare tutta l’opera di sistemazione, salvo quella di falegname per il mantice, ed a terminare il lavoro entro il Corpus Domini dell’anno 1854. La fabbriceria avrebbe pagato il prezzo ritenuto meritevole, oltre alla spesa di cibarie durante il lavoro, in due rate: una a novembre 1854 ed una a luglio 1855. Si stabilì poi che si sarebbe potuto cambiare l’istrumento fagotto ed oboe in ottavini o mettere in ordine il tutto. Nel 1869 furono pagate 2 lire a Gentili di Piazza per aggiustamento dell’organo. Altre 80 lire furono pagate ad un tal Carrara nel 1871 ancora per aggiustamento dell’organo. Un ulteriore restauro venne effettuato nel 1881 ad opera di Prospero Foglia di Borgo Palazzo in Bergamo. Il 16 maggio 1881 troviamo un pagamento di 25 lire a Giovanni Rizzini organista di Bordogna e ad Egidio Sgritta per viaggio e perizia per il restauro dell’organo. Il 22 giugno seguente vennero versate 8 lire a Samuele Lazzarini carrettiere di Mezzoldo per la condotta attrezzi per l’organo da Bergamo a Cassiglio, il 12 luglio furono rimborsate al parroco 4 lire da lui versate al figlio del fu Ambrogio Ruffinoni Pachel per 8 giornate fatte come garzone di Prospero Foglia per aggiustare l’organo. Il 17 luglio furono pagate 10 lire all’organista Rizzini per collaudo dell’organo restaurato. Il 18 luglio il Foglia ne ricevette 57:8 per la prima rata per la rimontatura dell’organo. Il 25 agosto furono versate 9.50 lire alla madre di Innocenzo Valcher per 19 giornate a 50 centesimi l’una per assistenza al Foglia per il restauro, come da ordine del prevosto, ed altre 74.15 furono pagate per assi ed opere per le finestre del presbiterio ed organo. Nulla sappiamo della seconda rata, mentre la terza, di 221:72 lire, venne pagata da un tal Bagini al Foglia il 16 agosto 1882 e l’ultima dello stesso ammontare venne saldata il 1° luglio 1883. Nel 1897 l’organo venne nuovamente riparato da Giovanni Rabbiosi e Gerolamo Curtoni. Il 10 agosto furono pagate 20 lire al Rabbiosi. I due ne ricevettero poi 105 il 21 ottobre per riparazione o restauro dell’organo. Altre 100 furono pagate il 4 ottobre 1898 per la seconda rata a saldo della riparazione dell’anno precedente. Un ulteriore restauro venne operato nel 1903 da Antonio Ondei, che venne pagato 35 lire il 31 agosto. Ne seguì nel 1910 uno ad opera di Gualberto Nuovolazzi di Bergamo, saldato il 16 novembre con 130 lire. Resta anche un progetto della ditta Angelo Piccinelli di Ponteranica del 18 luglio 1952, approvato dalla Curia vescovile il 21 dicembre dello stesso anno. L’organo era stonatissimo in particolare nel ripieno, causa la troppa polvere ed il logorio del tempo, i contrabbassi non rendevano più ed erano assai deboli per infiltrazioni d’acqua e corrosione di tarlo, aveva estremo bisogno di pulitura. Venne progettato lo smontaggio generale di tutte le canne di metallo e di tutte quelle di legno per spolverarle ed eventualmente ripararle, in particolare nei contrabbassi. Si pensò anche ad una pulitura e revisione meccanica di tutti i somieri per ottenere un perfetto funzionamento e conservazione. Si sarebbe proceduto anche allo spolveramento e riparazione della manticeria, delle condutture d’aria, con l’applicazione dell’elettroventilatore del tipo S. O. speciale per organo, silenzioso con sordina, borsa e valvola regolatrice dell’aria, capace di alimentare lo strumento a pieno carico con la dovuta prontezza e perfezione di suono. Si pensò anche ad una riparazione alla tastiera, la pedaliera esistente era completamente fuori uso e doveva essere sostituita con una moderna e più silenziosa di 20 o 24 pedali, se lo spazio lo avesse permesso, con il nuovo tasto al pedale e la nuova meccanica. Si pensò di rifare il flautino 1 2/3 (alterato) e trasformarlo in registro nuovo di viola gamba 8 soprani. La violetta 4 bassi sarebbe stata rifatta di nuovo e trasformata in registro di viola gamba 8 bassi al Fa 6 per mancanza di spazio. L’ottavino 2 soprani sarebbe stato rifatto e trasformato in registro nuovo di voce celeste 8 soprani, unito alla viola gamba 8, ottenendo un bel concertino di violini. Il flauto duodecima 2 2/3 bassi e soprani sarebbe stato rifatto e trasformato in registro di flauto 4 bassi e soprani, aggiungendo le prime canne nella prima ottava. Sopra la pedaliera sarebbero stati applicati 6 pedaletti di pronto comando silenziosi così distribuiti: 1° tastopedale, 2° concerto violini, 3° crescendo, 4° ripieno, 5° tromba, 6° terzamano. La ditta avrebbe avuto a suo carico tutte le opere, armonizzazione ed accordatura compresa, con garanzia di 10 anni, salvo l’accordatura delle ance. Il lavoro sarebbe durato circa 35 giorni sul posto con due e qualche volta 3 operai. A carico della chiesa sarebbero rimasti l’illuminazione e la forza motrice per tutto il tempo del lavoro, le modifiche e riparazioni alla stanza dell’organo, ove necessarie, trasporto del materiale, spesa di collaudo, vitto ed alloggio degli operai, impianto elettrico per l’elettroventilatore. Il preventivo ammontava a 530?000 lire. L’opera non sembra però essere stata realizzata. Nel 1954 venne acquistato il motore elettrico con ventilatore dall’arciprete di Santa Brigida per 37?500 lire. Nel 1957 i fratelli Cornolti di Bergamo restaurarono l’organo che era tutto scordato, aveva urgente bisogno di pulitura e di rimodernamento di alcune parti fra le quali pedaliera, comandi a pedali, per una spesa di 160?000 lire. Sullo strumento venne apposta una targhetta con la scritta: Organo della Ditta Serassi | Restaurato nel 1957 | Fratelli Cornolti | di | Bergamo. Nel 1980 la ditta Cornolti operò una pulitura per la cifra di 1?000?000 di lire. Oggi la disposizione fonica è: Cornetto I, Cornetto II, Tromba Bassi 8 piedi, Tromba Soprani 8 piedi, Viola Gamba Bassi 8 piedi, Flauto Soprani 8 piedi, Flauto in quinta, Viola Gamba Soprani 8 piedi, Voce Umana, Principale Bassi 8 piedi, Principale Soprani 8 piedi, Ottava Bassi 8 piedi, Quintadecima, Decimanona, Vigesimaseconda, Vigesimasesta, Vigesimanona, Trigesimaterza, Trigesimaterza, Contrabbassi 16 piedi. Vi sono poi l’unione dei tasti, il mezzoforte e la terza mano, ripieno e combinazione libera. Dal gennaio all’agosto del 2007 con il contributo della fondazione Bergamasca, della CEI, della provincia di Bergamo, Bim, Banca popolare di Bergamo e della generosità dei cassigliesi si è realizzato il restauro completo dell’organo a opera della ditta Piccinelli di Ponteranica. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta nel dicembre 2007 con un concerto tenuto dal maestro Vanoncini. Il centro culturale Nicolò Rezzara ha voluto valorizzare l’opera di restauro inserendo l’organo nella prestigiosa rassegna provinciale. |