Informale chiacchierata sui problemi,  le speranze e il futuro 
dell’agricoltura in Valle Brembana con ….

Demetrio Cerea:
Coldiretti Bergamo Segretario di zona per la montagna bergamasca e Responsabile provincia per i rapporti con le istituzioni.
Lucia Morali: 
Imprenditrice agricola (Agriturismo Casa Eden di San Giovanni Bianco), Vice Presidente della Coldiretti Bergamo.

ValBrembanaWeb: Nell’immaginario collettivo la figura dell’agricoltore di montagna rimane sospesa fra Heidi (icona zuccherosa e bucolica fra montagne e caprette) e la miseria disperata e crudele dell’Albero degli zoccoli. Qual è la verità?

Demetrio Cerea: L’agricoltore di montagna oggi è un imprenditore a tutti gli effetti, e come qualsiasi altro imprenditore è chiamato a fare scelte economiche e gestionali. Un’azienda agricola di montagna ha bisogno di investimenti e di un’organizzazione al passo con i tempi. L’allevatore è chiamato ad aggiornarsi con continuità in materia di miglioramento genetico, macchinari e organizzazione del lavoro.  La figura del bergamino che  parla solo in dialetto sta man mano scomparendo, sostituita da quella di un tecnico con capacità imprenditoriali..

Le capre dell'agriturismo Casa Eden
La mungitura
ValBrembanaWeb: C’è forse allora  un problema di “comunicazione”?

Demetrio Cerea: Sicuramente sì, gli allevatori della Valle Brembana e della montagna in generale soffrono ancora di una sorta di  “complesso culturale” che non ha più senso di esistere. La responsabilità dell’immagine che la gente “avverte”  è anche loro, di come si presentano. 

Lucia Morali: Spesso nei miei colleghi manca l’orgoglio per il proprio lavoro, come se lavorare con quanto offre la natura sia un’occupazione di serie C. Io sono orgogliosa di aver scelto un lavoro con un’importanza culturale e ambientale, perché ricordiamoci che la nostra è gente di montagna e che questa terra è la nostra storia. Sono cosciente e orgogliosa della scelta che ho fatto, che è una scelta di vita  prima che lavorativa.


ValBrembanaWeb: Quali, in sintesi, le difficoltà che affronta oggi giorno chi si dedica all’attività agricola in queste zone ?

Lucia Morali: Tutto richiede più  tempo e  ha una resa minore. Dal tempo che si impiega a sfalciare il prato alla “resa” del fieno stesso, che in termini di contenuto d’acqua non consente una produzione di latte pari a quella che si ottiene con il fieno di pianura. In linea generale per qualsiasi lavoro si impiega più tempo e perciò i costi che dobbiamo sostenere sono maggiori. Ovviamente  la produzione è qualitativamente migliore e fortunatamente c’è chi apprezza.

Demetrio Cerea: Non dimentichiamoci della burocrazia, che per le zone di montagna è anche più pesante che in pianura. 


ValBrembanaWeb: Quali caratteristiche deve avere un’azienda agricola di montagna per assicurare un tenore di vita medio ad una famiglia di quattro persone?

Demetrio Cerea:  Dipende dall’indirizzo dell’azienda. Un'azienda che produce  latte bovino e caseifica in proprio deve poter contare su almeno una trentina di capi, su una stalla ben attrezzata, una mungitrice meccanica, un  tank per refrigerare il latte e ovviamente su un  caseificio aziendale moderno. Volendo invece conferire il latte nei caseifici della valle  i capi devono essere almeno 50.  Per un allevamento da carne il discorso è diverso; è difficile dare una risposta esaustiva, bisognerebbe valutare caso per caso….

Lucia Morali: Per quanto riguarda l’allevamento di capre ci vogliono almeno un centinaio di capi ed è necessario produrre in proprio il formaggio.  Ma non dimentichiamoci del part-time, che in agricoltura è importante. Molti allevatori contano sull’aiuto di un familiare che porta a casa un reddito diverso da quello agricolo e che nel tempo libero si dedica all’allevamento;  in questo modo le dimensioni dell’azienda possono ridursi.

