Valle Brembana

Simone Pianetti - La Taverna del Diavolo
Presentazione del romanzo storico

La Taverna del Diavolo
I sette omicidi dell'anarchico Simone Pianetti - Incontro con l'autore Roberto Trussardi

Venerdi' 29 Febbraio 2008 ore 20.45 - Ostello dei Tasso - Camerata Cornello

A distanza di quasi un secolo dalla strage, nelle valli poste a nord di Bergamo, la minaccia di fare come Pianetti non lascia indifferente chi la riceve. Dalle poche notizie avute dai compaesani e da qualche lettera di mia sorella, sapevo che la ferrovia era giunta fino a San Giovanni Bianco, a qualche chilometro da Camerata Cornello, il mio paese....

Il 14 luglio 1914 Simone Pianetti sterminò in una sola mattinata sette compaesani che gli avevano rovinato l’esistenza bollandolo come anarchico, libertino, anticlericale. Al tempo la strage riempì pagine e pagine di giornali in Italia e in America, perché tanti cercavano di decifrare la crudeltà e l’efferatezza dei suoi omicidi. Dietro la troppo facile equazione "anarchico = indemoniato", c’erano invece povertà ed emigrazione, mafia e lotta di classe, odio per soprusi e perbenismo. Una miscela esplosiva, visti gli esiti, ricostruita da Roberto Trussardi con acume da detective e rigore da storico.

Da www.repubblica.it del 7.2.08: Morti non accidentali di un anarchico.
Una storia vera, ricostruita e un pò romanzata. Il 14 luglio 1914 Simone Pianetti, un omone delle valli bergamasche, tornato dall'America senza aver fatto fortuna, uccise sette compaesani, parroco compreso. Era un anarchico il Pianetti. E non poteva sopportare che ancora una volta i soliti benpensanti gli rovinassero la vita bollandolo per quello che per tutti loro, all'epoca, voleva dire anarchico: sovversivo, senza Dio, senza famiglia, senza controllo, come si accorsero quel giorno i giornali e la gente di quei posti. Ma vai a vedere chi era davvero Pianetti, come ha fatto Roberto Trussardi nel suo libro La taverna del Diavolo (stampa alternativa 14 euro). Un arrogante, un demonio, uno che scappa di casa. Uno sconfitto. Uno di quelli arrivati in terza classe a New York, che a Pittsburgh aveva già capito che nei quartieri italiani comandava la mafia, che i compaesani più o meno benestanti spesso erano più carogne degli americani. Poi incontri Gaetano Bresci, ti innamori di una bella americana attivista, le uniche parole che ti consolano sono quella di Malatesta o di Bakunin, il tuo odio cresce e trova un pensiero, arrivi a concepire una libertà totale da tutto e da tutti che immancabilmente non arriva. Torni in Italia, ti sistemi, metti su un locale dove si balla e ti attiri l'odio del parroco e dei benpensanti. Metti su un mulino e ti dicono che avveleni la farina. Allora scatta il tuo giorno di ordinaria follia e, come si dice ancora da quelle parti, "fai come Pianetti". (Dario Olivero)
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