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30-31 Luglio/ 4-5-6-7
Agosto 2005
Programma
Festa di Cornalita
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| Sabato
30 Luglio |
Cucina con bardele di Cornalita
e stracotto d'asino |
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Serata danzante Gian Battista
Germani Band |
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| Domenica
31 Luglio |
Cucina con bardele di Cornalita |
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Una serata indimenticabile con
Marco la voce di Radio Zeta (ingresso 2 Euro) |
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| Venerdi'
5 Agosto |
Cucina con pasta alla marinara e
fritto misto |
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Piano Bar/ Karaoke con Giamba |
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| Sabato
6 Agosto |
Cucina con capriolo e cinghiale
in salmi' |
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Serata danzante con Marco &
Betti |
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| Domenica
7 Agosto |
A mezzogiono menu' completo euro
9.00 (1° - 2° contorno - bere - caffe') |
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ore 14.30 Visita guidata: "Scopriamo
la Storia" Prof. Tarcisio Bottani
ore 16.30 Intrattenimento corpo
bandistico di S. Giovanni Bianco
ore 17.30 Solenne processione |
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Serata danzante con Marco &
Betti |
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Tutte le sere
cucina con: Casoncelli di Cornalita, brasato, polenta taragna, tradizionali
grigliate,
formaggio
alla brace, patatine fritte, verdure alla griglia, servizio bar con birra
alla spina
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La chiesetta di Cornalita e i suoi
affreschi
Il sacro edificio, risalente
al 1116, è uno dei più antichi della Valle Brembana. Soggetto
nel corso degli anni a continue modifiche e ristrutturazioni che
ne hanno cambiato più volte la struttura stessa, necessita di continui
interventi di restauro. Dei volontari in collaborazione con il Parroco,
sono alla ricerca di fondi per evitare il depauperamento di importanti
opere d’arte che costituiscono un patrimonio storico artistico non solo
della Frazione ma di tutti.
Cornalita,
Frazione di San Giovanni Bianco posta, risalendo la Valle Brembana,
sulla parte sinistra del fiume Brembo; adagiata su un pianoro che percorrendo
la statale non si riesce a vedere è, senza dubbio, una delle
Contrade più antiche. Racchiusa quasi a semicerchio dal monte
Sornadello (1580 m) che fa da barriera naturale con la Valle Taleggio;
e il monte Molinasco (Ruc) (1179 m) che la divide nella parte sud-ovest.
Queste montagne come abbiamo scoperto, rispolverando vecchi libri, sono
state teatro di liti e addirittura sanguinose battaglie per il diritto
di pascolo con il bestiame o il taglio della legna. Ora, leggendo simili
cose, ci viene quasi da ridere ma a quei tempi, erano le uniche fonti di
ricchezza e consentivano ad intere famiglie di vivere.
Attualmente, queste montagne
offrono diversi itinerari naturalistici per gli amanti della tranquillità
e del verde. Curiosando sempre tra i vecchi libri, scopriamo che Cornalita,
ha dato i natali a diversi personaggi che hanno segnato la storia locale,
per citarne uno, i “Raspis” che sono stati i primi notai della Bergamasca.
Dopo questi brevi cenni storici generali sulla contrada, parliamo della
Chiesa. Sicuramente è l’edificio più antico attorno al quale
è stata costruita la Frazione. Consacrata dal Vescovo
Polidoro Foscarini nell’aprile del 1447 sotto il nome di “Corporis Cristi”
ha le sue origini nell’anno 1116, documentabile non solo dalla data incisa
sulla trave del porticato ma, dal sistema e soprattutto dal tipo di pittura
degli affreschi che esperti fanno risalire a tale epoca.
