G.Battista Gherardi
G.Battista Gherardi, 38 anni,  sposato con due figli. E’ sindaco di Moio de’ Calvi dal giugno 2004. A Moio de’ Calvi  è consigliere comunale dal 1990. Fra il 1990 e 1995 è stato anche Assessore. Risiede a Gandino in Valle Seriana, dove i genitori, originari di Moio, si erano trasferiti per lavoro all’inizio degli anni ’60.  E ‘diplomato Perito Tecnico per il Turismo e dirige un’azienda tessile a Cazzano S.Andrea. Da sempre ha la passione per il giornalismo. A Gandino è direttore responsabile del giornale comunale Civit@s e da 22 anni redattore de “La Val Gandino”. Cura inoltre il notiziario dell’Us Gandinese e collabora con Bergamo Tv.

ValBrembanaWeb: Perché Sindaco a Moio?

Innanzitutto perché lo hanno voluto gli elettori, la gente di Moio. E’ comunque innegabile che la mia candidatura è nata nel segno della continuità con il passato. La mancata approvazione alla Camera della nuova legge per il terzo mandato, non ha consentito al nostro gruppo di riproporre a capo del Comune il cav. Davide Calvi, che da più di quarant’anni mette “anima e cuore” nell’attività del nostro comune, con risultati davvero importanti, e a dirlo non sono soltanto io.”
 
 
ValBrembanaWeb: Una sorta di candidatura necessaria insomma?
Direi di sì ma non nel senso che alcuni intendono. Non mi sento e non voglio essere certo un “prestanome”. Sono consapevole della responsabilità che questa carica comporta e dell’importanza di dare continuo e rinnovato slancio all’attività del nostro piccolo Comune. Per questo ho accettato: dare continuità al grande lavoro svolto in questi anni, con il traino deciso e decisivo di Davide Calvi ma anche con l’aiuto di tanti altri, che hanno contribuito alla crescita di Moio. Se volessimo fare una metafora di tipo calcistico si tratta semplicemente di una sorta di turn over. 

ValBrembanaWeb: A pochi mesi dalle elezioni il Comune di Moio è stato al centro dell’attenzione dei media locali e nazionali. L’Eco di Bergamo, Il Giornale, Libero e altre testate anche televisive hanno dato grande risalto alla Vostra rinuncia alle indennità di carica… 

E’ stata una scelta naturale, che rientra anch’essa nel solco di quanto fatto in questi anni. Davide Calvi è stato sindaco per oltre trent’anni e né lui né gli altri componenti delle varie Giunte e dei vari Consigli Comunali succedutisi negli anni (di cui anch’io ho fatto parte) hanno mai percepito un centesimo (o una lira) per indennità di carica. Viviamo l’impegno in Comune con tanta passione: alla base di tutto c’è un grande amore (magari anche un po’ di orgoglio) per il nostro paese, per quanto cerchiamo di realizzare nonostante i mezzi sempre più limitati. Ci è sempre sembrato normale non percepire alcun compenso: ha mai visto il presidente di un Gruppo Alpini, oppure dell’AVIS che prendono “lo stipendio”?? 
Davide Calvi  ex Sindaco
La nostra mentalità è la stessa: a Moio la volontà di fare e l’attenzione ai bisogni reali (e sottolineo reali) della gente vengono molto, molto prima della politica e delle sue modalità per noi incomprensibili e fuori luogo. 
Davide Calvi, attuale vicesindaco e per oltre 30 anni sindaco di Moio.
A questo si aggiungono responsabilità non indifferenti che però possono essere gestite al meglio quando c’è un clima sereno di comprensione reciproca”.  
 
Panoramica su Moio dè Calvi
ValBrembanaWeb: A Moio però in Consiglio c’è anche la minoranza, dopo vent’anni di “lista unica”…
Sì e devo dire che la nascita di un nuovo gruppo in paese è un sintomo positivo. Ho avuto con i consiglieri eletti del gruppo Aria Nuova alcuni scambi d’opinione che possiamo definire “vivaci” ma abbiamo tutti a cuore Moio e quindi si tratta solo di mettere a punto un metodo di collaborazione che sia proficuo. 

L’importante è non fermarsi alla formalità, alla “burocrazia”: in questi casi tutti accampano “diritti”, ma nei nostri paesi vengono innanzitutto i “doveri”.

