Itinerario Rifugio Capanna 2000 -> Val d'Arera -> Passo Gabbia
Tratto da: "Sentiero dei Fiori" di Claudio Brissoni
Un brevissimo strappo su un costone erboso porta all’inizio della Val d’Arera che ci accoglie con i suoi ampi ghiaioni perennemente tormentati dall’aggressività dell’erosione. Il sentiero attraversa, pianeggiante, macereti che in ogni stagione offrono interessanti e preziose fioriture tra cui primeggia la rarissima ed esclusivamente bergamasca Linaria tonzigii i cui piccoli fiori gialli, simili a piccole bocche di leone, raggruppati all’estremità dello stelo sono avvolti da una morbida, caratteristica lanugine. Le tiene spesso compagnia un altro endemismo tipicamente bergamasco: il Galium montis-arerae a gruppi di fiorellini bianco giallastri. A queste s’affiancano altre specie non meno interessanti come la candida Arabis pumila, l’elegante Viola dubyana a fauce gialla, il dorato Papaver rhaeticum, l’azzurra e delicata Campanula cochleariifolia, il vistosissimo Doronicum grandiflorum. Le meraviglie però non finiscono qui poiché il ricco panorama vegetazionale della Val d’Arera è un continuo susseguirsi di specie botanicamente molto interessanti quali il raro Allium insubricum dai penduli fiori rosso porpora, la violacea Aquilegia einseleana, la curiosa e rara Athamanta cretensis, con numerose ombrelle di piccolissimi fiori biancastri, le profumatissime infiorescenze della Gymnadenia odoratissima, i fiorellini blu cielo della panciuta Gentiana utriculosa, la deliziosa Campanula raineri i cui ciuffi dipingono di un tenue viola glicine il freddo grigiore delle rupi e, mai segnalato per le Orobie, l’Allium ericetorum dalla cui globosa infiorescenza giallastra fuoriescono stami con antere arancione.
Completano il quadro floreale della Val d’Arera bianchi gruppi di Saxtfraga hostii e Saxifraga caesia, gialli cuscinetti di Saxifraga aizoides, infiorescenze rossastre di Valeriana montana, le globularie, il giallo solare degli eliantemi, ed ancora i curiosi fiori porporini della Pedicularis giroflexa e quelli giallo solfini della rara Pedicularis adscendens, la non comune Primula glaucescens tipica di alcune montagne lombarde, la dorata e carnosa Primula auricula, le rosate sfumature della Gypsophila repens, i violacei tappeti dell’Acinos alpinus, le robuste fioriture dell’Adenostyles glabra, i minuti e tenaci fiorellini bianchi dell’Hutchinsia alpina accanto a quelli violacei del Thlaspi rotundifolium, i frequenti cespi di Rhododendron hirsutum. Ma per avere una visione più completa di questo primo tratto del Sentiero dei Fiori sarebbe necessario elencare tantissime altre specie dalle orchidee ai salici, dalla rarissima Minuartia austriaca all’Achillea clavenae, dall’Horminum pyrenaicum alla Crepis kerneri.
Superata con una breve salita la Vai d’Arera si sfiorano alcune roccette tappezzate da una policroma vegetazione alpina dove spiccano il bianco del Cerastium latifolium e della Dryas octopetala, il giallo della minuscola Viola biflora e dei pulvini carnosi della Saxifraga aizoides, il rosso del Rhododendron hirsutum, mentre ai bordi del sentiero rispuntano i cuscinetti di Hutchinsia alpina e, nella giusta stagione, si aprono al sole le rosse e luminose corolle della rara Silene elisabethae. Il sentiero continua pianeggiante attraversando un breve pascolo d’altitudine in cui trovano il loro ambiente di vita orchidee, sassifraghe, genziane e specie tipiche dei pascoli d’alta quota. Si perviene così al Passo Gabbia (m. 2050). Davanti a noi, alla base di possenti bastioni di roccia, si estendono i vasti ghiaioni del Mandrone e qui, oltre al bellissimo panorama, allietano il visitatore le non comuni fioriture di Hedysarum hedysaroides dalla slanciata infiorescenza rosso porpora, i nivei mazzetti dell’Anemone narcissiflora, il delicato Linum alpinum, fragile nei suoi petali color di cielo e il sempre ammiratissimo Leontopodium alpinum, la vellutata stella alpina che suscita curiosità ed emozione anche negli escursionisti meno attenti alle bellezze della natura alpina.
