Valle Brembana, 19-02-2005 - Domande a 360° per le Società che gestiscono i comprensori sciistici: proposte, bilanci, ski-pass, snow-board e mountain bike. Con opinioni diverse, ma sempre costruttive, hanno risposto….

- Giuseppe Berera  Sindaco di Foppolo e socio della società di gestione degli Impianti per Foppolo-Carona
- Loredana Salvetti Gestore stazione San Simone Ski;
- Ezio Berera  Amministratore Unico Piazzatorre Ski s.p.a. per la Piazzatorre Ski;
- Massimo Fossati  Amministratore delegato Imprese Turistiche Barziesi s.p.a. per Valtorta - Piani di Bobbio;

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…..che ringraziamo per la collaborazione.

ValBrembanaWeb: E’ davvero impossibile pensare a uno ski-pass unico e a stazioni collegate con navette? Quali sono i problemi che impediscono la realizzazione di un vero e proprio “circuito delle nevi”?

 
Arrivare a uno ski-pass unico è sicuramente auspicabile, potrebbe essere applicato da subito ai biglietti stagionali consentendo un ampliamento dell’offerta ed un interscambio di sciatori fra le
diverse località. Vedo più  problematico l’applicazione alle altre tipologie di biglietti. Per quanto riguarda il collegamento attraverso navette bisognerebbe intensificarlo laddove già esiste e attivare gli skibus dove non sono presenti, affinché gli utenti possano abituarsi gradualmente a questo tipo di servizio e lo sfruttino in maniera adeguata.

Arrivare ad uno ski-pass unico? Bisognerebbe cambiare la mentalità... a  parole tutti collaborativi, a fatti si potrebbe scrivere un libro…. E’ pur vero che, disponendo di un turismo prevalentemente
giornaliero, non c’è necessità di grandi collegamenti. Il cliente attuale sceglie la singola località in funzione della dislocazione o dei prezzi, oppure perché cliente affezionato. Per arrivare ad un biglietto unico dovremmo pensare ad un rilancio serio, con realizzazione di alberghi e servizi di qualità. Il turista che garantisce entrate alle stazioni sciistiche è appunto quello della settimana bianca, ma ad oggi cosa possiamo proporre? Alberghi di 2, massimo 3 stelle e nessun servizio per il dopo sci. Il turista durante la settimana bianca vuole sciare, rilassarsi in centri di benessere, fare shopping, divertirsi… e non è vero che mancano i soldi, i soldi si spendono volentieri quando si hanno servizi di qualità. Un collegamento con navette? Adesso non serve, sarebbe un inutile dispendio economico con pulmini che viaggiano vuoti. Le navette servono ai clienti degli hotel e gli hotel ad oggi non ci sono.

Non è impossibile, anzi il Super Ski Valle Brembana è il punto fondamentale da cui partire per il rilancio di questo settore. Oltre a tutto consentirebbe una concorrenza altamente costruttiva, non 
più basata su chi fa pagare meno ma su chi offre i maggiori servizi, garantendo un prodotto nettamente più valido ed appetibile.

Difficile immaginare uno ski-pass unico, prima bisognerebbe almeno avere un minimo di rapporto collaborativo anche su piccole cose, per poi poter pensare a delle iniziative comuni di più ampio
respiro.



ValBrembanaWeb: Nonostante i molti problemi in avvio di stagione c’è l’impressione che la stagione non stia andando male, è vero? 
 
Se ripensiamo alle vicende che hanno caratterizzato l’autunno foppolese, l’aver aperto gli impianti di risalita è già da considerare un ottimo risultato. L’avvio di stagione (Natale, Epifania) è da annoverare
tra i migliori degli ultimi dieci anni, l’andamento del flusso, soprattutto sul fronte del pendolarismo, si è un po’ fermato nel mese di gennaio registrando comunque una buona presenza alberghiera. In questo senso un ruolo importante è rappresentato dalla vicinanza dell’aeroporto di Orio che ha incrementato i flussi provenienti da tutta Europa e ha consentito al nostro comprensorio di acquisire nuova clientela. I conti è bene farli comunque a stagione conclusa, la Pasqua, essendo molto “bassa”, potrebbe giocare un ruolo determinante sul bilancio in positivo delle stazioni.

Per quanto riguarda la stazione che gestisco posso dire che le cose stanno andando bene, grazie alle nevicate di inizio stagione. Vorrei però in un futuro non dover dire grazie agli eventi naturali ma
alla programmazione. E’ impensabile vincolare il lavoro di tante persone facendo solo riferimento alla fortuna.