Panoramica su Moio dè Calvi
ValBrembanaWeb: Moio è stato sui giornali anche per altre iniziative originali, basta ricordare la nuova centralina elettrica che consentirà al Comune di avere energia elettrica a costo zero. Come fa un Comune di poco più di duecento abitanti a sopravvivere anche con i tagli che il Governo continua a praticare sui contributi agli enti locali?
Bisogna innanzitutto essere realisti. I programmi devono rispondere a bisogni effettivi, a volte anche minimi ma quotidiani, e nel contempo devono prevedere opere sostenibili nel tempo. Faccio un esempio limite: sarebbe bello avere a Moio uno stadio da 20.000 spettatori. Qualcuno potrebbe avere quest’idea e magari avere anche la capacità di trovare i fondi per realizzare l’opera. E poi? Andiamo a cercare una squadra che ci vuol giocare e al posto degli spettatori ci mettiamo le sagome di cartone. Per non parlare dei costi di manutenzione. Meglio un sano realismo. In quest’ottica negli anni scorsi abbiamo realizzato un piccolo campetto a cinque, con spogliatoi e docce e possibilità di praticare anche tennis e pallavolo. Dopo quindici anni, grazie a un contributo CONI abbiamo rifatto la copertura del fondo, e grazie ad alcuni appassionati abbiamo messo in ordine anche le reti di gioco ecc. Un’opera che è a misura delle nostre necessità e di quelle dei villeggianti che vengono a Moio in estate. Un’opera importante perché funzionale e sostenibile! E guardi che qualche “stadio”, purtroppo, è sorto anche in Alta Valle…
 

ValBrembanaWeb: Dicevamo della Centralina..

La Centralina elettrica che sta sorgendo vicino alla Centrale ENEL è un fiore all’occhiello della nostra Amministrazione. E’ un progetto cui ha tanto lavorato il vicesindaco Davide Calvi, che ha ottenuto dalla collaborazione con un privato uno scopo essenziale: consentire sviluppo in valle, recuperare risorse disperse (la centralina di fatto utilizza l’acqua di scarico della centrale ENEL) e offrire al Comune un entrata certa ogni anno, che consentirà con tutta probabilità di coprire i costi gestionali dell’illuminazione pubblica e dell’energia elettrica per il municipio, il depuratore e il campo sportivo. Bisogna essere pronti a sfruttare le occasioni, non si può rimanere fermi a lamentarsi per i tagli del Governo e lo spopolamento: ci vuole fantasia, volontà e soprattutto ottimismo. Altrimenti come dicono i sociologi diventiamo davvero una “zona triste”.”.
 
ValBrembanaWeb: Moio è anche il paese delle mele…
Proprio in queste settimane si sta ultimando il raccolto e i risultati sono davvero ottimi. Abbiamo avviato alcuni anni fa un progetto mirato per consentire ad alcuni appassionati di aggiornarsi sulle tecniche di Frutticultura. Grazie alla collaborazione della Provincia di Bergamo e della Comunità Montana è stata avviata un’esperienza che definirei clamorosa: sono state piantate in valle decine di migliaia di piante, e ampie fette di territorio sono state di fatto recuperate e salvaguardate proprio per l’impegno dei frutticoltori. Le nostre mele sono buonissime, costano poco, e fanno bene alla salute di chi le mangia e di chi le coltiva. “
La piantagione di Mele
 
La piantagione di Mele
 
ValBrembanaWeb: Ma alla fine servono anche i soldi per un Comune…
Certamente, l’ottimismo non deve nascondere le difficoltà che sono tante. La realtà di Moio è quella di un paese di montagna molto piccolo. I programmi amministrativi devono innanzitutto tener conto di questi aspetti per privilegiare i rapporti con gli enti sovra comunali (Comunità Montana, Provincia, Regione, Comunità Europea, Consorzio BIM, ecc.) nel raggiungere quote di finanziamento che consentano di dare corso a progetti già predisposti. Torniamo al discorso di prima: se si hanno idee chiare e sostenibili si può fare qualcosa.  Noi ci proviamo: per questo ci stiamo impegnando di concerto con la Parrocchia perché l’organo della chiesa parrocchiale torni a suonare, un’opera da 70.000 euro. Potrebbe sembrare inutile, superfluo, ma non è così: la salvaguardia della nostra storia è importante, è necessaria per mantenere un’identità forte. Questo è il primo passo per guardare avanti.
 

ValBrembanaWeb: A Moio c’è anche il giornale e il Comune ha un aggiornato sito internet.

Due anni orsono, al termine di un consiglio comunale, alcuni consiglieri lamentavano come su “L’Alta Val Brembana” (il bollettino delle parrocchie dell’Alta Valle) la pagina di Moio fosse confluita fra quelle della parrocchia di San Martino, e come di Moio si parlasse davvero molto poco. Eravamo fieri del lavoro svolto e ci siamo detti: se la comunicazione rientra fra i doveri di un’Amministrazione dobbiamo fare un notiziario tutto nostro. Detto…fatto: a Natale 2002 è uscita la prima edizione, proprio il giorno di Natale. Quel giorno non ci sono quotidiani, ma a Moio invece…c’era anche il giornale!

