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Simone Moro, noto alpinista orobico
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Simone Moro, noto alpinista orobico
Nato il 27-10.1967, Guida Alpina, atleta, istruttore federale e, dal 1992 al 1996, allenatore della nazionale italiana F.A.S.I. di arrampicata sportiva. Arrampica da 19 anni a tempo pieno unitamente alla realizzazioni di spedizioni alpinistiche alle grandi montagne della terra. ( Himalaya, Ande, Patagonia). Ha realizzato, salendo dal basso, itinerari di difficoltà vicine al decimo grado su pareti alpine di 3/400 metri di altezza con particolare attenzione al gruppo roccioso della Presolana. Per la realizzazione e gestione delle sue spedizioni, attività alpinistiche, pubbliche relazioni nonché l'attività di Guida Alpina con l'organizzazione dei trekking e di viaggi avventurosi per il mondo, ha un ufficio in Bergamo in Via Locatelli 52.
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Curriculum alpinistico

2002 il 9 maggio salita al Cho Oyu 8201 in 10,30 minuti e il 24 maggio salita all’ Everest 8850 (seconda volta) dalla P.Nord. Discesa effettuata in sole 4,30 h!

2001 Il 6 Marzo diviene il primo alpinista occidentale ad effettuare un’invernale in Thien Shan sul Marble wall 6400 metri in stile alpino senza acclimatamento ed in soli 2 giorni. Il 21 Maggio soccorre senza ossigeno e di notte ad oltre 8000 metri sul Lhotse un alpinista inglese. Per questo riceverà il premio Sowles Award in USA a Salt Lake City

2000 Aprile-Maggio Everest 8850(24 maggio). Vetta!. 5 giorni senza ossigeno sopra gli 8000! Usato ossigeno 4 ore da colle sud a 8400 metri.

Simone Moro, con alle spalle il Cho Oyu
Simone Moro, con alle spalle il Cho Oyu
1999 Luglio-Agosto saliti Pik Lenin 7134, Pik Korjenevska 7105, Pik Kommunism 7495, Pik Khan Tengri 7010. E’la seconda volta della storia che viene effettuata questa “maratona alpinistica”

1998 Ottobre. Everest 8848 cresta nord, raggiunti 8200 mt.- cattivo tempo.

1997 Dicembre. Annapurna 8091 parete sud. Valanga a 6300 mt. Muore Boukreev 26 Maggio, Lhotse 8516 meters. Vetta. Gennaio, salite cascate di ghiaccio estremo didifficoltà M8

1996 11 ottobre, Shisha Pangma, 8008 meters, cima sud Maggio, Dhaulagiri 8167mt, stop a 7200 mt, cattivo tempo. 1 febbraio, Fitz Roy 3441, Salita rapida A/R 25 hours, parete Ovest

Simone Moro mentre comunica con PC
Simone Moro mentre comunica con PC
1995 Aprile, Kancghenjunga 8596 metri, stop a 7600 mt, cattivo tempo.

1994 11 ottobre, Lhotse 8516 metri, salita in velocità da 6300mt, 17 ore! Settembre, Shisha Pangma 8013 metri, stop a 7400mt, pericolo valanghe. Arrampicato vie in Italia fino all’8b 

1993 13 agosto(inverno)Aconcagua 6962, salita in velocità 13 ore. Tentativo anche alla parete sud. stop a 6200 mt, valanga. 25 luglio, Cerro Mirador 6089. Via nuova invernale ed in velocità P.nord Ottobre, Makalu 8463, Salita in solitaria e stop a 8300mt, via Kukuczka.

1992 Ottobre, Everest 8848, stop a 7400 mt. Divengo allenatore della nazionale di arrampicata sportiva.

Simone Moro dopo il salvataggio di un alpinista inglese
Simone Moro dopo il salvataggio di un alpinista inglese
1985 -1992 Atleta della nazionale FASI di arrampicata e tra il 1987 e 1989 salgo più di 30 vie tra 8a e 8b+

1980 Inizia la mia attività alpinistica


Intervista

Valbrembanaweb: Simone Moro, noto alpinista orobico, si appresta ad una nuova avventura in luoghi sempre impervi ed affascinanti, ma diversi da quelli che l’hanno visto molte volte protagonista. Ci vuoi parlare di questo nuovo progetto?

Non sara’ l’Himalaya ma l’Antartide il luogo d’azione della mia prossima spedizione che sarà patrocinata dal Club Alpino Italiano – Sezione di Bergamo. 

Everest 2001
Everest 2001
Ci sara’ comunque ancora una montagna a rompere il filo del mio orizzonte e questa cima si chiama Mount Vinson che con i suoi 4895 metri e’ la vetta piu’ alta di quel continente. Tecnicamente non e’ particolarmente difficile ed e’ equiparabile alla salita del “nostro” Monte Bianco ma le condizioni ambientali sono il vero grande enigma. Saro’ su un continente di ghiaccio con temperature costanti di –35°/-40°, completamente isolato e a ben 6 ore di volo dal piu’ vicino aeroporto!!!! (Quasi un Londra-New York). Meglio non farsi male o avere bisogno.....
 

VBW: Quando e’ nata l’idea di questo viaggio, e quali le motivazioni che ti spingono ad effettuarlo?

Simone sulla parete di San Pellegrino: Via “Redshift” 8a
Simone sulla parete di San Pellegrino: Via “Redshift” 8a
L’idea di questo viaggio e’ nata recentemente quando ho deciso di concretizzare l’idea di salire tutte le montagne piu’ alte di ogni continente. Sono 7 queste cime: Everest (Asia) - Elbruz (Europa), Kilimangiaro (Africa), Mc Kinley (America del Nord), Aconcagua (America del ud), Kartstenz Piramyd (Australasia) Vinson (Antartide). Everest e Aconcagua li ho gia’ saliti e gli altri vorrei scalarli tutti a breve.....
 