E’ un inverno che ha consentito di verificare una volta per tutte che le stazioni dotate di un vero impianto di innevamento artificiale e supportate da una buona organizzazione aziendale possono
sicuramente ritenersi soddisfatte dell’andamento.

Noi i problemi di inizio stagione che il resto della Valle Brembana ha sofferto non li abbiamo avuti.



Foppolo, Montebello e IV Baita
Carona, Skilift Terre Rosse A & B
ValBrembanaWeb: Alcune stazioni sciistiche minori, dal Veneto al Piemonte, stanno puntando su caratterizzazioni particolari (ci si riferisce a località promosse come “stazioni per famiglie” o “eco-compatibili”). Cosa ne pensate? Non potrebbe essere una buona idea anche per la Valle Brembana?
 
Da sempre le stazioni sciistiche di Foppolo e Carona svolgono un ruolo cosiddetto “di palestra dello sci” proprio perché hanno saputo orientarsi sul target dei principianti e delle famiglie, con prezzi
competitivi e all’altezza della situazione. Basti pensare alle efficienti scuole di sci che offrono formule assai accattivanti, rivolte ai bambini fin dalla primissima età: Ski-nido, baby-sitter, sussidi didattici ecc.

Una vacanza con i servizi di cui disponiamo è improponibile, e più si andrà avanti più le cose peggioreranno, se non si pensa seriamente al futuro. Servono garanzie, serve programmazione. 
Il tamponare le situazioni con soluzioni d’emergenza non serve a niente, l’anno dopo si boccheggia di nuovo. Abbiamo un paradiso naturale e fino ad oggi è stato sfruttato in modo sbagliato, a cosa siamo arrivati? A costruzioni di ammassi di cemento aperti solo nel periodo di Natale e in qualche fine settimana. Certo, a qualcuno fa comodo così, rientro immediato di liquidi, ma al nostro territorio e ai gestori degli impianti di risalita cosa rimane? Sperare che non ci siano fine settimana brutti, altrimenti sono solo mancati incassi. Guardare continuamente il cielo nella speranza che arrivi la neve e sperare che vada bene. Fare turismo non vuol dire sperare, fare turismo vuol dire programmare e creare alternative anche quando la neve scarseggia, vuol dire non avere affluenze consistenti solo nei fine settimana ma, al contrario,  continuità di presenze garantendo continuità di lavoro. E’ sempre stata considerata primaria la forza lavorativa industriale, (ma le realtà le stiamo vivendo, ditte obbligate a spostarsi in altri territori  sicuramente più idonei, con viabilità e servizi di collegamento ben diversi da quelli della nostra valle.  E’ scorretto accusare le ditte di “andarsene dal nostro territorio dopo aver realizzato” sarebbe bene prevenire e aiutare a mantenere, preoccupandosi di creare quei   servizi di utilità pubblica di cui c’è vera necessità…) ma con un turismo destagionalizzato arriveremmo ad avere posti di lavoro sicuri, puntando sull’unica forza vera di cui disponiamo: IL TURISMO.

Non è solo una buona idea. E’ il futuro. Riuscire a muovere di questi tempi i nuclei familiari è fondamentale.

Aria fritta! Un bel vestito fa solo un bel morto! Il nostro problema è che in Lombardia, nella stanza dei bottoni si devono rendere conto che la montagna della nostra regione per lo sci non è solo la
Valtellina anzi… Gli sciatori del futuro li costruiamo noi nelle prealpi e nelle nostre stazioni accessibili sia in termini economici che di viabilità e chilometraggio, sia che siano famiglie o single o turisti della domenica, insomma lo sciatore in genere.



ValBrembanaWeb: Le domeniche anti-smog (stop alla circolazione delle auto) nelle grandi città fanno scendere le presenze sulle piste o è un problema che non si avverte?
 
Proprio perché ci rivolgiamo soprattutto alle famiglie mi chiedo come queste, magari con figli piccoli, possano riuscire ad abbandonare la città entro le ore 8 del mattino. Lo stop al traffico in realtà
obbliga le persone a restare nelle metropoli a respirare lo smog che è la causa del provvedimento di blocco. Un bel controsenso!! Sarebbero da incentivare le giornate all’aria aperta sulle nostre incantevoli montagne. Dovremmo coalizzarci e porre all’attenzione delle autorità competenti la questione, permettendo a coloro che vogliono lasciare la città di poterlo fare.