Il Sito internet del Comune di Moio dè Calvi
Il Sito internet del Comune di Moio dè Calvi - www.moiodecalvi.com

Anche in questo caso ci vuole il senso della misura: pubblichiamo un semestrale, che per i primi due numeri era di quattro pagine e che invece ora è arrivato a otto pagine, tutte a colori. Cerchiamo di spiegare le iniziative fatte, i progetti in corso e non disdegnamo qualche sguardo al passato, alla nostra storia. Vogliamo a breve realizzare un libro sulla nostra storia. Si pensi che Moio ha dato i natali a Fra’ Donato Calvi, un letterato che scrisse le Effemeridi: una raccolta di migliaia di piccoli fatti di cronaca che non hanno fatto la storia, ma che sono una miniera inesauribile di spunti di ricerca. Il sito Internet è una logica conseguenza: in questo modo possiamo far conoscere Moio in tutto il mondo con la facilità di un click e soprattutto in modo immediato. Di recente abbiamo pubblicato sul sito anche tutte le edizioni del nostro giornale e la storia del Gruppo Alpini, che nel 2003 ha festeggiato i cinquant’anni di attività. In futuro pensiamo di aggiungere una rassegna stampa (di Moio si parla spesso ultimamente…) e una galleria fotografica più corposa. Da poco tempo chi si connette, grazie alla webcam che avete piazzato a Cespedosio può dare un’occhiata a Moio in tempo reale (le foto vengono rinnovate ogni 10 minuti) e magari verificare che tempo fa prima di venire in valle. Internet ha un potenziale enorme ed è sicuramente il futuro: noi, anche se siamo i piccoli, matti di Moio, vogliamo esserci!”
 
 

ValBrembanaWeb: Un’ultima domanda personale. Come si impara a fare il Sindaco?
Non so se posso rispondere a questa domanda, sono ancora “fresco di nomina”. Sicuramente per accettare questa carica ci vogliono persone che ti sostengono nella vita di tutti i giorni e altre che hanno tracciato una strada di valori nei quali credere. Nel primo caso penso innanzitutto a mia moglie Sara e ai miei “diavoletti” Michele e Gabriele, che hanno 4 anni uno e 18 mesi l’altro.
G.Battista Gherardi con la famiglia
Spesso li lascio soli per riunioni, incontri, lavoro, ecc. e sono consapevole che non è facile. Ma quando vedo che le mie soddisfazioni sono anche le loro capisco che il bene che mi vogliono è davvero immenso. Penso anche al signor Arrigo Valentini: non è un valbrembanino ma semplicemente il titolare dell’azienda in cui lavoro. Ha capito che non avrei mai potuto sedermi dietro una scrivania e basta, che la mia vita e l’attività del lavoro dovevano compenetrarsi perché io possa fare del mio meglio. 

Lavoriamo per obiettivi: in ufficio a volte mi permetto di fare qualcosa per il Comune e altre volte, fuori orario, è necessario fare qualcosa per il lavoro. Ci comprendiamo al volo, scherziamo molto: c’è davvero grande sintonia.

G.Battista Gherardi con la famiglia
Riguardo agli esempi non posso non citare i miei genitori: mamma Orsola e papà Egidio. Il papà, in molti credo lo ricorderanno, ha lottato per tutta la sua vita per vincere le sue battaglie: non aveva una gamba, poteva restare un “poverino”, immalinconito in Alta Valle: invece è diventato dirigente di un grande gruppo industriale e ha realizzato imprese pazze come scalare le montagne più alte dell’Africa e del Sudamerica. Insomma, non si è “fermato a piangere”. 
Poi come non ricordare la nonna Maddalena che mi raccontava tutto della storia di Moio e della sua gente, oppure il nonno Battista che mi portava in chiesa (era il sacrista) ad aiutarlo: ancor oggi di quella chiesa conosco ogni angolo e ogni segreto e ne sono davvero fiero. La dedica finale, per quanto riguarda l’attività amministrativa non può non essere per il vicesindaco Davide Calvi: lo chiamo ancora “il mio sindaco”, perché la sua esperienza e la sua caparbietà sono davvero incredibili. Non l’ho mai trovato impreparato su un problema, su qualcosa che a prima vista potesse essere un problema: lui ha già provveduto oppure ha già valutato la situazione e sa come muoversi. Sui giornali che hanno parlato di noi qualcuno ha osato scrivere che Moio può essere un esempio per tutta la politica italiana: se i politici fossero tutti come il Davide forse in Italia le cose andrebbero meglio.”
Il Comune di Moio dè Calvi
 
Il Comune di Moio dè Calvi

Altre interviste:


Quarteroni Gino
Simone Moro
Felice Riceputi
Gherardi Silvano
Angelo Faccoli
Giand. Epis

Visita la nostra Valle Brembana