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Angelo Esposito lavoro e passione uniti dal grande amore per la montagna 
e la natura da 50 anni rifugista ad Artavaggio

Angelo Esposito e la moglie Antonia gestiscono insieme il Rifugio NICOLA
la vista spettacolare che abbiamo da quassù ci ripaga di ogni fatica e dolore

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"La montagna ci ripaga di tutte le fatiche. Il panorama che possiamo godere da quassù è pura poesia". E’ stato proprio il profondo amore per la montagna  a spingere Angelo Esposito e sua moglie Antonia a fare di questa passione un motivo di vita. Angelo 63 anni, nato a Taleggio, bergamasco di nascita, ha da sempre fatto il rifugista con suo padre. Quest’anno Angelo ha raggiunto i 50 anni di attività.“  Nel 54 con mio padre e mia madre, ci siamo trasferiti dai Piani d’Alben, dove aveva costruito  prima della guerra il Rifugio “Cesare Battisti” sopra Pizzino, in Valle Taleggio, ai Piani di Artavaggio dove avevamo preso in gestione contemporaneamente due Rifugi, nel periodo in cui non c’era ancora la funivia e l’approvvigionamento veniva fatto a  piedi dal paese di Moggio fino ai Rifugi.
Antonia  Angelo Esposito
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Racconta Angelo Esposito. Io sono nato facendo questo lavoro e ho dedicato tutta la mia vita alla montagna. Per tutti gli anni che ho trascorso ad Artavaggio questo posto è entrato nel mio cuore. E’ un luogo splendido anche se è stato scenario di alcune sofferenze personali. Nel febbraio del 1967, mio padre Nicola è caduto nei pressi di un rifugio che gestiva e in quell’incidente perse la vita.” Dopo questo grave lutto, Angelo con la mamma Silla, hanno deciso di cedere la gestione dei due Rifugi per dar vita a qualcosa che sentiva nell’animo per onorare la morte del padre. “Dopo la tragedia mi sono preso una breve pausa di riflessione e nel 1968, con mia moglie Antonia, ho iniziato a costruire un nuovo Rifugio. Questa costruzione l’abbiamo dedicata in memoria  a mio padre e proprio con il suo nome abbiamo intitolato il Rifugio. Mia moglie mi ha seguito in questa passione per la montagna. La nostra. non è stata certo una vita facile, ma non abbiamo rimpianti. Per fortuna nel 1961 è arrivata la funivia che ha portato un notevole sviluppo per la località ed è stata anche un’importante comodità per noi.”

Questa vita che a molti potrebbe risultare dura o d’altri tempi, i coniugi Esposito non la cambierebbero con nessun'altra. 

“La vista che godiamo da quassù ci ripaga di tutto, dei dolori e delle fatiche della vita – racconta Antonia –. Nelle notti serene si vedono brillare le luci delle città e dei paesi fino alla Pianura Padana. Ancora di più oggi siamo convinti che la nostra scelta di vita è stata giusta. Non solo noi siamo felici di quello che abbiamo fatto, ma anche nostro figlio, Walter, che ha 35 anni,  è pienamente soddisfatto, visto che riesce a gestire il lavoro con noi ed in più può esercitare la sua professione di maestro di sci. Così in  famiglia si passa alla  terza generazione di rifugisti” .


La splendida vista dal Rifugio Nicola ai Piani di Artavaggio

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Cosa  vi hanno dato questi 50 anni da rifugisti?  

“Delle emozioni uniche che abbiamo condiviso con amici e clienti. Inoltre abbiamo avuto la possibilità di vivere e lavorare in un luogo incantevole... un paradiso.” 

Angelo Esposito, in questi 50 anni di lavoro, ha osservato la vita ad Artavaggio da un punto di vista privilegiato. Lui può sapere che cosa è bene o male per lo sviluppo e la crescita di quella località. Come ha accolto la notizia della riapertura della funivia di Artavaggio ?  

“E’ una bellissima notizia che non può che renderci felici. Da quando è stato chiuso l’impianto i frequentatori abituali si sono dirottati su altre stazioni. Comunque si sente il disagio della gente per il mancato funzionamento della funivia. La riapertura, di cui si parla, potrebbe davvero poter far tornare vivo questo splendido posto. Qui ci sono zone davvero uniche ma credo che siano poco sfruttate. Milano e provincia costituiscono un grande bacino di utenza che potrebbe far tornare vita e ricchezza in Valsassina” .

Tratto dal  "Giornale di Lecco"


La redazione di Valbrembanaweb fa propri i piu' fervidi auguri ad Angelo e Antonia per il loro 50° anno di attività come rifugisti, avendo avuto anche l'occasione di conoscerli personalmente e di apprezzare la loro squisita gentilezza e disponibilita'.

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La Valle Brembana