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Affresco
sulla facciata esterna dell’edificio
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Affresco
sulla facciata esterna dell’edificio
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Ultima
cena, pala dietro l’altare che si stà lacerando
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Santa
Rita, altro importante quadro interno
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Più volte ha cambiato
la sua struttura. Anticamente, si dice fosse un luogo dove venivano portati
i defunti dalle località vicine e, dove dei Frati provvedevano alla
loro sepoltura. Di seguito la trasformazione in un oratorio e luogo di
scambi commerciali e poi, sicuramente il sacro edificio è stato
trasformato nella parrocchiale della zona, dalla quale dipendevano le altre
poche comunità con la loro Chiesa. Infatti, il Negroni nel
1924, dopo anni di ricerche, scrive testualmente:…….. “tutto
porterebbe a credere che questa fosse la primitiva Parrochiale per
la presenza della colonna esterna con la croce di ferro, indice di
chiesa matrice”…; questa infatti è il segno ancora oggi visibile
a testimonianza di quanto detto. Ricordo che solo le parrocchiali per distinguerle
dalle chiese comuni, avevano esternamente questo segno di riconoscimento.
Che la Chiesa rivestisse
un’importanza strategica, lo si rileva anche da alcune cartine geografiche
antichissime esposte nei musei di Firenze e Roma, all’epoca chiamata Cornaleda,
in cui compariva appunto il nome a scapito di altre località che
oggi rivestano la massima importanza come San Giovanni Bianco, San Pellegrino
ecc... La prima ricostruzione della struttura della Chiesa risale al 1575
anno della visita di S. Carlo Borromeo. Si legge che aveva tre altari,
che alloggiava un cappellano nominato dai capofamiglia il quale aveva una
specie di contratto vero e proprio, dove tra le altre cose, era indicato
anche la durata cioè il periodo nel quale il Sacerdote era tenuto
ad operare. Il Cappellano, aveva tanto di casa con giardino e cortile;
percepiva un salario di 16 ducati offerti da Antonio Borghetto, 135 lire
donati dai vicini, più le offerte dei fedeli. Dopo questa
visita S. Carlo Borromeo ordinò che venissero celebrate
4 messe settimanali.
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La
Dott.ssa Daffra illustra l'iconografia dei dipinti
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Il
porticato e la cappelletta della chiesa di Cornalita
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Una descrizione più
dettagliata e approfondita della dislocazione della Chiesa risale al 23
luglio 1699 giorno della visita pastorale del Vescovo “Luigi Rizzini”.
All’altare maggiore vi era un quadro raffigurante l’ultima Cena. Aveva
l’altare di San Giuseppe, con un quadro raffigurante la fuga dall’Egitto.
L’altare della Beata Vergine; e l’altare di S. Antonio. Pertanto
la struttura della Chiesa era cambiata da tre a quattro altari. Attiguo,
vi era una Cappella con un altare consacrato dove però non si effettuavano
celebrazioni religiose. Sempre a quella data, abbiamo anche un primo racconto
degli ori e valori che l’edificio custodiva, questi, erano abbastanza cospicui.
Per questo motivo, Cornalita, all’epoca, tentò più volte
di conservare la propria autonomia rispetto alla Parrocchia di S.
Giovanni Bianco, senza mai riuscirci.
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| Dopo continui
cambiamenti e ristrutturazioni, ora possiamo osservare la piccola Chiesa,
molto povera internamente, a causa di spostamenti di tutti
i valori altrove, ma con affreschi sul porticato e sulla cappella (la parte
più antica) di grandissimo interesse artistico e di notevole valore.
Per cercare di conservare questo importante monumento storico, un gruppo
di volontari in stretta collaborazione con il Parroco, si prodigano nel
reperire fondi per conservare questa importante parte di storia. Con l’organizzazione
della sagra che annualmente si svolge si riesce a finanziare qualche lavoro
e in tal modo mantenere vivo l’interesse per questo monumento. 30 anni
di lavoro dove tantissime persone si sono avvicendate e tutti con l’ntento
che ancora oggi continua di conservare l’edificio. |
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L'interno
della chiesa
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La sagra, continuando la
tradizionale alternanza, quest’anno è in onore di Sant’Antonio da
Padova avendo lo scorso anno festeggiato la Natività di Maria. Da
poco, sono terminati i lavori di restauro della cappella e di alcuni dipinti
sul porticato che erano ridotti in pessimo stato. L’intento del Gruppo
Cornalita è quello di terminare la parte esterna per poi passare
all’interno. La festa, che unisce tutti gli abitanti a collaborare in uno
scopo preciso, è diventata una delle più importanti della
zona, riesce a proporre momenti di preghiera alternati al sano divertimento
cercando di soddisfare le esigenze di tutti.
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