Tarcisio
Bottani Giuseppe
Giupponi Felice Riceputi
Ferrari editrice,
anno 1994
Le fasi
iniziali della lotta partigiana, la trasformazione delle prime bande raccogliticce
in brigate militarmente organizzate, la vita e le imprese delle singole
formazioni (86° Garibaldi, Cacciatori delle Alpi, XXIV Maggio, Fiamme
verdi ecc.), il tragico autunno del ’44, la ripresa primaverile, l’insurrezione
vittoriosa: queste le ripartizioni della narrazione, che non trascura di
far luce anche sugli aspetti più oscuri del movimento resistenziale.
..............L’Eco
di Bergamo
Le vicende
della Resistenza brembana vengono inserite in modo non meccanico nella
storia più generale, con attenta considerazione dei nuovi approcci
alle tematiche resistenziali, nel tentativo di non appiattirsi a modelli
interpretativi già definiti Studi e ricerche di storia contemporanea.
Vale la pena soffermarsi anche sul metodo utilizzato dai tre autori per
compiere la ricerca, basata sulle tradizionali fonti storiografiche, ma
anche e soprattutto sulla raccolta di testimonianze orali, direttamente
da chi ha vissuto le vicende in prima persona.
Formazioni,
quelle operanti in Val Brembana, assai diverse tra di loro, sia per gli
orientamenti politici espressi nel corso della lotta che per le capacità
organizzative e militari. E’ la storia di queste brigate che interessa
particolarmente agli autori del saggio che, una volta tanto, abbandona
il più tradizionale taglio politico-partitico di molti altri lavori
per porre attenzione al “collettivo” partigiano. I comunisti, gli azionisti,
i cattolici- spesso confusi e mischiati fra di loro nel corso della lotta-
riacquistano una sorta di visibile autonomia, più umana che politico-sociale.
Sono uomini che si battono in nome di principi fondamentali e decisivi,
ma che conservano nel contempo le loro convinzioni e speranze, i loro progetti
e sogni.
.................dalla
prefazione di Angelo Bendotti