Valle Brembana
12 Agosto 2006 alle ore 16.30
Piazza Avis Aido - Piazzolo

Presentazione del libro

Breve Notiziario
della Parrocchia di
S.ta Maria Assunta in Piazzolo


Autore: GianMario Arizzi
con la collaborazione di Arrigo Arrigoni


Manifestazione organizzata dall'AVIS di Piazzolo


Perché ho trascritto questa storia? E’ presto detto. Avevo letto di nascosto il “Breve notiziario della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Piazzolo”, e l’avevo trovato affascinante e meritevole di essere conosciuto per almeno due ragioni: per la grande riserva di informazioni e di notizie di carattere storico della nostra comunità che conteneva e per tutto quello che faceva trapelare circa la singolare personalità del suo autore, don Francesco Astori, che a Piazzolo ha lasciato un segno. Alcune pagine poi, in particolare quelle a tinte forti circa il carattere dei piazzolesi non hanno potuto far a meno di farmi andare, con sorriso un po’ amarognolo, alle mie personali vicende amministrative. Ma certo questa è l’ultima delle ragioni che mi hanno spinto a questa fatica. Tutto qui. Il bisogno di guardarsi indietro, di ricercare le motivazioni delle proprie origini e della vita trascorsa fa parte integrante di quello che mi sono sempre prefissato. In questi anni si è manifestato un vivissimo fervore di ricerca e valorizzazione della cultura e delle tradizioni di Piazzolo. Volevo capire. Ho scoperto che questa è la storia, da sempre maestra di vita e mosaico di tante esperienze. Non potevo tenerla solo per me stesso o riservarla a qualche curioso come me; non renderla pubblica sarebbe stato un atto di negligenza. La pubblicazione diventa quindi segno di vero omaggio per tutti i piazzolesi, e non solo ad essi, presenti e futuri, che sfogliando questa trascrizione avranno occasione di conoscere meglio se stessi e la propria storia, di ripensare e di riflettere per affrontare con maggiore consapevolezza gli appuntamenti che il futuro potrà riservare.

Possiamo dire che in questo “Breve notiziario...”, a grandi linee, è stata compendiata tutta la storia civile e religiosa di Piazzolo. Sicuramente troviamo traccia degli avvenimenti principali e delle istituzioni più importanti che l’hanno riguardato. Non mancano le curiosità e, tra le righe, troveremo anche i pregi e i difetti dei piazzolesi che si ripresentano a cadenze cicliche. La nostra storia, lo sapevamo già, è priva di principi e regine, non ha trascorsi con eroi di sangue nobile. E’ stata scritta intingendo il pennino nel sudore dei bòrelèr, dei carbùnèr e dei bèrgamì che hanno dato tutto, nel bene e nel male, con la forza delle braccia e con l’arguzia dell’intelletto, e, soprattutto, con l’amore per i propri boschi e per la propria la terra. La trascrizione vuole proprio essere anche un riconoscimento a quel mondo umile, a quell’impasto di grandi fatiche e di sacrifici delle generazioni che stanno alle nostre spalle, nella speranza che ciò costituisca stimolo alle nuove generazioni, riconoscenti per quello che hanno ricevuto e orgogliose della propria storia.



L’autore del breve notiziario, don Francesco Astori, arriva a Piazzolo accompagnato da ottime credenziale come quella trovata sul “Cronicon” del-la Parrocchia di San Pietro d’Orzio: . Di don Astori ho qualche ricordo personale: il primo incontro risale a quando era tornato Parroco a San Pietro d’Orzio, dove i miei avevano portato mio fratello Emanuele bisognoso di una particolare benedizione. Mi è rimasto impresso per le ciliegie che ha offerto in una gamella di alluminio a me ragazzino. Il secondo ed un successivo incontro li ho avuti a Fuipiano al Brembo. Incontri non sempre dovuti a problemi di malattie giovanili, come la “tos cagnina” o chissà cos’altro. Mia mamma ha, infatti, sempre conservato la sua immagine tra la scatola delle fotografie; nutriva gran devozione e ammirazione per questo prete. Negli ultimi anni della sua vita, quando gli chiedevo chi ero mi rispondeva: “ol Prét dé Dosena”.

