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Presentazione Volume
MONTANARO di PIANURA
Sabato 16 Luglio, alle ore 17.00 - Piazzolo
Durante la presentazione sarà presente l’autore del libro Carlo Graffigna
le autorità vallari e il critico letterario Sergio Ferrero. Il tutto si concluderà con un rinfresco.
 
E' stato detto che ogni autobiografia è un atto di presunzione, ed e' quasi sempre vero. Ma questa non è un'autobiografia; volevo raccontare di un personaggio che legasse tra loro alcuni "momenti" di una vita qualunque, per dire come gli fosse accaduto di nascere in pianura, di conoscere la montagna in circostanze, in fondo, banali e di averla, adagio adagio, scelta come terra di elezione. 

Anche dopo la rivelazione, il protaqonista rimane uno qualunque: non è un alpinista famoso, non è un conquistatore di pareti inviolate, non è, come si diceva una volta un "sestogradista"; piu' che altro si rivela un montanaro. 

Quando mi sono reso conto che, in realtà, questo era anche il mio caso personale, ho pensato di usarmi, come esempio, per dimostrare che la montagna  - anche dove non è estrema, ma è sopratutto un'atmosfera e un mondo -  puo' dare un senso a molti dei nostri giorni. A me' è capitato. Nella nostra vita, non ci sono una sola data e un solo luogo di nascita, ogni volta che c'e' una scoperta, ogni volta che incontriamo qualcosa di veramente nuovo comincia un altro conteggio. Bene, l'inizio del mio rapporto con il mondo in salita ha - nel bene e nel male - una vecchia data, il 1924, e un luogo di nascita ben preciso: l'Alta Valle Brembana e in particolare un minuscolo paese, Piazzolo. 

Ci siamo incontrati quando io avevo 2 anni e il legame continua. E non cominciamo con la solita tiritera: perche'? come mai? ne valeva la pena? cosa ci trovi?

Sono tutte domande inutili, questi sono rapporti che non hanno bisogno di spiegazioni e, del resto, non si dice che l'amore e' cieco? Attenzione: questa e' soltanto una battuta. In verità quando mi sono innamorato di Piazzolo e dell'Alta Valle, avevo una vista perfetta, dieci decimi! Ritengo opportuno segnalare che episodi e personaggi del racconto fine di un estate sono di fantasia, anche se intrecciati intorno ad un nocciolo di realtà. Per qualche altro testo sono state utilizzate pagine - qui inserite in storie molto piu' ampie - comparse anni fa in una rivista. Puo' darsi, infine, che, collocazioni geografiche e di tempo non siano cronisticamente perfette, ma quello che piu' mi interessava era ripescare i ricordi cosi' come, in tanti anni erano stati filtrati dalla memoria e siani, quindi, diventati la mia realtà.

C.G.


Carlo Graffigna, nato a Sesto San Giovanni, giornalista dal 1947, medaglia d'oro dell'Ordine professionale ha lavorato fino al 1961 all'Avanti!, diventandone redattore-capo; dal 1961 al 1982 è stato la "Corriere della Sera", edizione pomeridiana come redattore, redattore capo, vicedirettore. Due libri sul mistero dello Yeti; capitolo sui miti himalaiani per De Agostini; ha narrato vita e morte del grande alpinista, e suo amico fraterno, Andrea Oggioni. Ha pubblicato un libro di storia: "Italia XX secolo" guidando un gruppo di esperti. Sue opere sono state tradotte in francese, spagnolo, inglese e giapponese. E' stato presidente della giuria internazionale del Festival di Trento per il cinema di esplorazione e alpinismo.


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La Valle Brembana