Sicuramente influisce, anche se si sono comunque mantenute ottime presenze.

Sono d’accordo che il problema smog nelle città sia gravissimo. Ciò non toglie che il blocco auto in orari così lunghi (dalle 8.00 alle 18.00) crei grossi problemi alle località di turismo a più di 50/100 km

Gli anni scorsi i nostri record di presenze li abbiamo avuti durante i periodi di blocco totale del traffico, non so cosa succederà quest’anno.



San Simone Ski, l'Arale
Il Forcella Rossa
ValBrembanaWeb: Parliamo di sicurezza. Negli ultimi anni si sta assistendo a una sorta di “criminalizzazione” degli snow-board, ritenuti responsabili della maggior parte degli incidenti sulle piste da sci. E’ vero, oppure anche i moderni attrezzi da sci alpino, tanto facili da usare quanto difficili da “governare” in velocità, hanno una parte di colpa?
 
Credo che se tutti gli sciatori (snow-boarders inclusi) fossero più responsabili e prudenti sulle piste non ci sarebbe nessun problema di convivenza.

Criminalizzare gli snow-boarders è scorretto. E’ sempre il buon senso dello sciatore che dovrebbe prevalere.

L’unico vero problema è che si è ridotto molto l’uso del buon senso.

Gli snow-boarders non sono affatto un problema per la sicurezza, il numero degli incidenti sulle piste non è poi così aumentato, certo se non ci fossero ci sarebbero meno incidenti,  ma solo perché
l’affluenza sulle piste diminuirebbe del 50% . E’ cambiato l’approccio della gente. Anni fa più della metà degli incidenti neanche veniva segnalato, chi sciava era “molto meno frignone”, ora per un colpo alla spalla o per una slogatura del polso si chiama l’elicottero e magari si cerca qualche rimborso assicurativo per far quadrare il bilancio familiare (gulp!  Ma queste cose si pensano e non si dicono…).



ValBrembanaWeb: In altre località alpine e prealpine gli impianti vengono aperti anche in estate e le sedie sono state dotate di appositi ganci per il trasporto delle biciclette. Qui da noi l’apertura estiva legata ad attività come mountain-bike e down-hill è solo fantascienza o può essere realmente attuabile? 
 
Occorre pensare ad una riorganizzazione delle nostre destinazioni attraverso investimenti tesi alla riqualificazione e allo sviluppo. Senza interventi di aggiornamento del prodotto e dei servizi offerti, il
rischio per le nostre località è quello di andare incontro ad ulteriori riduzioni di clientela. Occorre quindi che i nostri operatori diventino più marketing-oriented e si sintonizzino sulle esigenze del turista. Ampliare le nostre offerte, presentare novità, spettacoli, animazione sono scelte fondamentali. Ad esempio il cicloturismo, che sta acquisendo sempre maggiore interesse, potrebbe risultare importante per lo sviluppo del turismo estivo. Attrezzare i nostri attuali impianti con appositi ganci non sarebbe un grosso problema, risulta esser più problematico, in termini economici, la tracciatura di appositi sentieri e quindi la realizzazione di cartografie.

Anche questo aspetto rientra sicuramente in un’ottica di turismo. Era già stato sentito il parere del Ministero Dei Trasporti per applicare dei ganci alle seggiole; elementi fissi non possono essere
utilizzati, ma mobili si. Andrebbero studiati percorsi e so che qualche rivenditore di mountain - bike si era proposto. Sicuramente un tassello che potrebbe contribuire.

Sarà opportuno che anche da noi si cerchino soluzioni come questa (ottima) o altre, per cercare in tutti i modi di prolungare il più possibile il periodo di utilizzo di queste costosissime stazioni.

La nostra funivia da sempre funziona tutto il periodo estivo e il trasporto della bici è gratuito!



Piazzatorre Ski, soccorritori piste sci al Gremei 2
Piazzatorre Ski, il Gremei
ValBrembanaWeb: A parte i contributi per la realizzazione e l’ammodernamento delle strutture, cosa pensate che potrebbero fare le istituzioni per sostenere il settore?
 
L’erogazione di contributi pubblici non è da considerare di poca importanza,  è anzi indispensabile per la realizzazione di progetti concreti e di successo. Alle istituzioni spetta il ruolo di programmare
il territorio e creare le condizioni per uno sviluppo reale e duraturo.

