Forum Tappa Valle Brembana

  • Home
  • La Tappa
  • Le Salite
  • Comitato
  • Eventi

Edicola Tappa

  • Gotti: Savoldelli e Simoni in pole. E il San Marco lascerà il segno


    Sabato 12 Maggio 2007 - tratto da "L'Eco di Bergamo"

    L'impresa solitaria di Cervinia con la conquista della maglia rosa. La tappa di Dalmine col caldo abbraccio degli sportivi bergamaschi. L'autorevole difesa del primato nella cronometro di Cavalese. Lo strenuo testa a testa con Tonkov, il suo più ostinato rivale, sulle rampe del Mortirolo. Infine il trionfo nella Milano napoleonica e la suggestiva serata di San Pellegrino con una folla delirante. Era il 1997.

    Sono passati dieci anni dalla vittoria di Ivan Gotti sulle strade del Giro d'Italia. Il primo Giro d'Italia della sua brillante carriera, al quale si sarebbe aggiunto due anni dopo quello del giallo di Madonna di Campiglio, il Giro dell'espulsione di Pantani in maglia rosa. L'impresa di Gotti verrà ricordata con un'apposita serata di festa il 24 maggio a San Pellegrino, due giorni prima della tappa che porterà la corsa nel cuore di Bergamo. «È stata una grande emozione quel Giro», ricorda con piacere Gotti, che è qui in Sardegna, insieme con Giovanni Bettineschi e Paolo Lanfranchi, per definire le ultime virgole della giornata che trasformerà per un giorno la nostra terra nell'epicentro mondiale del ciclismo. «E - aggiunge - davvero toccante era stato l'arrivo di tappa a Dalmine. Ci arrivai in maglia rosa, tra la mia gente: sensazioni irripetibili».

    Ivan, veniamo al presente: che Giro è quello che parte dalla Sardegna?
    «È un Giro che parte male, purtroppo. Le vicende dell'ultima settimana, dominate dal caso Basso, hanno spostato l'attenzione della gente sul problema del doping, e soltanto di riflesso ci si rende conto che sta cominciando il Giro d'Italia. Purtroppo, ancora una volta, sembra che sia scoppiata una bomba a orologeria. C'era tutto l'inverno per portare alla luce questa faccenda e, invece, toh, arriva alla vigilia della corsa più importante. La gravità resta, per carità, ma la tempistica è sospetta. Sono convinto tuttavia che, lungo la strada, la corsa recupererà la sua popolarità».

    Le sarebbe piaciuto, ai suoi tempi, un Giro così tracciato?
    «Sì, per le salite dell'ultima settimana. Ma, sul piano affettivo, anche per la tappa della Valle Brembana. Pensi come sarebbe stato bello pedalare per due ore in mezzo alla mia gente».

    Come se l'immagina la tappa di Bergamo?
    «Sarà molto importante. Si dice che, collocata fra la cronoscalata e l'arrivo alle Tre Cime, non potrà offrire granché sul piano della corsa, ma io non sono d'accordo. Una salita lunga quasi 30 km come il passo San Marco lascerà il segno: vedrete che i migliori della classifica saranno tutti là davanti. E parlo dell'aspetto tecnico, perché se apriamo l'orizzonte sullo spettacolo, è facilmente immaginabile che scenario si parerà davanti ai corridori».

    Favoriti?
    «Simoni e Savoldelli davanti a tutti. Hanno mestiere, fondo atletico, attitudine ai grandi Giri. E anche classe e determinazione. Savoldelli ha a disposizione la crono di Verona del penultimo giorno per riprendersi quello che dovesse lasciare eventualmente sulle Tre Cime e sullo Zoncolan. Certo, se penso che i due maggiori favoriti hanno 35 e 34 anni, mi viene da osservare che, come ciclismo italiano, non siamo messi benissimo».

    I giovani non ci sono?
    «Ci sono, ma bisognerà vederli all'opera. Cunego ha dimostrato di essere capace di vincere un Giro, però bisogna vedere come saprà reagire al peso della pressione. Riccò è un soggetto interessante, da seguire con fiducia. Su Di Luca non mi sbilancio: ha comunque un'ottima squadra al suo servizio».

    Pare che l'unico straniero da classifica sia Popovych. Come lo vede?
    «Ha già fatto un podio, quindi è corridore da seguire. Io, sinceramente, mi auguro che sia competitivo, perché la lotta fra italiani e stranieri è sempre stata il sale del Giro d'Italia. Ricordo i miei duelli con Tonkov: la gente si entusiasmava».

    Un pensiero sul caso Basso?
    «Ogni volta che qualcuno apre bocca, aggiunge danno a danno. Se si fosse evitata quella conferenza stampa il giorno dopo l'audizione alla procura antidoping sarebbe stato meglio».








    - Gotti: Savoldelli e Simoni in pole. E il San Marco lascerà il segno
    - Passo San Marco aperto solo a meta'
    - Tornei e vip aspettando il Giro
    - Giro d'Italia Volontari pronti
    - Bergamo la firma al Giro 2007
    - Bergamo pronta per il Giro 2007
    - Parte il progetto di un triennio rosa



GIRO D'ITALIA 2007 - 14a Tappa - Il Giro passa in Valle Brembana - GROUP VAL BREMBANA WEB webmaster G.Galizzi - Templates