VBW: Chi ci sara’ al tuo fianco in questa tua nuova esperienza?

Alberto Magliano sara’ con me in Antartide. La nostra e’ una conoscenza datata 1996 ed ultimamente si e’ trasformata anche in amicizia. Anche il suo sogno e’ quello delle “seven summits”.....

VBW: Avrai contatti con l’Italia e con il resto del mondo?

Saro’ in contatto con il mondo grazie al mio telefono satellitare e la partnership con Telemar, la compagnia di telefonia satellitare leader in Italia. Avro’ contatti giornalieri con Radio 24 Il Sole 24 ore alle 19,30 di tutte le sere a partire dal 7 Dicembre.
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VBW: La preparazione fisica ricalca quella delle imprese himalayane o si differenzia per il diverso tipo di difficolta’ da affrontare?

La preparazione e’ pressoche’ identica: tanta resistenza alla fatica ed abilita’ tecnica su tutti i terreni (Roccia- Ghiaccio- Misto). Mi alleno tutti i giorni e per 365 gg l’anno e dunque non esiste quasi mai una preparazione mirata. Sono pressoche’ sempre pronto....

VBW: Cosa ci puoi dire a proposito del materiale tecnico che utilizzerai?

Il materiale tecnico e’ identico a quello utilizzato per la scalata all’Everest. Caldo e leggero. L’unica variante sara’ che i fornelletti impiegati per cucinare e sciogliere la neve non saranno a gas bensi a benzina. Il freddo intenso ghiaccia tutto, anche il gas!

VBW: Quale tipo di problemi pone una trasferta di questo tipo? (sia per quanto riguarda l’organizzazione dall’Italia, sia invece “in loco”).

Il problema piu’ grande e’ proprio la logistica.  Non esiste niente e nessuno in Antartide a parte le stazioni scientifiche sulle coste. Io saro’ all’interno e l’aereo che ci portera’ vicino alla montagna dove atterrare sul ghiaccio..... e lo fa solo per noi e non per altri scopi. Immaginatevi i costi.... Sono 6 ore di volo ad andare e tornare ed altrettante quando ci dovranno venire a prendere (condizioni meteo permettendo).

VBW: Hai avuto contatti con qualcuno che ha gia’ viaggiato in Antartide? Quali sono stati i consigli e le raccomandazioni che ti sono state fornite?

Messner e’ stato il primo Italiano su quella cima e pochissimi altri Italiani sono stati laggiu’. Ho raccolto informazioni anche da alpinisti americani che conosco e che hanno avuto questa fortuna. 24 ore di luce, freddo, isolamento, vento, sono cio’ che mi aspetto...

Colgo anche l’occasione per salutare cordialmente tutti gli utenti di Valbrembanaweb e i numerosi amici della Valle Brembana appassionati di montagna. Al mio ritorno spero di sentirvi ancora tutti e raccontarvi quanto avro’ vissuto.

                  Simone Moro  --------------------------------------------------Clicca sulle immagini per visualizzarle in originale


Simone Moro con lo scalatore Manolo al Festinvalle 2001
Simone Moro con lo scalatore Manolo (Festinvalle 2001)

                                                                                Intervista By Augusto Ginami Valbrembanaweb


Sponsor: The North Face (abbigliamento, sacchi a pelo, tende, zaini e calzature) - Camp (attrezzature alpinistiche) - Salice Occhiali - La Sportiva (calzature per alpinismo) - Longoni Sport - Gensan (integratori) - Acerbis (per altimetri Avocet e special equipment) - Telemar ( telefonia satellitare) - Ski Trab (sci da alpinismo) - Tecnoproject (gassificazione bevande) - Convertex (lavorazione e trasformazione tessuti) - Tecnoped (Plantari anatomici)..


Riceviamo da Simone Moro questa news e la pubblichiamo con immenso piacere:

“Sono felice di comunicare a tutti che ho ricevuto una lettera dall’International Commitee for Fair Play con sede a Budapest e che ha come presidente d’onore Antonio Samaranch (il comitato è riconosciuto dal CIO), dove mi si dice che sono stato designato quale “destinatario” del Trofeo Pierre de Coubertin International Fair Play Trophy per l’anno 2001. Riceverò tale Award il 9 Gennaio 2003 a Parigi al palazzo dell’Unesco dal presidente Dr. Jeno Kamuti. Tale riconoscimento mi è stato riconosciuto per il salvataggio da me operato nel maggio 2001 sulla parete del Lhotse di 8516 metri in Himalaya. 

Clicca quiEcco il racconto completo del salvataggio operato da Simone Moro

Per l'esattezza, Simone Moro era stato gia' insignito di un altro premio: 
Simone Moro è stato insignito nel 2001 del "David A. Sowles Award", il prestigioso premio istituito nel 1981 e assegnato ogni anno dall'American Alpine Association a tutti gli alpinisti che si distinguono in imprese rischiose a favore di altri scalatori in grave pericolo. Lo stesso premio che nel '97 venne consegnato a Anatolij Bukreev, compagno di Moro che morì sull'Annapurna quello stesso anno. Un premio che è stato assegnato solo quattro volte in venti anni. 

Ciao da Simone Moro
 


Valter Milesi
Quarteroni Gino
Felice Riceputi
Gherardi Silvano
Angelo Faccoli
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