Itinerario Mandrone -> Bocchetta di Corna Piana > Passo Branchino
La morfologia del Mandrone è tipicamente dolomitica e dalla base delle pareti rocciose prendono origine ripidi ghiaioni, ciascuno con un proprio panorama vegetazionale per cui l’aspetto foristico di questo tratto del “Sentiero dei Fiori” risulta quanto mai vario ed interessante. Su questi instabili detriti è un continuo alternarsi di colori, dal giallo oro del Papaver rhaeticum al rosso intenso della Silene elisabethae, raro endemismo insubrico, dal pallido rosa del Thlaspi rotundtifolium al bianco del Cerastium latifoiium, dall’azzurro violaceo della Campanula cochleariifolia ai giallo intenso del Doronicum grandiflorum. Queste sono le specie più appariscenti e più spettacolari ma guardando attentamente tra i detriti e gli anfratti rocciosi si scoprono l’Alchemilla alpina a foglioline palmate rivestite inferiormente da una peluria sericea, il Salix reticulata a foglie ovali fittamente innervate, l’azzurro Myosotis alpestris, la minuscola e violacea Veronica aphylla, la bianca Silene quadridentata, la piccolissima e giallastra Saxifraga sedoides, i disordinati cuscinetti di steli filiformi della rarissima Minuartia austriaca a fiorellini bianchi e, di tanto in tanto, ancora la preziosissima Linaria tonzigii.
Le fredde ed inospitali pareti di roccia, che sembrano respingere ogni forma di vita, ospitano nelle loro cavità e nelle loro fessure inattese meraviglie tra cui la bianca ed esile Valeriana saxatilis, la rosea Silene acaulis e due autentiche rarità della nostra flora alpina: la Saxiifraga vandellii a ciuffetti di fiori bianchi emergenti da ispidi cuscinetti di rigide foglioline tenacemente aggrappati alla roccia e la Saxifraga presolanensis raro ed esclusivo endemismo orobico. Ai piedi delle rupi, dove il terreno riesce a mantenere meglio l’umidità, crescono la frastagliatissima e violacca Soldanella alpina, la bianca Saxifraga rotundifolia a foglie dentate e il candido Ranunculus alpestris. Dopo aver attraversato i ghiaioni del Mandrone si percorre, senza perdere quota, un pascolo sassoso dove abbondano, secondo le stagioni, la Gentiana clusii, la rossa Primula glaucescens, la nitida Anemone narcissiiflora, l’azzurro Linum alpinum, la rossa e profumata Daphne striata, la purpurea Silene elisabethae e, nella piena estate, i singolari capolini rosa violacei della rara Armeria alpina.
Il sentiero riprende quindi a salire seguendo la base dei contrafforti meridionali della Corna Piana inerpicandosi fino alla Bocchetta di Corna Piana (m. 2078) dalla quale lo sguardo spazia sulla verde conca del Branchino e dell’alta Vai Vedra. Su questo breve ma ripidissimo tratto il panorama vegetazionale è del tutto simile a quello della Vai d’Arera con esclusione però di alcune specie tra cui la Linaria tonzigii. In compenso, tra le fioriture che ravvivano questo ambiente, non mancano certo specie di rara bellezza: la primaverile Pulsatilla alpina, il Bupleurum petraeum simile ad un ciuffo d’erba con fiorellini verde giallastro, incredibili cespi di Gypsophila repens formati da centinaia di fiori bianco-rosati, il Leontopodium alpinum, la stella alpina che frequentemente occhieggia dalle fessure delle rocce ed ancora l’Athamanta cretensis e l’allium insubricum. Al culmine della salita si ritrova la Saxtfraga vandellii accanto a rosei cuscinetti di Petrocallis pyrenaica assai rara nelle Alpi Orientali. Tra le erbe sorgono gli steli argentati dei Senecio gaudinii, quelli del Trollius europaeus e quelli più bassi delle stelle alpine, dell’Hedysarum hedysaroides, del Trtfolium badium un giallo trifoglio alpino e della profumatissima Nigritella nigra.
