Racconta
Angelo Esposito. Io sono nato facendo
questo lavoro e ho dedicato tutta la mia vita alla montagna. Per tutti
gli anni che ho trascorso ad Artavaggio questo posto è entrato nel
mio cuore. E’ un luogo splendido anche se è stato scenario di alcune
sofferenze personali. Nel febbraio del 1967, mio padre
Nicola è caduto nei pressi di un rifugio che gestiva e in quell’incidente
perse la vita.” Dopo questo grave lutto, Angelo con la mamma Silla, hanno
deciso di cedere la gestione dei due Rifugi per dar vita a qualcosa che
sentiva nell’animo per onorare la morte del padre. “Dopo la tragedia mi
sono preso una breve pausa di riflessione e nel 1968, con mia moglie Antonia,
ho iniziato a costruire un nuovo Rifugio. Questa costruzione l’abbiamo
dedicata in memoria a mio padre e proprio con il suo nome abbiamo
intitolato il Rifugio. Mia moglie mi ha seguito in questa passione per
la montagna. La nostra. non è stata certo una vita facile, ma non
abbiamo rimpianti. Per fortuna nel 1961 è arrivata la funivia che
ha portato un notevole sviluppo per la località ed è stata
anche un’importante comodità per noi.”
Questa
vita che a molti potrebbe risultare dura o d’altri tempi, i coniugi Esposito
non la cambierebbero con nessun'altra.
“La
vista che godiamo da quassù ci ripaga di tutto, dei dolori e delle
fatiche della vita – racconta Antonia –. Nelle notti serene si vedono brillare
le luci delle città e dei paesi fino alla Pianura Padana. Ancora
di più oggi siamo convinti che la nostra scelta di vita è
stata giusta. Non solo noi siamo felici di quello che abbiamo fatto, ma
anche nostro figlio, Walter, che ha 35 anni, è pienamente
soddisfatto, visto che riesce a gestire il lavoro con noi ed in più
può esercitare la sua professione di maestro di sci. Così
in famiglia si passa alla terza generazione di rifugisti” .
La splendida
vista dal Rifugio Nicola ai Piani di Artavaggio
.
Cosa
vi hanno dato questi 50 anni da rifugisti?
“Delle
emozioni uniche che abbiamo condiviso con amici e clienti. Inoltre abbiamo
avuto la possibilità di vivere e lavorare in un luogo incantevole...
un paradiso.”
Angelo
Esposito, in questi 50 anni di lavoro, ha osservato la vita ad Artavaggio
da un punto di vista privilegiato. Lui può sapere che cosa è
bene o male per lo sviluppo e la crescita di quella località. Come
ha accolto la notizia della riapertura della funivia di Artavaggio ?
“E’
una bellissima notizia che non può che renderci felici. Da quando
è stato chiuso l’impianto i frequentatori abituali si sono dirottati
su altre stazioni. Comunque si sente il disagio della gente per il mancato
funzionamento della funivia. La riapertura, di cui si parla, potrebbe davvero
poter far tornare vivo questo splendido posto. Qui ci sono zone davvero
uniche ma credo che siano poco sfruttate. Milano e provincia costituiscono
un grande bacino di utenza che potrebbe far tornare vita e ricchezza in
Valsassina” .
Tratto
dal "Giornale di Lecco"
La
redazione di Valbrembanaweb fa propri i piu' fervidi auguri ad Angelo e
Antonia per il loro 50° anno di attività come rifugisti, avendo
avuto anche l'occasione di conoscerli personalmente e di apprezzare la
loro squisita gentilezza e disponibilita'.
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