Valle Brembana

Delle vicende atmosferiche… e d’altro in alta Valle nell’Ottocento

Una interessante testimonianza delle vicende atmosferiche e di alcune calamità accadute a Branzi e in Val Fondra nel corso dell’Ottocento ci arriva da un manoscritto intitolato Il Comune di Branzi spiegato al suo popolo, opera di Felice Riceputi, nato a Branzi nel 1850 e ivi morto nel 1911, maestro e segretario comunale a Branzi, Carona, Valleve, Trabuchello e Fondra. Nel suo manoscritto Riceputi dapprima trascrive un diario atmosferico venuto in suo possesso che attribuisce a certo Ambrogio Ambrosioni di Branzi e di seguito riporta, di suo pugno, la cronaca di alcuni avvenimenti importanti accaduti nel corso dell’800.

Riportiamo fedelmente il contenuto delle due parti.
Le notizie che imprendiamo a narrare vennero desunte da un piccolo memoriale scritto, credesi da certo Ambrosioni Ambrogio, già abitante alla via Follo.

Anno 1803 – 2.do della Repubblica Italiana (XI E.F.) Comune dei Branzi.
19 Maggio – Ascensione preceduto da venti freddissimi ed aria invernale, larga neve e copiosa dalla prima mattina sino alle ore 16.
23 Giugno – Giorno dominato dal vento freddissimo
9-10 Ottobre – Giorni di rigidissimo inverno perché seguiti da venti freddissimi, ghiacci e nevi.
Dicembre – Li primi di detto mese venti non più sentiti in questo paese, aria freddissima.
Dalla metà poi di d.to mese – 16 dicembre 1803, sino alla fine continuo scirocco ed aria temperata.

Anno 1804 – Anno III° - Genaro piovoso, ed aria dolce senza neve sino al giorno 4 Febraro. In d.to Genaro si lavorò alla campagna come a primavera avanzata. 5 Febbraio venti gagliardi, rigida stagione che ha durato costantemente sino il 3 marzo.

Anno 1805 - Anno p.mo del Regno d’Italia. Gran quantità di neve ha i Monti. Primavera tardissima. Estate fredda, e si sono veduti scendere da Monti li Malghesi, quantunque quelli delle Alpi più alte vi siano ascesi verso la metà di Luglio. Il Settembre poi bello e caldo non è stato sufficiente a maturare perfettamente i prodotti della terra, specialmente nelle Valli d.to anno. Alli 2 di Dicembre preceduto dal Novembre freddissimo, e gelido è caduta tale pioggia che si è vista la Valle di Valleve a ¾ di gonfiezza solita nella gran piena, e se non fosse stata poca neve sulle cime più alte, vi era motivo a temere e straripamento straordinario di fiume. Il giorno poi 3 d.to mese ed anno vento freddo, e neve abbondante verso sera.

Aprile 1806 il giorno 27 di d.to mese preceduto da notte dominata da vento freddo si è veduta la Valle Borleggia gelata al pari del freddo Dicembre. Alli 28 d.to mese dopo il mezzogiorno neve copiosa e larga.

Anno 1807 Inverno freddo. Primavera tarda. Caldo straordinario, cominciando alla fine di aprile sino alla fine di agosto. Settembre ed ottobre bellissimo a riserva di breve pioggia.

Anno 1808: Inverno bellissimo quasi senza neve. Freddo mite. Febbraio senza neve sino alli 14.15.16.17.18.19.20 d.to mese sono stati giorni di maggior freddo dell’inverno corrente.

Anno 1809: Inverno di freddo ordinario, poca neve i monti, ed abbondante al piano. Aprile 3.4.5.6.7. d.to mese giorni dei più freddi che si sentano nello stretto delle invernate. Nel pred.to mese di Aprile è caduta tanta neve sui monti quanta ne suol cadere altri anni d’inverno, ed il pred.to mese potrebbe paragonarsi perciò al nevoso Genaro. Dal giorno 13 Dicembre al 15 di d.to mese è venuta tanta quantità di neve alli Branzi che misurata nella piazza di S.Rocco e nelle Foppe oltrepassava qualche poco alla misura di un braccio di panno. Dal 18 sud.to mese di Dicembre sino alli 14 Gennaio.