Lungo la disagevole discesa sul ghiaione ovest della Corna Piana sono degne di nota le fioriture del Ranunculus alpestris, della Saxifraga sedoides, ancora quelle dell’impareggiabile Linaria tonzigii e, nelle cavità della roccia in ombra d’acqua, quelle della nostra Saxifraga presolanensis. In prossimità del Lago Branchino tra macchie rosse di Hedysarum hedysaroides e gialle di Helianthemum oelandicum compare la Saxifraga paniculata, con le foglie coriacee strettamente raccolte in rosetta, accanto alla rosso vinosa Gentiana purpurea intercalata dai vigorosi fusti erbacei del velenosissimo Veratrum album con i fiori verdastri distribuiti lungo lo stelo. Camminando al margine di una vasta macchia di Alnus viridis, l’ontano verde tipico arbusto alpino, si perviene al Passo Branchino in vista del lago.
Itinerario Passo Branchino -> Alta Val Vedra -> Rifugio Capanna 2000
Dopo una meritata sosta ci si incammina sulla via del ritorno imboccando il sentiero (n. 222) che passa vicino alle malghe del Branchino dove i mandriani scambiano volentieri quattro chiacchiere con gli escursionisti. Accanto alle baite si estendono rigogliosi tappeti di grandi foglie carnose di Rumex alpinus tipico della flora degli alpeggi. Il sentiero prosegue quindi con leggere ondulazioni tagliando le coste erbose dell’alta Vai Vedra dove spiccano tra il verde il rosa intenso del rododendro e il giallo luminoso del botton d’oro cui si accompagnano, talvolta, il piumoso, rosato Thalictrum aquilegiifolium, la curiosa Astrantia major, macchie violacee di Centaurea nervosa e gruppi dorati di Arnica montana.
Tra l’erba fioriscono abbondanti le orchidee selvatiche tra cui la Nigritella nigra e qualche raro esemplare della rossa Nigritella miniata, fiori troppo spesso vittime della mala educazione e dell’ottusità mentale di qualche sconsiderato.
Quando il sentiero, in lieve salita, costeggia piccoli ammassi rocciosi o attraversa brevi ghiaioni la flora si fa più tipicamente alpina e ricompaiono alcune specie interessanti come Silene elisabethae, Aquilegia einseleana, Minuartia austriaca, Horminum pyrenaicum mentre rododendri e botton d’oro continuano a vestire di colore il paesaggio floreale di questi pascoli d’alta quota. Dopo un tratto in salita il sentiero corre alla base di paretine rocciose i cui anfratti ospitano, in agosto, splendide fioriture di Campanula raineri di un colore particolarmente intenso. Nelle vicinanze, su un masso isolato, si può ammirare (fino a quando?) uno spettacolo unico e pressoché incredibile: circondato da coloratissimi ciuffetti di Campanula raineri e da alcuni capolini violacei di Erigeron alpinus fiorisce un “bouquet” di circa sessanta stelle alpine collocate in una piccola cavità della roccia. E questa l’ultima meraviglia del “Sentiero dei Fiori”. Siamo ormai prossimi alla conclusione del nostro itinerario e il sentiero corre attraverso un piccolo pianoro popolato da alcune “alte erbe” come il Senecio cordatus le cui gialle corolle contrastano col blu intenso dei caratteristici fiori foggiati ad elmo dell’Aconitum napellus. Si prosegue attraversando gli estremi lembi della Val d’Arera per giungere, dopo una breve salita tra rododendri, sassifraghe e veratri, a Capanna 2000 dove il “Sentiero dei Fiori” inizia e si conclude.
- Rifugio Capanna 2000 partenza del Sentiero dei Fiori - Il Rifugio Capanna 2000 è
posto ai piedi del massiccio del Monte Arera (m. 2512) in posizione panoramica e soleggiata. E' una base ideale per escursioni di interesse alpinistico e naturalistico, offrendo in più, per gli appassionati di arrampicata,
la possibilità di ripetere salite alpinistiche o vie di arrampicata sportiva situate a pochi minuti di cammino dal Rifugio Capanna 2000. La vetta è posta a 2512 metri ed è raggiungibile mediante sentiero
(EM).
- Inaugurazione
Mostra Sentiero dei Fiori alla memoria del Prof. Brissoni - Domenica 4 Luglio - Piancansaccio 2000 Alpe Arera - Oltre il Colle. Inaugurazione Mostra Sentiero dei Fiori alla memoria del Prof. Brissoni - Prealpi Orobie
- Valle Brembana (Bergamo).