Don Francesco anche a Piazzolo aveva portato l’enorme dinamismo, di cui era dotato. E questo in tutti i campi, non solo in quello religioso, dove era zelantissimo, ma anche in campo civile e sociale tant’è che riceve un pubblico encomio dall’allora Segretario Comunale1 per l’ottenimento del finanziamento alla realizzazione della strada Piazzolo-Bivio Piazzolo. E non solo, come si evince dalla delibera n. 11 del 1932 del Comune di Piazzolo2, dietro un piccolo compenso, insegnava nelle scuole serali per adulti. La sua fede forte è caratteristica di quel periodo; l’essere prete lo rende, in alcuni casi, persino asfissiante sui comportamenti e gli atteggiamenti dei parrocchiani. Non è mai disposto a chiudere un occhio. Ad esempio, se capitava un piccolo incidente di percorso ad una ragazza, apriti cielo! Eloquenti, in proposito, un paio di casi tratti dal “Cronicon” della Parrocchia S. Pietro d’Orzio. Il primo: . Il secondo: .

Appena ritornato come Parroco nella Parrocchia di San Pietro d’Orzio nel 1947, per non smentire il suo modo di essere, risolve la cosiddetta “grana dell’inquilino” della casa di proprietà della Parrocchia su al Bosco. Mobilita tutta la Curia di Bergamo, il Pretore di Zogno e, quando scopre che il manovratore della “grana” è don Mosca suo predecessore, apriti cielo! Senza tante manovre o farse, manda direttamente una lettera a don Mosca snocciolando “Litanie” e cantando “Messa Solenne” e terminando con il “Te Deum”. Riportò poi sul “Cronicus”, quando l’inquilino venne a con-segnare le chiavi, . Don Francesco aveva una passione innata per la caccia – della quale, stranamente, non c'è traccia nelle pagine del nostro "Breve notiziario" - che trova conferme verbali ascoltate e raccolte nelle varie parrocchie, e che emerge dal “Cronicon” di San Pietro d’Orzio: <1959 - Uccellanda – Finalmente dopo due anni di corrispondenza con la Fraterna Gerosa di Milano e pratiche con le Autorità Ecclesiastiche Civili il 31 luglio è stato firmato il decreto col quale la Fraterna Gerosa cede alla Chiesa Parroc-chiale l’uccellanda posta alla Sella con l’onere di due Ufficio annui da celebrarsi in Luglio e l’altro in Agosto. Così il Parroco pro tempore potrà divertirsi se spassionato alla caccia>.

Questo è un po’ il personaggio che sta dietro il “Breve notiziario” della Parrocchia di Santa Maria Assunta di Piazzolo. Ma per saperne di più di lui, e soprattutto per saperne di più di noi stessi non rimane che affidarci alla lettura delle pagine curiose, affascinati, stimolanti che don Francesco ha voluto lasciarci e che qui di seguito sono state trascritte nel modo più fedele possibile, chiedendo scusa già fin da ora per eventuali errori o imprecisioni. Siamo entrati nel duemila con tante attese e prospettive ma non possiamo dimenticare le nostre radici. Esse, sono convinto, ci aiuteranno a non smarrirci nel mondo sempre più spersonalizzato, sempre più omogeneizzato, sempre più globalizzato. Sempre più inquieto e senza riferimenti. Questo “Breve notiziario” costituisce un segno tangibile della volontà di mantenere i valori della comunità e di contribuirne alla promozione civile e culturale. Un ringraziamento particolare lo voglio esprimere a “Arrigo Arrigoni”, l’amico di sempre, che mi ha spronato e aiutato in modo tangibile nella correzione e, chissà con quanto altro ancora, per la realizzazione di questa pubblicazione.

GianMario Arizzi


La Valle Brembana