Anno 1810: Bellissimo tempo sereno cioè e di freddo temperato dal 14 poi d.to mese sino al 23 Gennaio continua neve e pioggia, essendo venuta pure alli Branzi all’altezza di sette quarte di panno, cosa non più veduta nemmeno dalle persone dell’età di anni 80. Si è poi veduta della neve all’altezza di quattro dita di colore subrosso, e ciò da tutti verificato in questo paese ed in altri limitrofi.

Avvenimento spaventevole - Adì 22 Gennaio 1810: Fra le ore due e le tre italiane a notte oscura e nervosa un così detto Vendullo – Frana è caduta nella Valle di Trabuchello di sì smisurata quantità di neve, che si è scaricata sopra le case di Trabuchello che ha sepellito sotto le rovine quasi tutta la contrada a riserva di sole case in numero di le persone che vi restarono sorprese parte nel loro letto, parte nelle stalle e parte nelle cucine sono in n° di 28 morte. Due fanciulli sono stati ritrovati nudi ambulanti sulla superficie del nevoso torrente e salvati. Febbraio detto anno 18.19.20.21.22.23.24 giorni freddissimi, in cui si è veduto gelare l’acqua del Brembo in luoghi insoliti. Detto anno Primavera, estate e autunno freddi, piovose a segno che non ebbero mai in d.te stagioni più di tre o quattro giorni di bel tempo, lo che fu causa di pochissimi frutti e mal maturi compreso il vino ed il granoturco.

Gennaio 1811: Solo questo dì 3 Gennaio ha cominciato a nevicare alli Branzi e si è avuto un bellissimo antecedente. Xbre senza neve e di freddo temperatissimo.

Anno 1812: Inverno freddissimo e di lunga durata.

Anno 1813: Estate meno fredda D.to anno. Li 24 agosto, giorno del Titolare dei Branzi, accompagnato da vento freddo, si è vista qualche poco gelata la Valle detta Borleggia, si argomenti e si congeturi il freddo negli alti monti.

Anno 1814: Inverno di gran neve ai monti e di rigidissimo freddo sino alla metà di Marzo, dippoi primavera dolcissima e temperatissima. D.to anno Vendulli inusitati, e frequentissimi ma piccoli, perché staccatisi solamente dalle rupi vicine e non dalle alte montagne. D.to anno Estate piovosa, e fredda per cui non maturarono i frutti e si fece scarsissimo raccolto. Brine temporanee.

Anno 1815: Inverno corto. Primavera avanzata. Si videro alli Branzi fiorire le ciliegie alla fine di Marzo. Aprile nebbioso il freddo dopo il 13. Aprile 22 e 23 neve copiosa e giunta all’altezza di quarte 2. D.to anno 7 agosto. Giorno d’inverno nevoso sino alle falde dei monti pascolivi, per cui tutti i malghesi dovettero dalle cime scendere fra le nevi e con pericolo dei bestiami dalle loro montagne. 15 aprile 1816, quest’oggi seconda festa di Pasqua, vento sgagliardissimo, e freddissimo con neve. Detto giorno alle ore 21 circa è caduta la valanga-vendullo dei Rivieni con pericolo della contrada, che non è però stata offesa. Primavera fredda, estate freddissima tranne 7-8 giorni di Agosto di caldo discreto, neve, ghiaccio, brine continue sui monti dei malghesi, la notte poi del 2 al 3 Settembre, neve abbondante, che è arrivata al livello della Pietra del Verme, ed a mezzo dei larici della Carona. Immagini il lettore di queste stravaganze come se l’abbiano passata i malghesi!