- Sentiero dei Fiori - Valli Bergamasche - Alpinisticamente non impegnativo, Il Sentiero dei Fiori attraversa, a quota 2.000, macereti e ghiaioni della Val d'Arera, del Mandrone e della Corna Piana per concludersi al Passo Branchino (1.821). Il "Il Sentiero dei Fiori" e' uno fra i piu' interessanti itinerari naturalistici delle prealpi Bergamasche lungo il quale alla grandiosita' del paesaggio s'aggiungono rare e spettacolari fioriture di inattesa e sorprendente bellezza e di insuperabile valore botanico. La particolare ricchezza floristica di questo ambiente e' determinata, oltre che dalle
specie Alpine piu' diffuse, dalla significativa presenza di numerosi endemismi insubrici e di alcuni escusivamente Orobici che conferiscono prestigio e nobilta' alla Flora Alpina Brembana.
- Pizzo Arera - Localita' di Partenza: Zambla Alta. La maestosa cupola del Pizzo Arera, ben visibile anche dalla pianura bergamasca, una cima di particolare importanza nell'arco prealpino. Conosciuto da
molti secoli per le miniere di calamina, il Pizzo Arera e' anche una montagna frequentemente salita da Zambla Alta, ma anche dalla bocchetta di Corna Piana lungo la cresta nord con un itinerario in parte attrezzato con catene
fisse. Vie alpinistiche di salita lo solcano del bellissimo versante nord (Val Canale) e appare come una bastionata rocciosa di rara imponenza.
- Sentiero
delle Orobie The Alpi Orobie path which is developed across the mounts in Bergamo province, allows to plunge into the heart of the most wild areas of this Alps, offering very suggestive spots to watch and join
the wildlife. The path, if joined during the summer period however not during the snow seasons, is not so hard to go through and it's accessible by everyone as long as a little bit trained. The orobie path is mostly
developed at about 2000 meters passing through lots of passes. Usually the legs of the journey on eastern Orobie are 8 and 6 riding on western ones. Different "secondary" paths are available based on the singular person
training level. You can join the path from lots of different routes developing from the valley. Every stop place has its alpine refuge (mostly official "CAI" Italian refuges) managed between the period of May-October. All of
them offer overnight stay and refreshment.
- La Maratona delle Orobie - La “Maratona delle Alpi Orobie”, la prima skyrace (corsa del cielo) in provincia, svoltasi domenica 22 settembre sui monti della Val Serina, è stata vinta da Mario Poletti, di Clusone,
che ha compiuto l’impegnativo percorso (quattro le vette superiori ai 2000 metri raggiunte) in 4 h 45’ 30’’. Poletti è partito in testa e ha condotto la gara senza essere mai sostanzialmente disturbato dai più
vicini concorrenti, confermano la sua collocazione nel gotha non solo italiano della corsa in montagna. La prima donna è stata Simonetta Castelli, classificatasi 43° assoluta con il tempo di 7 h 14’ 40’’. Ma il vero
successo della manifestazione è stata la partecipazione di 68 atleti (di cui tre donne) di cui 59 (due donne) hanno concluso la gara nelle 9 ore fissate. Centinaia di volontari di associazioni (dal Cai all’Ana
per citare solo le più note) hanno assicurato il successo della manifestazione, impeccabilmente diretta da Nadia Tiraboschi. La skyrace è una competizione ormai diffusa nel mondo alpinistico, che segue
regole precise e severe: queste corse devono avere dislivelli impegnativi e attestarsi su quota 2000.
- Oltre il Colle in Valle Serina - Oltre il Colle deriva il nome
dalla sua posizione geografica. Anticamente questo comune non era che una frazione di Serina. Nel 1569 ne fu fatta una reale divisione per qui risale a questo anno la nascita vera e propria delComune. Molto fiorente fu l'industria
delle picche (tipicamente locale) di continuo incoraggiata dalla Signoria, che anzi in piu' riprese nel 1641, nel 1644 ed anche nel 1654, ne ordino' a migliaia affinche' le maestranze non fossero costrette all'immigrazione.
Rispetto alla Valle Brembana Oltre il Colle e' di qua del colle di Zambla che dovrebbe essere il naturale punto di riferimento cui allude il nome.
- La
Valle Serina con il Monte Alben Monte Grem e Pizzo Arera, Sentiero dei Fiori
- Orobie Meteo - Meteo previsioni
sulle Alpi e Prealpi Orobie Bergamasche