Occuparsi di migliorare i servizi di pubblica utilità. Creare vere sinergie di collaborazione  tra pubblico e privato.

Considerando che i contributi sono ridicoli rispetto al costo di queste strutture, quello che è veramente necessario per sostenere il settore sono indirizzi politici precisi da parte delle 
Amministrazioni. Ovvero individuare la linea secondo loro più idonea per consentire lo sviluppo socio-economico di questo territorio e investire su questa sotto tutti i punti di vista. E’ chiaro che l’Alta Valle Brembana può contare moltissimo su quanto la natura le ha dato: ambiente, aria ottima, acque, gastronomia, turismo.

Servizi, servizi, servizi, questo è quello che bisogna migliorare! Viabilità, parcheggi, bus navetta, promozioni turistiche serie, manifestazioni. Tanto è stato fatto e tanta è la sensibilità del comune di
Valtorta ma bisogna migliorare sempre. Comunque non dimentichiamo che senza una grossissima mano dell'amministrazione pubblica il rinnovo degli impianti sarà sempre più utopia.



ValBrembanaWeb: Vedendo la realtà delle stazioni sciistiche dell’arco alpino, anche le piu’ rinomate, arrancano sempre piu’ per far quadrare i bilanci a fine stagione, ma e’ cosi’ difficile gestire e avere bilanci in attivo ?
 
Le stazioni importanti, dotate di comprensori sciistici di rilievo e di adeguate infrastrutture per il dopo sci e il tempo libero, oltre ad un’alta offerta alberghiera di qualità e quantità, non hanno problemi a
“far quadrare i bilanci” e possono contare su una seria programmazione del lavoro e delle presenze. Sono invece le località come le nostre a soffrire maggiormente poiché traggono la loro linfa quasi esclusivamente dai cosiddetti sciatori della giornata i quali si muovono in funzione del bel tempo e della neve, condizioni molto aleatorie.

Avere bilanci in attivo non è così impossibile. Come in tutte le attività imprenditoriali serve il massimo dell’attenzione ai costi di gestione. Il problema grosso sono gli investimenti. Cambiare un battipista
o sostituire un impianto costa milioni di euro e l’incidenza dei relativi ammortamenti sul conto economico è notevole. Questo avvalora sempre più la tesi che servono entrate sicure, perché ad oggi si possono predisporre bilanci preventivi che rispecchiano al 95% i costi, ma la variabile dei ricavi può essere molto ampia.

Questa domanda è la chiave di volta di tutta l’intervista. Se anche le rinomate realtà sciistiche dell’arco alpino, che godono di agevolazioni, contributi a fondo perduto di ogni genere e per ogni
settore, “arrancano” (e non mi riferisco solo a Trentino - Alto Adige, Friuli, Valle d’Aosta e parte della Lombardia, ma anche a Valtellina e Val Camonica), immaginate come possono essere ridotte le località che non possono usufruire di tali privilegi, tenendo ben presente che comunque queste realtà consentono di produrre un indotto che garantisce per alcuni mesi dell’anno un’importantissima economia per il proprio territorio……

Quasi impossibile con il prezzo degli impianti di oggi e le difficoltà di gestione attuali!



Valtorta, partenza Pista 3 Signori
Piani di Bobbio con il Grignone sullo sfondo
ValBrembanaWeb: Come nelle favole avete trovato la lampada magica di Aladino, ma il genio vi concede un solo desiderio: che cosa gli chiedete per la “vostra” stazione sciistica?
 
Poter attuare il progetto di sviluppo sul quale da tempo si sta lavorando: far tornare Foppolo allo splendore di una volta quando figurava tra le maggiori stazioni e presentare un comprensorio
all’altezza di località sciistiche all’avanguardia.

La realizzazione del progetto (che salverebbe il nostro territorio dalla crisi più profonda a cui stiamo andando incontro)  da anni  al vaglio dei nostri amministratori.

L’unico mio vero desiderio è quello di vedere un giorno non troppo lontano la realizzazione di un Consorzio tra i nostri Comuni Montani che sia capace di gestire nel modo più opportuno questo
bellissimo territorio, garantendo ai propri abitanti lavoro, salute e benessere. Il resto sarà una naturale conseguenza.

La lampada di Aladino qualcuno l’anno scorso l’aveva trovata! Comunque… 
che arrivi un bel gruppo di investimento inglese e che se la compri tutta eheheh!



                                                           
                                                                                         Intervista By Francesca & Valanga
 
 

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