Anno 1817. Inverno dominata da venti niente freddi, sempre sereno, pochissima neve. Tutto il mese di Aprile dominato da venti aridissimi e freddissimi, continui ghiacci e brine anco nella pianura, senza pioggia, e senz’erba per il secco. Previe alcune giornate di secco, ma di caldo, acqua opportuna e caldo continuo a tutto Settembre. Annata di sommo incarimento dei generi di prima necessità. Riso £ 160 milanesi al sacco, formento £ 110, grano turco dalle 90 alle 100 a Bergamo. Si sono viste parecchie persone morte dalla fame. Nelle montagne le famiglie quasi tutte spogliate di mobili, le donne dederunt preziosa que que pro cibo ad refocillandas animas. Era lugubre funesto spettacolo vedere i giornalieri lavorare dì e notte per la metà scarsa del necessario alimento giornaliero, e molti individui, quasi cadaveri ambulanti, lottare colla fame e colla morte, che ne portavano la pallida immagine. Si vedevano i prati nel mese di Maggio, e di Giugno sparsi di donne madri e gli fanciulli figli a guisa delle pecore pascersi di erba e querelarsi colla terra stessa, perché anch’essa era avara per la prima a motivo del gran secco di quei doni erbosi, che natura avea riservati agli animali, e che venivano loro frodati necessariamente dal genere umano.

Anno 1817, 6 Ottobre – Lunedì: Previ di tetre nebbie foltissime, caduta abbondante di neve. È certa fama che a Sondrio di Valtellina la neve è arrivata all’altezza di una quarta di misura di panno.

Anno 1822: Inverno quasi senza neve, senza pioggia e sempre freddo, e si sono viste varie ciliegie fiorite nella fine di Marzo. 31 d.to Marzo. Domenica delle Palme. 1.2.3.4.5 Aprile, cinque giorni di rigidissimo freddo, accompagnato da venti veementissimi.

28 agosto 1834: Nella primavera di quell'anno in Comune di Carona si era fatto il taglio di una forte partita di piante, i tronchi delle quali vennero gettati nel Brembo per la relativa fluttazione. Ora avvenne che in detto giorno, a causa di una torrenziale pioggia, i tronchi stessi, spinti dalla forza delle acque si accavallarono in un numero molto ragguardevole nella località denominata Ronchi, ostruendo il libero deflusso delle acque. Certo Miglioni Giuseppe, malghese, passando in detta località per ritornare alla propria abitazione, veduto il minaccioso pericolo che le acque avessero a vincere la forza del legname e spingersi furiose verso l'abitato inferiore della Via Porta, ove nel cosiddetto Prato di Spagna esisteva una casupola abitata, volò, per modo di dire a quella volta ove giunto tutto ansante e grondante di sudore, fu appena in tempo a prendersi in groppa un fanciullo e due altri sotto le ascelle e portarli in salvo.

Luglio 1836: Il colera in detto anno fece molte vittime in Branzi e specialmente alla via Prati ove in una sol notte, nel mese di Luglio, morirono otto persone. Per scongiurare un tanto flagello, veniva istituita la festa di Sant.Anna, nel qual giorno di vera e santa devozione, era proibito qualsiasi divertimento e lavoro, la quale astensione fra i veramente divoti, sussiste ancora.

24 Agosto 1844: Era la notte di S.Bartolomeo, tetra, lugubre, nuvoloni scuri e cenerognoli si accavallavano, si spingevano gli uni contro gli altri, e di quando in quando lampi sanguigni guizzavano sulla tetra volta, pareva infine che volesse venire il finimondo. A notte di molto avanzata si scatenò su questi monti un furiosissimo temporale, di modo che i numerosi torrentelli o rigagnoli diventati fiumi, scendendo dalle alte montagne, distruggevano e trascinavano con sé tutto ciò che incontravano nel loro precipitevolissimo corso. La valle Cavallera che scende dal monte Bratte era divenuta così furiosa per la quantità d’acqua mista a materie terrose, che gettandosi nel Brembo vi formò un grande ammasso compatto di varii materiali per cui le acque del fiume già pur d’esse straordinariamente gonfie non trovando più libero il loro corso si ammucchiarono a fianco dell’abitato di Valleve minacciandone la distruzione e l’affogamento. Rotto che ebbero l’improvvisato ostacolo, le acque si spinsero furiose nella Contrada che esisteva, ove ora si vede ancora qualche rudere o basizzo percorrendo la strada che dal centro di Valleve mette alla Parrocchiale. La bella via denominata la fucina andò letteralmente distrutta. Gli abitanti di essa a grande stento poterono tutti mettersi in salvo, privi però di tutto il necessario.

