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La schola cantorum ringrazia il parroco Pierantonio Spini ed il COMUNE DI OLMO per la cortese ospitalità ed augura a tutti un felice 2009 Organista Luigi Panzeri - Direttore Emanuel Carrara La schola cantorum "Jubilate Deo", diretta dal M.tro Emanuel Carrara, è costituita da ventitre elementi. Essa si dedica allo studio e all’interpretazione della letteratura sacra di ogni tempo, dal canto gregoriano ad autori classici e contemporanei. Il filo rosso che unisce tra loro i membri del gruppo è la passione per il canto, inteso come moto dell' anima alla ricerca dell' armonia. Un canto che può diventare preghiera, inno di gioia, riflessione pacata o dirompente esultanza. Nato nel 1996 come coro parrocchiale a tre voci femminili, nel 1998 il gruppo si apre anche alle voci maschili al fine di poter ampliare il repertorio. Il compito principale è quello di sosteneree garantire l'animazione liturgica in occasione delle solennità parrocchiali. Nella primavera 2002 si intravedono percorsi ed orizzonti diversi: l'unità del gruppo e l’amore per il canto si esprimono nella volontà di migliorare la tecnica vocale. Nell'ottobre 2002 nasce ufficialmente la schola cantorum "Jubilate Deo" : non più gruppo parrocchiale ma vera e propria realtà culturale del territorio. Il coro si propone di offrire: • momenti di ascolto che si distinguano da altre occasioni culturali; attesa e ritorno, attraverso la musica, al profondo senso religioso della vita. • animazione liturgica con il recupero e la valorizzazione dell’immenso patrimonio musicale della Chiesa, seguendo il cammino indicato dai Pontefici.Il coro propone per concerti e celebrazioni liturgiche brani in italiano, in latino (lingua ufficiale della Chiesa) e in lingua straniera (originale dei compositori). A tal proposito l’allora Cardinal Joseph Ratzinger a colloquio con Vittorio Messori disse: “L’esperienza ha mostrato come il ripiegamento sulla categoria del comprensibile a tutti non ha reso le liturgie più comprensibili, ma solo più povere. Liturgia “semplice” non significa misera: c’è la semplicità che viene dal banale e quella che deriva dalla ricchezza spirituale, culturale, storica. Si è messa da parte la grande musica della Chiesa in nome della partecipazione attiva: ma questa partecipazione non può forse significare anche il percepire con lo spirito, con i sensi? Non c'è proprio nulla di " attivo " nell'ascoltare, nell'intuire, nel commuoversi?” |