-
I SENZA NOME, 
storie della Resistenza Bergamasca
 

***

Tarcisio Bottani 
con Giuseppe Giupponi, 
Stamperia Stefanoni Bergamo


Ha ancora un senso, a quasi sessant’anni di distanza, rivivere le drammatiche vicende del periodo resistenziale?

La risposta è contenuta nella ballata composta e gentilmente messaci a disposizione dall’amico Bruno Reffo.

-
I “senza nome”, cioè i partigiani che per ragioni di sicurezza dovettero rinunciare alla propria identità, assumendo un nome di battaglia, stanno ancora lì a indicarci la strada da loro aperta con la lotta e spesso con la morte: la strada della libertà e della democrazia.

Un messaggio più che mai attuale, proprio mentre è in atto il diffuso e non troppo velato tentativo di ridurre gli avvenimenti di quel periodo a un semplice confronto di ideologie, tra loro opposte, ma ugualmente giustificabili.

Quasi che un Resmini, massacratore di partigiani, fosse degno dello stesso onore che deve essere riservato alle sue innumerevoli vittime.

E’ vero invece il contrario.

Se è innegabile che le sofferenze e i lutti coinvolsero i combattenti di entrambe le parti, non va dimenticato che i nazifascisti erano al servizio di chi aveva imposto la più feroce delle dittature e praticava la sistematica oppressione di ogni libertà individuale e collettiva.

“A qualcuno sono piaciute quelle notti tutte uguali e vorrebbe ritentare…”.

E’ il rischio che potremmo correre anche oggi: troppo presto si è dato per scontato il tramonto delle ideologie, che qualcuno vorrebbe soppiantare con la globalizzazione.

E’ un rischio tanto più reale, quanto più si dimentica la lezione della storia e si recepiscono acriticamente i messaggi drogati del conformismo.

“Il ventre che ha partorito il mostro è ancora fecondo”, ammoniva Bertolt Brecht.

Questi racconti, scelti tra i tanti suggeriti dalla miriade di episodi della Resistenza bergamasca, e anche dei primi anni del fascismo, hanno per protagonisti operai, contadini, impiegati, preti, soldati, commercianti, uomini e donne, giovani e meno giovani, persone normali che, mentre tanti stavano alla finestra, aspettando gli eventi, ebbero la forza e il merito di schierarsi e di mettersi in discussione, spesso pagando con la vita.

Sono esempi da non dimenticare.
 
 



Tarcisio Bottani e-mail: bottani@infinito.it

Torna alla Home Page
 


Visita la nostra Valle