Settembre 1882: Dopo una forte nevicata che arrivò sin quasi a Lenna, una torrenziale pioggia accompagnata da scirocco fece liquefare d’un tratto la neve sino alle più alte vette e nel giorno 16 Settembre le acque dei due rami principali del Brembo, sorpassando ogni limite di gonfiezza, strariparono, producendo gravissimi danni alle praterie delle rive opposte. Lo stradale di Valle Fondra distrutto in numerosi punti causò l’isolamento di questi paesi dal resto della Valle, che durò per alcuni mesi. I due rami della cascata della Valle Borleggia, riunitisi in uno solo per la grande quantità di acqua, misero lo spavento e lo squallore negli abitanti della via Monaci, costringendoli a fuggire dalle loro case perché minacciate, a sinistra dal Brembo e dalla Borleggia e a destra dal franamento dei terreni detti prati dei Rossi. Insomma frane, scoscendimenti, straripamenti, squallore e spavento per ogni dove.

1884: Il primo caso di colera scoppiato in Branzi avvenne nella casa del Dott. Felice Paganoni. Il fratello di costui, Sacerdote Agostino, Parroco della Chiesa dell’Immacolata Concessione delle Grazie in Bergamo, essendo alquanto malaticcio, volle portarsi su questi monti colla speranza di guarire. Il viaggio da Bergamo a Lenna lo fece casualmente in compagnia d’una persona proveniente da Tolone (Francia) dove in quell’estate infieriva il morbo asiatico. Dopo pochissimi giorni di sua dimora in Branzi, venne colpito dal morbo fatale che in brevi giorni gli tolse la vita. Il cadavere venne seppellito solo dopo quattro giorni dalla morte e le visite alla salma dei numerosi conoscenti furono ragguardevoli. E’ però stata una assai grave imprudenza quella di tenere insepolto un cadavere morto da malattia infettiva e nei più forti calori dell’estate! Delle quattro persone che misero il cadavere nella bara, tre ne morirono colpite dal morbo e la quarta poco mancò che anch’essa subisse la stessa sorte. Di seguito l’infezione si dilatò in tutti i paesi della Val Brembana, costeggiando il fiume. In Branzi i colpiti furono cinque tutti seguiti da morte. A Fondra scoppiarono 13 casi nove dei quali seguiti da morte. Tanto a Branzi come a Fondra le spese che dovettero sostenere i Comuni furono assai gravi.


Tratto dai Quaderni Brembani 2007, Annuario del Centro Storico Culturale Valle Brembana




Eventi e Manifestazioni in Valle Brembana




- Grande sfilata di Carnevale a San Pellegrino Terme
- Escursione con le rachette da neve Valle Serina
- La Foppolissima
- La Valle Brembana alla Fiera del Turismo di Milano
- Carnevale 2007 nella Terra d'Arlecchino
- Canta e Bala coi Maschere en Cuntrada - Dossena 9/ 10/ 11 Febbraio 2007
- CIAMADA DE' MARS Vieni anche tu ala tradissiu' Dossena 28 Febbraio 2007
- Delle vicende atmosferiche… e d’altro in alta Valle nell’Ottocento
- Cerimonia di inaugurazione della nuova seggiovia triposto Sessi-Cima Siltri di San Simone-Valleve
- Trofeo NIKOLAJEWKA che si terrà sulla Tre Signori di Valtorta Ceresola


Eventi e manifestazioni anno 2007: Settembre - Agosto - Luglio - Giugno - Maggio - Aprile - Marzo - Febbraio - Gennaio

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