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 LO STATUTO DELLA VALLE AVERARA DELL'ANNO 1313

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di Tarcisio Bottani e 

Tarcisio Salvetti



Nel volume è pubblicato il testo latino dello statuto dell’antica Valle Averara dell’anno 1313, nella copia quattrocentesca redatta dal notaio Giacomo Bottagisi, con a fronte la trascrizione della volgarizzazione, pure del XV secolo, autenticata dal notaio Antonio Guarinoni. Accompagna i due testi una sintesi essenziale dei vari articoli che consente anche ai lettori meno esperti di comprenderne meglio il significato. 

 

-Lo statuto del 1313 non va confuso con quelli, più noti e posteriori di circa mezzo secolo, relativi alle Valli Taleggio e Averara unite, che lo sostituirà in epoca viscontea, ampliando notevolmente l’oggetto della normativa.

Di quest’ultimo costituisce invece l’interessante preambolo, la cui pubblicazione consente adesso di completare l’opera iniziata nel 1980 con la nota edizione degli statuti di Val Taleggio e Averara curata da Silvio Carminati, Claudio Gervasoni e Bernardino Luiselli per "Monumenta Bergomensia".

Data la relativa brevità del testo, i curatori dell’edizione hanno ritenuto di dedicare un certo spazio alla rassegna della legislazione statutaria antica della Valle Brembana e all’analisi degli aspetti amministrativi e dei rapporti sociali che caratterizzavano la Valle Averara alla luce delle norme statutarie.


Una pagina della volgarizzazione quattrocentesca 
dello statuto.
La seconda parte del volume contiene uno studio sulla nascita e lo sviluppo della comunità civile e religiosa dell’antica Valle Averara, che comprendeva i territori di Averara, Santa Brigida, Cusio, Cassiglio, Ornica, Olmo al Brembo e Mezzoldo. 

Chiude la ricerca una scheda sulla figura e le attribuzioni del vicario civile, la principale autorità amministrativa e giudiziaria della valle, con l’elenco dei cittadini che si alternarono a quella carica per quasi due secoli. 

L’inserto fotografico ha inteso mettere in risalto aspetti e testimonianze, più o meno note, ma tutte assai significative del ricco patrimonio artistico e culturale del territorio interessato.



Tarcisio Bottani e-mail: bottani@infinito.it

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