La configurazione
geografica della Val Torta, alquanto impervia e difficilmente praticabile,
ha certo influito sull’isolamento delle comunità che vi hanno dimorato
nel corso dei secoli.Tuttavia le vicende storiche di Valtorta si sono spesso
intrecciate con quelle delle popolazioni limitrofe ed in particolare con
quelle della Valsassina, dividendone a lungo le esperienze di vita amministrativa,
economica e religiosa. Valtorta fu per secoli una zona di frontiera, connotazione
di cui è rimasta l’eco nel nome della montagna che la sovrasta,
il Pizzo dei Tre Signori, a significare che un tempo da queste parti si
confrontavano gli stati di Milano, Venezia e dei Grigioni; ne conseguirono
frequenti cambiamenti politici e la necessità di adeguarsi in fretta
al dettato dei vari dominatori. Ma ripercorrendo le vicende storiche di
questa comunità si ha la netta percezione che di fronte alle imposizioni
del potere esterno Valtorta seppe conservare una propria spiccata identità,
un’unità culturale ed un orgoglio di valle che le consentì
di strappare al potere superiore non trascurabili privilegi di autodeterminazione,
come è dimostrato anche dall’adozione di statuti propri che per
secoli regolarono la vita locale.
La storia del
paese è costellata di momenti difficili, controversie, calamità
naturali, malattie, emigrazioni, disagi di varia natura, affrontati dagli
abitanti con quel senso di rassegnata ineluttabilità tipica delle
piccole comunità di montagna: l’attaccamento tenace alla terra ed
ai suoi modesti frutti, lo spiccato senso del diritto e della proprietà,
la fiduciosa adesione ai valori della famiglia e della fede, la consapevolezza
che solo con la fatica, anche la più improba, sarebbe stato possibile
garantirsi la sopravvivenza. Di tutti questi aspetti a Valtorta rimane
non solo il ricordo, ma anche la testimonianza tangibile: forse per l’isolamento
o forse per la maggior cura della gente, i segni del tempo si sono qui
conservati più che altrove e sono poi stati riorganizzati e offerti
alla fruizione di tutti. Ed è anche su questi “luoghi della storia”
che Valtorta fa affidamento per costruire un futuro che non sia dimentico
delle esperienze del passato.
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