ValBrembanaWeb: Visitando gli agriturismi presenti sul territorio è facile osservare come molti di questi non siano aziende di montagna tradizionali, dove si allevano principalmente bovini per la produzione di latte o formaggio.  E’ davvero impossibile per imprese agricole di questo tipo convertirsi a questo tipo di attività?

Demetrio Cerea: Assolutamente no. L’agriturismo è il futuro delle nostre aziende: è necessario differenziare il reddito  per dare un’occupazione ai familiari e assicurare un lavoro ai figli. Per le aziende tradizionali la trasformazione è più difficile, ma è spesso solo una questione di mentalità. Il problema sta in quello che dicevamo prima, l’allevatore di montagna soffre di una sorta di complesso di inferiorità e spesso non sa presentarsi. Ma il cambiamento dovrà avvenire, un cambiamento per certi versi difficile ma necessario. 

Lucia Morali: Sono d’accordo. Io stessa sono andata avanti solo con l’azienda agricola per ben 12 anni, poi ho deciso di aprire l’agriturismo, proprio per assicurare un futuro a mio figlio e per integrare il reddito dell’azienda. Lo sforzo, in termini di fatica e investimenti, non è da sottovalutare, ma sto iniziando ad avere dei risultati. 


ValBrembanaWeb: Parliamo di prodotti tipici. La Valle Brembana “possiede” ben due formaggi DOP (Formai de Mut e Taleggio) sui sette riconosciuti in Lombardia. C’è ritorno per gli agricoltori? 

Demetrio Cerea: Per prima cosa non confondiamo i così detti “prodotti tipici”, termine che di per sé non vuol dire niente e crea solo confusione, con i prodotti DOP (Denominazione di Origine Protetta), che sono prodotti che hanno ottenuto un riconoscimento europeo e che sono sottoposti a controlli rigorosi per quanto riguarda la provenienza delle materie prime e la lavorazione, che devono essere ambedue  circoscritte in un territorio geografico ben definito!! 
Sì,  il ritorno per gli allevatori c’è ed è importante. Non dimentichiamo poi che i nostri formaggi portano sulla tavola degli italiani il nome della Valle, e perciò c’è un ritorno anche per il settore turistico.

Lucia Morali: Anche il Marchio “Prodotti della Valle Brembana”, promosso dalla Comunità Montana,  ha dato una certa spinta alla caratterizzazione del prodotto, aiutando le aziende che non producono formaggi DOP ad essere facilmente riconoscibili come provenienza geografica della materia prima e della lavorazione. Certo il DOP è un’altra cosa…...

Giovane pastore sulle Alpi Orobie
La raccolta delle foglie
ValBrembanaWeb: Cosa chiedete come associazione di categoria alle istituzioni? E ai vostri iscritti?

Demetrio Cerea: Ai nostri iscritti una maggiore partecipazione alla vita dell’associazione e alla vita anche politica della valle….

Lucia Morali: ….alle istituzioni una maggiore condivisione delle scelte. Sarrebbe importante sentire le associazioni di categoria prima di approvare programmi e bilanci.


ValBrembanaWeb: Infine, ve la sentireste di consigliare a un giovane la carriera di “agricoltore di montagna”? 

Lucia Morali: Ripeto, è una scelta di vita, ma le soddisfazioni ci sono.

Demetrio Cerea: E’ importante iniziare con il passo giusto, senza strafare. Un’attività di dimensioni medio- piccole, magari integrata da un  altro reddito, è l’ideale. Se poi la passione e le capacità ci sono l’impresa potrà ingrandirsi con investimenti mirati e senza eccessivi rischi. 

                                                                               Intervista By Francesca


Visita la nostra Valle Brembana